Approvato un piano di riordino delle accise sui carburanti che porterà nei prossimi anni a un incremento graduale del prezzo del diesel e a una lieve riduzione di quello della benzina.

Salgono ancora i prezzi del diesel, mentre quello della benzina scenderà. È questa la conseguenza del nuovo piano di riordino delle accise approvato dal Governo, che nei prossimi anni porterà a un progressivo riallineamento della tassazione sui carburanti.

La misura, inserita tra gli obiettivi del PNRR e richiesta dall’Unione Europea, mira a rendere il sistema fiscale più equo e a incentivare forme di mobilità più sostenibili, con un impatto diretto sul trasporto pubblico locale.

Accise sul gasolio: diesel più caro, scende la benzina

Con l’approvazione definitiva del decreto legislativo, il Governo ha dato il via a un’importante riforma fiscale che interviene sulla differenza di tassazione tra diesel e benzina. L’obiettivo è eliminare progressivamente il divario, portando l’accisa sul gasolio in linea con quella della benzina nel giro di cinque anni.

Attualmente, l’accisa sul gasolio è fissata a 62 centesimi al litro, mentre quella sulla benzina ammonta a 73 centesimi. La nuova misura prevede un aumento progressivo di 1-1,5 centesimi all’anno per il diesel e una riduzione di pari importo per la benzina.

Nel primo anno si prevede un aumento del gettito statale di circa 100 milioni di euro, che salirà progressivamente fino a raggiungere i 500 milioni annui al quinto anno. Queste risorse verranno interamente destinate in primis al potenziamento dei mezzi pubblici, con l’obiettivo di contribuire alla transizione ecologica.

Bruxelles, PNRR e la strategia del governo

Questa riforma si inserisce nel quadro degli impegni previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ed è fortemente sostenuta dall’UE, che da tempo spinge per l’eliminazione dei sussidi ai carburanti più inquinanti, riducendone così l’impatto ambientale e migliorando al contempo la qualità dell’aria.

Il divario attuale tra la tassazione di benzina e diesel, pari a circa 11 centesimi al litro, è considerato da Bruxelles un incentivo dannoso per l’ambiente e incompatibile con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2.

Il nuovo sistema di accise sarà regolato annualmente da una commissione interministeriale che coinvolge i ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, dei Trasporti e dell’Agricoltura. L’aliquota verrà definita tramite un decreto interministeriale, permettendo di adeguarla di anno in anno alle esigenze economiche e ambientali del Paese.

L’intento dichiarato del governo è di riequilibrare la fiscalità sui carburanti, disincentivando progressivamente l’uso del diesel a favore di alternative meno inquinanti, come le auto elettriche (non a caso oggetto di fondi del PNNR per le colonnine elettriche).

Sul piano economico dei consumatori, il riallineamento influenzerà ovviamente i prezzi di diesel e benzina e il costo complessivo dei rifornimenti di carburante quando si è in viaggio. Con un evidente risparmio per i proprietari di veicoli a benzina.