Ben 18 anni fa, il 9 luglio 2006, l’Italia conquistò i Mondiali in Germania nella finale contro la Francia. Una vittoria iconica, che è sempre giusto ricordare.

Il 9 luglio di diciotto anni fa, sotto il cielo di Berlino, l’Italia di Marcello Lippi scriveva una pagina epica della propria storia calcistica. Nonostante le ombre dello scandalo Calciopoli, gli azzurri riuscirono a conquistare la quarta stella mondiale affrontando con coraggio e determinazione ogni avversità. Superando lungo il percorso squadre veramente temibili, come la Germania padrona di casa in semifinale e la Francia nella finalissima. Un torneo epico, che vale la pena ricordare. Soprattutto oggi, dopo gli esiti di Euro 2024.

Mondiali 2006: la vittoria indimenticabile dell’Italia

A distanza di anni, si è spesso detto che l’orgoglio e la determinazione di una squadra che non aveva nulla da perdere furono il motore di quella straordinaria avventura. Gigi Riva, membro dello staff tecnico, ricordò in un’intervista come all’aeroporto di Pisa, alla partenza per la Germania, non ci fosse nessuno a salutare la squadra. Al loro ritorno, invece, una folla enorme li accolse trionfalmente, smentendo coloro che avevano suggerito di non partecipare ai Mondiali per questioni di onorabilità.

Quell’impresa, paragonabile a quella di Spagna ’82, dimostrò ancora una volta che l’Italia sa dare il meglio di sé nei momenti di difficoltà. Furono la forza del gruppo, la coesione e le scelte tecniche chiare a fare la differenza. Il 2006 confermò che, nonostante tutto, l’Italia calcistica è sempre competitiva. Il coro “Po-poo-poo” rimane il simbolo di quella vittoria indimenticabile.

A cui l’Italia arrivò grazie a un percorso esaltante ma non privo di difficoltà: la partita da dentro o fuori contro la Repubblica Ceca nel girone (dopo il pareggio con gli USA e espulsione di De Rossi), la partita contro l’Australia sbloccata proprio all’ultimo con il rigore di Totti. E ovviamente il penultimo atto contro la Germania, battuta al 120esimo grazie al superbo gol di Fabio Grosso.

L’apoteosi in finale con la Francia

Tutti conoscono l’epilogo: il rigore di Grosso che si insacca all’incrocio dei pali, trasformando l’errore di Trezeguet in un colpo fatale. Prima c’era stato il vantaggio di Zidane, all’ultima partita della sua carriera, segnato con un audace cucchiaio su rigore. Materazzi aveva poi pareggiato, mentre un gol di Toni era stato annullato per ragioni mai del tutto chiarite. La difesa italiana aveva mostrato qualche incertezza contro le incursioni di Henry, ma Buffon aveva salvato la situazione parando un colpo di testa di Zidane nei tempi supplementari.

Tuttavia, l’incornata più celebre di quella partita si concretizzò nel secondo tempo supplementare. Dopo un alterco con Materazzi, Zidane colpì il difensore dell’Inter con una testata al petto, ponendo fine alla sua carriera in modo drammatico e consegnando la Coppa del Mondo all’Italia.

Un dettaglio interessante: quella fu l’ultima partita a eliminazione diretta giocata dall’Italia in un Mondiale. Nel 2010 fu eliminata da Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda; nel 2014, da Inghilterra, Uruguay e Costa Rica. Ai Mondiali del 2018 e del 2022 gli azzurri non hanno partecipato.

Fonte foto: sito ufficiale Figc