L’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 chiede di raggiungere le zero emissioni di gas serra in tutta l’UE. Uno dei passaggi fondamentali per riuscirci sta nella diffusione delle auto elettriche, ma a questa deve affiancarsi lo sviluppo di una rete di colonnine di ricarica adeguata. Cosa che, al momento, manca.

Acea, l’Associazione Europea dei Produttori di Automobili, ha pubblicato un report in cui spiega come vi sia oggi un divario fra l’effettiva disponibilità di colonnine di ricarica in Europa e il numero che, invece, riuscirebbe davvero a coprire il fabbisogno delle auto elettriche al fine di ridurre le emissioni di CO2 come previsto dalla Legge sul Clima. Adottata nel 2021, questa legge obbliga gli Stati UE a ridurre le emissioni di gas serra collettive di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030.

La faccenda è alquanto semplice e la spiega perfettamente Sigrid de Vrie, Direttore Generale dell’ACEA: «Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2, abbiamo bisogno di un’adozione di massa delle auto elettriche in tutti i Paesi dell’UE. […] Questo non avverrà senza una diffusa disponibilità di infrastrutture pubbliche di ricarica in tutta la regione».

Colonnine di ricarica mancanti: cosa dice il report Acea

Dunque, cosa dice il rapporto Acea?

Da un lato (e nonostante il calo del mercato EV a gennaio 2024), anche grazie agli incentivi, tra il 2017 e il 2023 le vendite di auto elettriche nell’UE sono aumentate a una velocità tre volte superiore rispetto all’installazione di stazioni di ricarica.

In particolare, nel 2023 in Europa sono state installate poco più di 153mila colonnine pubbliche, per un totale di 632.423. Ma il parco di veicoli elettrici circolanti ammonta a 3 milioni di vetture. Ciò significa che ogni colonnina di ricarica serve 5 auto. Un numero che, tutto sommato, può sembrare buono ma in realtà non è affatto sufficiente a coprire il fabbisogno di energia necessario alla decarbonizzazione dei trasporti e all’obiettivo delle zero emissioni.

La Commissione Europea prevede di installare 3,5 milioni di stazioni di ricarica elettrica entro il 2030, ma secondo Acea ne servono almeno 8,8 milioni. Ciò significa che l’installazione delle colonnine dovrebbe avvenire a un ritmo 8 volte superiore a quello attuale (da meno di 3mila alla settimana nel 2023 a circa 22mila).

La carenza di colonnine di ricarica veloce

Un altro aspetto che Acea sottolinea nel suo report è la carenza di stazioni di ricarica veloce.

I tempi di attesa sono tra gli aspetti che più disincentivano l’acquisto di auto elettriche, insieme all’autonomia delle batterie e proprio alla diffusione non omogenea delle colonnine di ricarica. Molte aziende, tra cui Volvo, stanno sviluppando sistemi di ricarica rapida, mentre Tesla ha aperto i suoi supercharger anche ad altri marchi. Tuttavia, i caricabatterie veloci sono ancora poco diffusi: secondo Acea, solo 1 caricabatterie su 7 permette la ricarica rapida. Per la precisione, in Europa sono presenti 550.519 colonne AC a corrente alternata, da 22 kW, mentre le colonnine DC a corrente continua da 50 kW sono ancora solo 82mila.

La situazione dell’Italia e gli altri paesi

Se la riduzione delle emissioni è un obiettivo che l’Europa si prefigge di raggiungere collettivamente, c’è da dire che la situazione dei singoli paesi differisce.

Nel suo report, Acea mostra come il 61% di tutte le colonnine di ricarica in UE si trovi in soli 3 paesi: Olanda (144.453 stazioni, 22,8% a livello europeo), Germania (120.625 stazioni, 19,1%) e Francia (119.255 stazioni, 18,9%). All’estremo opposto della classifica si trovano Croazia, Estonia, Lettonia, Cipro e Malta.

E l’Italia? Per quanto riguarda il nostro paese abbiamo dati diversi da fonti diverse.
Secondo Acea, si trovano 41.114 colonnine di ricarica, pari a poco più del 6% del totale europeo. Il rapporto tra colonnine AC e DC è di circa 7 a 1. Va segnalato, però, che le vendite delle auto elettriche in Italia non sono ancora così elevate come in altri paesi, nonostante ecobonus e persino incentivi per l’installazione di punti di ricarica privati.

Tuttavia, secondo una recente analisi di E-Motus, le colonnine in Italia avrebbero superato le 50mila unità per circa 227 mila veicoli elettrici in circolazione. Questa discrepanza fra le due fonti si spiega con la scelta di E-Motus di conteggiare anche le colonnine già installate ma non ancora operative per problemi di connessione.

Rimanendo in Italia, c’è poi da dire che la mappa delle colonnine di ricarica non è affatto omogenea. Questa la classifica regionale secondo E-Motus:

  • Lombardia: 10.158 punti di ricarica;
  • Piemonte: 5.841 punti;
  • Veneto: 5.167 punti;
  • Lazio: 5.141 punti;
  • Emilia-Romagna: 4.516 punti.

Il ritmo di installazione forse non è ancora sufficiente ai fini delle Zero Emissioni, ma la diffusione dei servizi di ricarica elettrica in Italia è in costante aumento. E questa è un’ottima notizia per chiunque sia interessato agli EV.