Il Labirinto Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore è tornato visitabile dopo il restauro conservativo. Ma non è l’unico che merita di essere visto almeno una volta nella vita: da Venezia alla Sicilia, passando per Parma, il Canavese e Merano, ecco i 5 labirinti più suggestivi d’Italia.

Nella mappa dei luoghi surreali e magici da visitare in Italia ci sono anche i labirinti. Perdersi in un uno di essi significa sospendere per un momento il senso dell’orientamento e accettare un tempo diverso, più lento e concentrato. Non è soltanto un gioco di percorsi, bivi e ritorni: il labirinto è anche un simbolo antico, una metafora del viaggio interiore, della ricerca di sé e della possibilità di ritrovarsi dopo aver smarrito la strada.

In Italia esistono labirinti molto diversi tra loro, ciascuno legato a un paesaggio, a una storia e a un’idea precisa di bellezza. Si va dal Labirinto Borges di Venezia, appena restaurato e di nuovo aperto al pubblico, al grande dedalo di bambù ideato da Franco Maria Ricci vicino Parma. Ci sono poi il Labirinto del Masino, nel parco del Castello di Caravino, quello verdissimo dei Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano e il percorso in pietra del Castello di Donnafugata, in Sicilia.

Sono luoghi da attraversare senza fretta. Nei labirinti la velocità non serve: conta il passo, l’attesa, l’errore, il cambio di direzione. Ogni tracciato invita a guardare lo spazio con maggiore attenzione e a vivere l’esperienza come un piccolo viaggio dentro il paesaggio.

Di seguito ecco una selezione dei labirinti italiani che meritano assolutamente una visita. Se si viaggia in auto, meglio monitorare il traffico in tempo reale ed evitare – se possibile – di mettersi alla guida nelle date da bollino rosso e nero sulle autostrade. Mentre i servizi di telepedaggio possono aiutare a passare più velocemente ai caselli. Una volta giunti a destinazione, si può lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi convenzionati presenti nelle città e borghi italiani.

Riapre il Labirinto Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore

Il Labirinto Borges, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, è tornato visitabile dopo un intervento di restauro conservativo realizzato grazie alla collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini e PwC Italia. Considerato uno dei labirinti più affascinanti del Paese, è nuovamente accessibile da metà luglio.

Il progetto porta la firma dell’architetto e diplomatico inglese Randoll Coate e fu realizzato nel 2011, in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Jorge Luis Borges, di cui Coate era grande amico. L’ispirazione arriva dal racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano, uno dei testi più celebri dello scrittore argentino. La riapertura nell’anno del quarantesimo anniversario della sua scomparsa assume quindi un valore simbolico, quasi come se il percorso chiudesse idealmente un cerchio.

Dopo quindici anni, le oltre tremila siepi di bosso avevano bisogno di un intervento per recuperare la chiarezza del disegno originario. Sono state rimosse 165 piante morte o compromesse e sostituite con nuovi esemplari già sviluppati. Il lavoro ha riguardato anche il sistema di irrigazione, la concimazione, il rinnovo del terreno e alcuni interventi pensati per migliorare l’accessibilità.

Gli altri labirinti da scoprire in Italia

Oltre al Labirinto Borges, il viaggio tra i labirinti italiani attraversa luoghi molto diversi tra loro: giardini storici, parchi monumentali, dimore nobiliari e progetti contemporanei nati dall’incontro tra arte, architettura e paesaggio. Ogni labirinto ha una propria identità: c’è chi punta sulla spettacolarità botanica, chi sulla memoria storica, chi sull’esperienza immersiva e chi sulla relazione con il territorio che lo ospita.

Dall’Emilia-Romagna al Piemonte, dall’Alto Adige alla Sicilia, questi percorsi invitano a rallentare e a osservare ciò che li circonda. Non sono soltanto attrazioni da attraversare, ma spazi in cui il cammino diventa parte dell’esperienza, tra deviazioni, soste, sorprese e prospettive inattese.

Il Labirinto della Masone a Fontanellato

A Fontanellato, in provincia di Parma, si trova il Labirinto della Masone, il più grande labirinto al mondo realizzato interamente con piante di bambù. Nato da un’idea di Franco Maria Ricci, editore, designer, collezionista e bibliofilo, è stato inaugurato nel 2015 e si estende su otto ettari.

Il percorso è formato da oltre 300mila piante di bambù appartenenti a venti specie diverse. Ma l’esperienza non termina all’uscita dal dedalo. Nel complesso si trova anche il Museo che ospita la collezione d’arte di Franco Maria Ricci, con circa quattrocento opere tra dipinti, sculture e oggetti d’arte italiani e internazionali.

Fino al 13 settembre è visitabile anche la mostra Erté. Lo stile è tutto, dedicata a una delle figure più rappresentative dell’Art Déco. Infine, ogni anno nel labirinto si tiene il LOST Music Festival, uno dei migliori festival in Europa.

Il labirinto dei Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano

A Merano, in Alto Adige, il labirinto dei Giardini di Castel Trauttmansdorff è uno degli angoli più suggestivi del grande parco botanico. È composto da alte siepi di tasso e al centro custodisce un albero di melograno.

Secondo la tradizione, gli innamorati possono entrare nel labirinto da percorsi diversi per ritrovarsi proprio sotto il melograno. Più che come luogo in cui smarrirsi, questo labirinto è stato concepito per inserirsi nei terrazzamenti della collina e nelle geometrie dei giardini all’italiana, tra fontane, giochi d’acqua e piccoli laghi.

Quest’anno i Giardini celebrano i 25 anni dall’inaugurazione, avvenuta nel 2001. Tra gli appuntamenti principali c’è la mostra Paradisi modellati – Di persone e giardini, visitabile fino all’8 novembre. Durante la stagione sono inoltre previsti i format “Trauttmansdorff di Sera”, le serate picnic, i workshop decorativi, le attività didattiche e lo spettacolo immersivo sulla nascita della vita, ospitato nella Grotta multimediale.

Il Labirinto del Masino a Caravino

Nel parco del Castello di Masino, a Caravino, a circa un’ora da Torino, c’è il Labirinto del Masino. L’area che oggi ospita il percorso, nel 1988, era soltanto uno spazio erboso. Il FAI, attuale proprietario del complesso, ha scelto di ricostruire l’antico tracciato affidandosi alla supervisione dell’architetto paesaggista Paolo Pejrone.

I lavori di reimpianto sono durati quasi quattro anni e si sono conclusi nel 2009. Nel 2011 è stata aggiunta anche la torretta centrale. Con 3.200 metri quadrati di superficie, 1.500 metri lineari di percorso e siepi alte 180 centimetri, è il secondo labirinto più grande d’Italia.

Il tracciato è formato da circa duemila piante di carpino intrecciate tra loro. A renderlo particolare è la forma a mezzaluna, con un disegno essenziale pensato per valorizzare la conformazione naturale del luogo. Accanto al Castello si può visitare anche il Museo delle Carrozze, dove sono esposti dodici esemplari appartenuti alla famiglia Valperga di Masino, perlopiù ottocenteschi, tra carrozze di gala, coupé, vis-à-vis e carrozzini per bambini con accessori e tessuti originali.

Il labirinto del Castello di Donnafugata

In Sicilia, nella campagna ragusana, il Castello di Donnafugata conserva un labirinto molto diverso dagli altri. Nonostante il nome, il complesso è una sontuosa dimora nobiliare del tardo Ottocento, oggi visitabile insieme al parco e al MuDeCo, il Museo del Costume.

Il labirinto è ubicato nel parco, un’area di circa otto ettari che comprende giardino all’inglese, giardino alla francese e orto-frutteto. Il suo disegno riprende fedelmente quello del più antico labirinto ancora esistente a Hampton Court Palace, vicino Londra. Entrambi hanno una forma trapezoidale, elemento che li distingue dai tracciati più comuni.

A Donnafugata, però, il percorso è costruito con muri circondati da roseti. Inoltre non segue un solo tracciato obbligato, ma è multicursale: offre cioè più possibilità di scelta, con diramazioni che possono condurre nella direzione giusta o in quella sbagliata. Ingresso e uscita coincidono, rendendo l’esperienza ancora più particolare. Il periodo più suggestivo per visitarlo è la primavera, quando i profumi dell’orto e delle rose si uniscono alla luce più morbida della stagione.

Fonte foto: Pagina Facebook Ufficiale Fondazione Giorgio Cini