Un pellegrinaggio storico di 110 km che dalla Romagna giunge in Toscana passando tra borghi medievali, colline, crinali e luoghi visitati da Francesco nel 1200

Tra i diversi itinerari dedicati a San Francesco, ce n’è uno che consente di scoprire la Romagna autentica partendo proprio da una delle sue città più iconiche – Rimini – per poi lasciarsi alle spalle l’animata costa e ritrovarsi, passo dopo passo, in un territorio ancora poco frequentato, tra vallate, corsi d’acqua, rocche malatestiane e borghi semi spopolati. Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, in cinque giorni conduce il viandante da un opposto all’altro: da una parte il profumo del mare e una città piena di vita; all’arrivo, un santuario dove regna il silenzio, immerso in una foresta millenaria, un luogo dove fermarsi in ascolto, nel rispetto dell’accogliente comunità di frati che lo abita.

Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

Sui passi di Francesco

Il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna attraversa la Valmarecchia, il Montefeltro e l’Appennino tosco-romagnolo seguendo un itinerario che unisce paesaggi agricoli, crinali boscosi e borghi fortificati, fino a raggiungere le montagne del Casentino. L’evento all’origine del Cammino risale all’8 maggio 1213, quando a San Leo (l’antica Mons Feretri) San Francesco d’Assisi ebbe in dono dal conte Orlando Catani il Monte della Verna, nel Casentino. Proprio su quel monte, nel 1224, Francesco ricevette le stimmate; oggi vi sorge il Santuario della Verna, uno dei luoghi più significativi della storia francescana. Il percorso riminese si inserisce nel sistema più ampio dei Cammini di San Francesco, che collegano La Verna ad Assisi per poi proseguire verso Roma o Firenze.

Eremo di Saiano. Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

L’itinerario in breve

Il cammino è composto da 5 tappe per un totale di 110 km (esiste una variante di 126 km su 6 tappe). I tratti sono segnalati con la tau gialla, integrata dalla segnaletica CAI bianco-rossa. L’impegno fisico varia da facile nelle prime uscite a impegnativo sulle ultime due: è consigliabile un minimo di allenamento ed è fondamentale attrezzarsi con scarponi adeguati, abbigliamento a strati e scorte d’acqua; verificate inoltre gli aggiornamenti e i punti di appoggio (sul sito ufficiale si trova tutto: mappe, tracce GPX, tempi e ospitalità). L’itinerario si può percorrere anche in bicicletta: 3 tappe per un totale di circa 120 chilometri, che coincidono in buona parte col percorso a piedi.

Fonte: camminiemiliaromagna.it

Tappa 1: Rimini – Villa Verucchio

Distanza: 22,2 km. Dislivello: + 415 m / – 291 m. Difficoltà: facile – media.
La prima tappa parte dal Tempio Malatestiano nel centro di Rimini, opera rinascimentale di Leon Battista Alberti costruita sulla precedente chiesa di San Francesco. Si lascia la città attraversando vigneti, uliveti e colline coltivate prima di salire al Santuario della Madonna delle Grazie, che domina la pianura riminese con il suo profilo solitario. In questo primo tratto si alternano asfalto e sentieri sterrati che introducono il camminatore alla natura della Valmarecchia. Scendendo verso il fiume si raggiunge la località di Villa Verucchio seguendo un bel percorso naturalistico, per poi raggiungere il convento di Santa Croce, dove Francesco si fermò nel suo peregrinare.

Tempio Malatestiano. Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

Tappa 2: Villa Verucchio – San Leo

Distanza: 19,9 km. Dislivello: + 775 m / – 320 m. Difficoltà: media.
Lasciata Villa Verucchio, l’itinerario si inoltra nel Montefeltro. Dopo una breve digressione (fortemente consigliata) verso il centro storico di Verucchio, arroccato su uno sperone roccioso, il cammino prosegue lungo i tratti affacciati sulla valle del Marecchia. Un’altra deviazione meritevole conduce al piccolo eremo della Madona di Saiano. Poi, da Ponte Santa Maria Maddalena si imbocca la strada per l’antico convento di Sant’Igne (ancora un luogo di sosta di Francesco) e si arriva infine alla spettacolare borgata di San Leo. Qui la rocca imponente, visibile da lontano, racconta l’importanza strategica di questo punto di confine. Il borgo custodisce anche una pieve romanica e luoghi di culto storici che meritano senz’altro una sosta. Non di meno vale la pena sperimentare gli ottimi ristoranti della zona, ma senza appesantirsi troppo!

Sant’Igne. Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

Tappa 3: San Leo – Sant’Agata Feltria

Distanza: 20,5 km. Dislivello: + 840 m / – 828 m. Difficoltà: impegnativa.
La terza tappa scende dalla rupe di San Leo e attraversa il fondovalle del fiume Marecchia, con le sue rupi argillose. Poco oltre si risale sul crinale opposto, con affacci panoramici sulla valle e i profili di borghi e rocche all’orizzonte. Superato un ponte si entra nel territorio di Novafeltria, cittadina vivace che offre ristoro e servizi, prima di riprendere verso Sant’Agata Feltria, con la sua rocca, le vie medievali e i conventi.

Sant’Agata Feltria. Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

Tappa 4: Sant’Agata Feltria – Balze di Verghereto

Distanza: 21,9 km. Dislivello: +1.282 m / – 776 m. Difficoltà: impegnativa.
Questa tappa segna la transizione verso ambienti più montani. Da Sant’Agata si prosegue lasciando i colli della Valmarecchia per entrare nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo. Il sentiero alterna strade bianche e tratturi sterrati attraversando boschi, prati d’altura e frazioni. Lungo la via si incontrano il sito archeologico del convento di San Francesco ai Piani, e l’eremo di Sant’Alberico, del 1030. Si arriva così a Balze di Verghereto, luogo di villeggiatura dove molti abitanti della provincia di Rimini trascorrono l’estate alla ricerca di un po’ di fresco.

Foto: camminosanfrancescoriminilaverna.it

Tappa 5: Balze di Verghereto – La Verna

Distanza: 22,7 km. Dislivello: +1.258 m / −1.225 m. Difficoltà: impegnativa.
Dalle Balze si prosegue su strade sterrate e sentieri, attraversando boschi di faggio, prima di entrare in Toscana e affrontare la salita finale verso il massiccio del monte. Il cammino culmina al Santuario francescano della Verna: immerso nelle Foreste Casentinesi, è un luogo di calma e raccoglimento dopo i chilometri percorsi. Qui si può pranzare alla Mensa del Pellegrino, pernottare, e trascorrere del tempo con i frati, custodi dell’eredità di Francesco. Prenotate in anticipo una visita guidata.

Foto: laverna.it