In Italia potrebbero arrivare le accise sulle auto elettriche. Infatti, con il progressivo aumento della diffusione dei veicoli a batteria, gli introiti fiscali fondati sulla tassazione dei carburanti tradizionali sono destinati a ridursi.

In questo modo, la transizione verso la mobilità sostenibile determinerà conseguenze anche sullo scenario delle tasse. Le accise applicate a benzina e diesel, spesso al centro di discussioni politiche e presso l’opinione pubblica, costituiscono un gettito molto importante per lo Stato, che ora rischia di essere messo in discussione.

Analizziamo ora la situazione, cercando di delineare uno scenario futuro.

Accise auto elettriche: le parole del ministro Giorgetti

Il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, durante un suo intervento in collegamento all’evento Automotive Dealer Day di Verona, ha accennato «all’effetto che avrà l’elettrificazione sullo spostamento delle accise del carburante alle nuove forme di alimentazione. E non si tratterà soltanto di una riduzione del gettito, ma di una sua significativa traslazione».

Sempre secondo Giorgetti, i tecnici ministeriali hanno già iniziato a lavorare su una strategia per ovviare alla potenziale perdita di entrate fiscali in conseguenza della diffusione di auto elettriche. Una necessità, dunque, di adattarsi ai nuovi scenari. Ciò anche considerando «l’aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici e dell’obiettivo fissato dal Repower di ridurre i sussidi ambientalmente dannosi».

In pratica, se le accise sui carburanti diminuiranno, lo Stato dovrà cercare un’alternativa. Che comunque non arriverà a breve termine e sarà inclusa nel quadro più ampio della riforma fiscale del Governo italiano, volta a considerare nuove basi imponibili in coerenza con la trasformazione del sistema economico.

Cosa sono le accise?

In un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi dei carburanti, le accise sono un frequente argomento di dibattito. Attualmente gravano sui costi di benzina e diesel per oltre il 30%. Ma cosa sono le accise? Sono imposte indirette su produzione e vendita di prodotti di consumo, gravanti sul consumatore. Non vengono applicate sul prezzo (a differenza dell’IVA), ma sulla quantità.

In Italia le accise più importanti sono quelle che interessano carburanti, energia elettrica, gas naturale,  alcolici e tabacchi lavorati. Rappresentano una delle principali entrate per lo Stato e sono presenti in gran parte dei paesi del mondo. Gli obiettivi: finanziare servizi essenziali e programmi pubblici, ma anche disincentivare pratiche dannose per l’ambiente e la salute.

Le accise italiane esistono fin dal 1921 e fino a oggi hanno periodicamente conosciuto aumenti straordinari in seguito alle necessità emerse in seguito a catastrofi naturali come terremoti e alluvioni e a crisi internazionali.

Le auto elettriche saranno tassate in Italia?

Le parole pronunciate dal ministro Giorgetti avranno effetti concreti? Non subito, ma alla luce delle trasformazioni del panorama dell’automotive, è una prospettiva con cui fare i conti. Infatti non è la prima volta che, negli ultimi tempi, si parla di tassare le auto elettriche.

La prospettiva è già stata presa in considerazione da vari Paesi europei dove già circolano molte più vetture BEV rispetto all’Italia. Lo scopo è il medesimo: riequilibrare le entrate fiscali in seguito all’epocale passaggio dai veicoli a combustione endotermica a quelli a batteria. Non è da escludere che le nuove imposizioni possano riguardare la ricarica.

L’intero settore va incontro a profonde trasformazioni e in futuro non sarà più sufficiente continuare a far pagare le tasse sugli stessi prodotti del passato, in questo caso i carburanti fossili.