Ai piedi dei Monti Martani, circondata da ulivi e lecci secolari, sorge l’Abbazia di San Felice. Uno splendido complesso monastico, ricco di ambienti suggestivi, silenzi profondi e fascino.
L’Umbria è conosciuta come il “cuore verde d’Italia” per la straordinaria presenza di boschi, colline e parchi naturali che ne modellano il paesaggio. Ma può vantare anche bellissimi borghi medievali – fra cui Spello, Rasiglia e Spoleto – e costruzioni di grande valore storico-artistico. Tra questi la monumentale Abbazia di San Felice, situata nel comune di Giano dell’Umbria, in provincia di Perugia.
Fra i tesori più autentici della regione, racconta secoli di vita monastica e tradizioni che hanno segnato profondamente il territorio, regalando ai visitatori atmosfere sospese e vedute mozzafiato.
Perfetta da visitare in qualsiasi periodo dell’anno, ma soprattutto a fine estate – quando le temperature miti e la minore affluenza rendono l’esperienza ancora più piacevole – è un’ottima destinazione per chi apprezza filosofia e ritmi del turismo sostenibile.
Abbazia di San Felice, cenni storici
Le origini dell’Abbazia di San Felice affondano in un passato remoto.
Il primo insediamento monastico benedettino nasce probabilmente intorno al 950 d.C., mentre la costruzione della chiesa e del monastero avviene agli inizi del XII secolo, sopra un oratorio del IV secolo sorto a protezione delle spoglie di San Felice.
Nel 1373 l’abbazia passa sotto Santa Croce di Sassovivo attraversando una una fase di declino. Nel 1496 entra nei possessi degli Eremitani di Sant’Agostino, che ne rilanciano la vita religiosa. Dopo vari passaggi di giurisdizione e fasi alterne di declino e rinascita, l’abbazia giunge al 1815, quando Gaspare del Bufalo vi fonda la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
Oggi è custodita dai sacerdoti di San Gaspare, punto di riferimento locale per accoglienza e vita spirituale.
Le meraviglie dell’Abbazia di San Felice
L’Abbazia di San Felice colpisce i visitatori al primo sguardo: un imponente complesso monastico in stile romanico spoletino, immerso in uno scenario unico di quiete e spiritualità.
Si presenta come un insieme armonico di strutture nate in epoche diverse. Comprende tre nuclei distinti – benedettino, agostiniano e un’appendice agricola – prevalentemente costruiti in pietra calcarea bianca e rosa proveniente dal vicino borgo di San Terenziano.
Cosa vedere:
- Chiesa abbaziale – Si distingue per la facciata a capanna in pietra bianca e rosa, l’elegante trifora e il capitello del IV secolo murato sopra di essa: il portale a tre incassature introduce a un interno austero e suggestivo, articolato in tre navate sorrette da possenti colonne;
- Cripta – È la parte più affascinante del complesso: situata sotto il presbiterio rialzato, custodisce un sarcofago in travertino del V‑VI secolo che accoglie le spoglie del martire San Felice;
- Chiostro – Costruito tra il Cinquecento e il Seicento e restaurato in epoca recente, è un luogo di contemplazione e relax.
Informazioni utili alla visita
L’accesso all’Abbazia di San Felice può essere limitato – o temporaneamente chiuso – a causa dei lavori di restauro che interessano periodicamente il complesso.
Prima di mettersi in cammino è consigliabile verificare lo stato di apertura contattando l’ufficio turistico di Giano dell’Umbria.
Per quanto riguarda il periodo migliore, primavera e autunno offrono sicuramente le condizioni ideali: temperature gradevoli, luce perfetta per ammirare la Valle Umbra e sentieri più piacevoli da percorrere.
Come raggiungere l’Abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria
Considerata la posizione appartata del complesso, l’auto resta la soluzione più comoda per arrivare a destinazione.
L’abbazia si trova a circa 3 Km dal centro di Giano dell’Umbria: dal borgo si imbocca la strada comunale indicata verso la località, una via asfaltata ma secondaria che risale tra boschi, lecci e oliveti della Valle Umbra.
Le principali direttrici autostradali per arrivare a Giano dell’Umbria sono la A1 e la A14 , con uscite diverse a seconda della provenienza; da entrambe si prosegue verso Foligno e poi verso Giano. Si raccomanda l’uso dei servizi di telepedaggio per evitare code ai caselli e di monitoraggio del traffico in tempo reale.
Chi parte a settembre dovrebbe controllare anche le condizioni meteo del periodo, utili per prevenire eventuali disagi lungo i tratti collinari.








