Era il 3 aprile 1973 quando Martin Cooper, ingegnere di Motorola, realizzò la prima chiamata con un telefono cellulare. Un gesto rivoluzionario, che ha cambiato per sempre il modo di comunicare.

New York è sempre stata una città proiettata verso il futuro al punto da essere, oggi, uno delle smart city più moderne al mondo. Non stupisce, quindi, che proprio dalla Grande Mela 51 anni fa si sia innescata una piccola rivoluzione che però ha cambiato per sempre il modo di comunicare.

Il 3 aprile del 1973 Martin Cooper- ex ingegnere di Motorola che lo scorso dicembre ha compiuto 95 anni- ha effettuato la prima chiamata con un telefono cellulare della storia. Scopriamo come è andata.

La prima chiamata con cellulare è della Motorola

Per effettuare la prima telefonata, l’ingegner Cooper utilizzò un dispositivo DynaTac delle dimensioni di una scatola di scarpe. Contattò Joel Engel, un ricercatore concorrente della società Bell Labs, annunciando il successo di Motorola nel rendere la telefonia mobile una realtà pratica.

A distanza ormai di qualche anno, a mezzo stampa Cooper ha raccontato così quella prima telefonata al suo diretto competitor: «Joel, ti chiamo da un cellulare. Un vero cellulare, personale, portatile. Noi alla Motorola ce l’abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà.»

Nonostante questo grande passo, però, ci vollero anni prima che la telefonia mobile si diffondesse su larga scala. Furono due i fattori decisivi in tal senso: l’assegnazione delle prime frequenze utilizzabili e l’introduzione sul mercato dei primi telefoni cellulari.

Il successore diretto del prototipo usato da Cooper fu il DynaTac 8000X, lanciato il 6 marzo 1983 come il primo telefono cellulare portatile disponibile in commercio, segnando l’inizio di una nuova era nelle telecomunicazioni e influenzando profondamente la vita quotidiana. Questo dispositivo, soprannominato “il mattone”- per le sue dimensioni e il suo peso- permetteva 30 minuti di conversazione e veniva venduto a un prezzo di base di 3.995 dollari statunitensi.

Con la sua consacrazione hollywoodiana- il modello Motorola DynaTac 8000X è comparso in molte scene del film “Wall Street” del 1987 con Michael Douglas– il primo cellulare della storia iniziò a diffondersi. Rivoluzionando definitivamente il nostro modo di comunicare.

Dal cellulare allo smartphone: l’evoluzione della comunicazione

Nel corso degli ultimi decenni, il cellulare si è trasformato in smartphone. Un’evoluzione, questa, che ha ulteriormente rivoluzionato il nostro modo di vivere. Oggi, con quello che potremmo considerare il figlio- o addirittura il nipote del primo cellulare- non solo è possibile effettuare chiamate, ma persino utilizzare una serie di applicazioni che impattano direttamente sulla nostra quotidianità.

Ma questa innovazione, che consente di restare interconnessi h24, sette giorni su sette, è priva di rischi? La città di New York, protagonista della prima chiamata con cellulare della storia, oggi è preoccupata per l’impatto delle nuove tecnologie sui più giovani. Arrivando a considerare i social– utilizzabili facilmente attraverso i moderni smartphone- un pericolo per la salute pubblica.

Se da un lato, le moderne app che consentono di accedere e utilizzare facilmente anche i servizi per la mobilità impattano positivamente sulle nostre abitudini- basti pensare che con un click su un’app è possibile, a esempio, prenotare un volo aereo in pochi minuti– dall’altro il rischio concreto è di abusare della tecnologia. Delegando all’intelligenza artificiale prerogative assolutamente umane.

Uno degli artefici della rivoluzione nelle comunicazioni, l’ingegner Martin Cooper, non ha mai smesso di seguire le evoluzioni tecnologiche. E di condividere le sue riflessioni in varie interviste giornalistiche. Di recente, infatti, ha espresso le sue preoccupazioni proprio riguardo all’uso degli smartphone da parte dei più giovani. Segnalando il rischio che possa trasformarsi in una dipendenza.