La Not Hot List 2027 di Intrepid Travel indica dieci mete alternative alle destinazioni più affollate, scelte per bassa affluenza, infrastrutture pronte e novità in arrivo. Dalla Patagonia cilena alla Lettonia, un invito a viaggiare in modo più consapevole nel 2027.

C’è un momento, in ogni viaggio, in cui ci si accorge di essere in troppi nello stesso posto: la stessa spiaggia, lo stesso belvedere, la stessa fila per lo scatto perfetto. Il turismo mondiale continua a concentrarsi su una manciata di mete iconiche, mentre intorno restano intere regioni ricche di storia, natura e comunità pronte ad accogliere chi ha voglia di guardare oltre l’ovvio. Non è un caso che il tema del rischio overtourism sia diventato centrale nelle strategie di sviluppo turistico di molti Paesi, che oggi lavorano per redistribuire i flussi verso territori meno battuti ma altrettanto affascinanti.

10 destinazioni senza folla: la lista di Intrepid Travel

Da questa esigenza nasce la “Not Hot List” 2027 di Intrepid Travel, realizzata in collaborazione con l’agenzia di ricerca Globetrender: dieci destinazioni selezionate non per la loro notorietà, ma per tre criteri precisi. La prima è la bassa affluenza rispetto a mete simili o vicine; la seconda è la capacità di accoglienza, cioè infrastrutture solide, comunità coinvolte e pianificazione sostenibile; la terza è la presenza di novità concrete per il 2027, come nuovi collegamenti, eventi o investimenti infrastrutturali. Il risultato è un itinerario ideale per chi organizza il prossimo viaggio pensando non solo a cosa vedere, ma anche a come arrivarci senza stress, magari sfruttando servizi fast track disponibili in molti aeroporti internazionali per velocizzare i controlli di sicurezza e guadagnare tempo prezioso prima dell’imbarco. Ecco le dieci mete da tenere d’occhio.

Samburu National Reserve, Kenya

Mentre i parchi più celebri del Kenya faticano a reggere il peso di milioni di visitatori ogni anno, la Samburu National Reserve offre un safari più intimo, con meno veicoli e paesaggi selvaggi. Qui si incontrano leoni, leopardi, bufali e i cosiddetti “Samburu Special Five”, cinque specie endemiche di questa regione settentrionale. La riserva accoglie appena 30-40mila visitatori l’anno, una frazione rispetto al Maasai Mara, e il turismo qui sostiene direttamente le comunità Samburu attraverso progetti di educazione, sanità e conservazione. Da non perdere anche l’astroturismo o star watching, grazie a cieli notturni incontaminati.

Mestia, Georgia

Ai piedi del Caucaso, Mestia è la porta d’accesso alla regione montuosa dell’Alto Svaneti, tra torri medievali, villaggi arroccati e una tradizione vinicola tra le più antiche al mondo. D’inverno diventa una destinazione sciistica di prim’ordine, con nevicate paragonabili a quelle di Aspen o Hokkaido grazie all’apertura del comprensorio del Tetnuldi. I nuovi investimenti infrastrutturali, tra cui un aeroporto in fase di ampliamento, la renderanno ancora più accessibile nel 2027, mentre l’accoglienza resta in larga parte gestita da operatori locali.

Northern Highlands, Giordania

Chi pensa alla Giordania immagina deserti e la Città Rosa di Petra, ma le Northern Highlands raccontano un lato completamente diverso del Paese: colline verdi, foreste protette e rovine romane e ottomane di grande valore, come il sito archeologico di Jerash. La regione punta su un turismo diffuso fatto di guesthouse a gestione familiare e iniziative comunitarie, in linea con la strategia giordana di alleggerire la pressione su Petra e sul Mar Morto, che nel 2025 ha superato i 580mila visitatori.

Whitehorse, Canada

Capitale dello Yukon, Whitehorse è il punto di partenza ideale per esplorare un territorio ancora largamente sotto la custodia delle Prime Nazioni. Oltre 700 chilometri di sentieri segnalati, escursioni guidate da comunità indigene, avvistamento dell’aurora boreale e persino sorgenti termali: la città sta diventando un polo dell’Arctic tourism, complice il lancio della Arctic Canada Tourism Network e l’organizzazione dell’Arctic Summit 2026. Con appena mezzo milione di visitatori l’anno contro i dieci milioni della vicina Columbia Britannica, lo spazio per esplorare senza folla non manca.

Alonnisos, Grecia

Mentre molte isole greche fanno i conti con l’overtourism, Alonnisos resta un rifugio di tranquillità. Accessibile solo via traghetto o barca privata, ospita la più grande area marina protetta d’Europa e una popolazione di foche monache in via d’estinzione. Qui si trova anche l’unico museo subacqueo della Grecia, il relitto di Peristera, risalente al V secolo a.C. Con soli 70mila visitatori nel 2024 contro i 500mila della vicina Skiathos, Alonnisos punta tutto su un turismo lento e a basso impatto, sostenuto da investimenti nell’economia circolare.

Dili, Timor-Leste

Timor-Leste resta una delle destinazioni meno visitate del Sud-Est asiatico, ma la sua capitale Dili si sta preparando a un nuovo capitolo. L’ingresso nell’ASEAN nel 2025 e l’apertura di nuove rotte aeree da Kuala Lumpur e Darwin stanno ampliando la connettività internazionale. Tra spiagge incontaminate, la statua del Cristo Rei, mercati locali e la storia complessa segnata da colonizzazione portoghese e occupazione indonesiana, Dili offre un’esperienza autentica, ancora lontana dai circuiti turistici più battuti.

Pekoe Trail, Sri Lanka

Il primo trekking a lunga percorrenza dello Sri Lanka attraversa 300 chilometri e 22 tappe tra piantagioni di tè, foreste pluviali, fiumi e villaggi rurali. Nato come progetto di turismo comunitario, il Pekoe Trail ha registrato appena 9.589 permessi di percorrenza nell’ultimo anno, contro i 500mila del Cammino di Santiago spagnolo. Le regole sui visti più flessibili e i nuovi collegamenti aerei internazionali, incluso il volo diretto Melbourne-Colombo, lo rendono oggi più accessibile che mai.

Liepāja, Lettonia

Con i suoi otto chilometri di spiaggia bianca, Liepāja si è guadagnata il soprannome di “Mediterraneo baltico”. Nel 2027 diventerà Capitale Europea della Cultura, con oltre 500 eventi culturali in programma tra la città e le regioni vicine. Nonostante l’attrattiva, nel 2025 ha registrato appena 119.840 pernottamenti, contro il milione di visitatori di Dubrovnik: un margine enorme per scoprire cattedrali, musei e la storica sala concerti “Great Amber” senza il peso della folla.

Carretera Austral, Cile

Un nastro d’asfalto e sterrato lungo 1.240 chilometri attraverso la Patagonia settentrionale cilena: la Carretera Austral è una delle strade meno conosciute del Sud America, ma tra le più spettacolari. Vulcani, ghiacciai sospesi, foreste antiche e laghi turchesi si susseguono lungo un percorso percorribile in 7-10 giorni. Il governo cileno ha avviato dal 2026 un piano di miglioramento stradale da oltre 800 miliardi di pesos, rendendo questa regione remota sempre più accessibile ai viaggiatori indipendenti.

Dalsland, Svezia

Definita il “Distretto dei Laghi” svedese, Dalsland custodisce oltre duemila laghi, foreste e canyon di granito a due ore da Göteborg e Oslo. Il nuovo collegamento ferroviario diretto tra Malmö e Oslo, attivo dal giugno 2026, ha reso questa regione ancora più raggiungibile. Con appena 320mila visitatori nel 2025 contro i quasi sedici milioni di Stoccolma, Dalsland è il luogo ideale per il campeggio libero, il gravel biking su oltre 850 chilometri di sterrati e per chi cerca semplicemente il lusso di viaggiare senza fretta.