Il 28 novembre 2023 si è tenuta la 76esima conferenza del traffico e della circolazione ACI. Durante l’incontro, la Fondazione Caracciolo ha presentato un interessante studio relativo alla mobilità sostenibile.

“L’auto di domani: sicura, sostenibile e accessibile”. Questo è il nome del report che intende offrire delle soluzioni concrete e applicabili alle questioni legate alla mobilità del futuro.

Esposto alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, lo studio analizza le tecnologie per la sicurezza in ambito automotive, il rinnovo del parco circolante, il processo verso l’emobility e l’uso di biocarburanti.

Gli obiettivi i Fondazione Caracciolo e Aci per concretizzare la mobilità sostenibile

Il settore delle auto si sta trasformando velocemente. Le motivazioni sono molte, a partire dall’esigenza di introdurre modalità di trasporto green, capaci di ridurre i gas serra in Europa e nel mondo.

Non solo, le tecnologie innovative impiegate dalle case automobilistiche hanno anche lo scopo di aumentare la sicurezza su strada e ridurre gli incidenti stradali dovuti all’errore umano (solo in Italia rappresentano il 90% dei casi).

La Fondazione Caracciolo ha cominciato ad analizzare questo mutamento del settore dal 2017 e, negli anni, ha raccolto molti dati interessanti, utili a realizzare soluzioni ad hoc per arrivare alle emissioni zero e agli incidenti zero.

Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Aci, ha affermato che «La mobilità di domani sarà un ecosistema complesso. Per arrivarci, occorre lavorare oggi su un insieme di criticità che richiedono un sistema integrato di azioni, coordinate da una politica di lungo periodo che favorisca l’evoluzione tecnologica dei veicoli, l’ammodernamento delle infrastrutture stradali ed energetiche, l’adeguamento della normativa e la diffusione di una nuova cultura della mobilità responsabile e sostenibile per tutti».

Quali sono i temi sulla mobilità sostenibile analizzati dal report di Fondazione Caracciolo?

Nel corso della conferenza, la Fondazione Caracciolo e Aci hanno esposto alcuni passi per ridurre l’emissione di gas serra, ovvero:

  • La copertura con fonti rinnovabili della crescente domanda di energia elettrica;
  • Affrontare la questione dei carburanti alternativi;
  • Fare attenzione ai progressi della chimica delle batterie;
  • Valutare le soluzioni più razionali di politiche di sostegno al rinnovo, capaci di ridurre l’impatto carbonico;
  • Incentivare politiche di acquisto e guida sostenibile dell’auto, ad esempio attraverso ecobonus e servizi di ricarica elettrica;
  • Introdurre nei corsi per acquisire la patente elementi fondamentali sui sistemi di alimentazione e i relativi motori.

Questi sono solo alcuni dei punti fondamentali che permetteranno all’Italia di arrivare a una mobilità sostenibile attraverso l’elettrificazione e l’automazione.

Aumentare la sicurezza in strada grazie alle nuove tecnologie

Secondo la Commissione Europea, nei prossimi 15 anni, le tecnologie innovative di assistenza alla guida saranno in grado di salvare oltre 25.000 vite ed evitare almeno 140.000 lesioni gravi.

Nel nostro paese, che presenta un 90% di incidenti stradali legati all’errore umano, secondo un’analisi delle medie Aci-Istat, negli ultimi 10 anni sarebbe stato possibile, grazie ai sistemi di sicurezza moderni, evitare il 28% degli incidenti frontali e il 21% di quelli laterali.

Sfortunatamente la normativa italiana non consente ancora l’uso di mezzi con guida autonoma di livello superiore. Vi è anche un problema di infrastrutture stradali non adeguate.

La mobilità sostenibile non si può raggiungere se circolano solo auto vecchie

Un altro tema toccato dallo studio è quello del rinnovo del parco circolante.

Infatti, è stato rilevato che, in Italia, più del 39% delle auto circolanti ha superato i 15 anni di età. In più, solo nei primi otto mesi del 2023 la vendita di auto usate è cresciuta del 6,6% nonostante i prezzi fossero aumentati.

Tutte queste auto datate non sono in possesso di quelle caratteristiche tecnologiche moderne che riducono il rischio d’incidenti. Tutto ciò crea solamente ostacoli verso la mobilità del futuro.

L’importanza dell’informazione e della formazione sulla mobilità sostenibile

Secondo un’indagine di prossima pubblicazione della Fondazione Caracciolo, che ha coinvolto ben 9.000 intervistati, molti automobilisti italiani non sono abbastanza informati sulla rivoluzione green del mondo auto e vorrebbero seguire un percorso formativo incentrato su questo tema.

La formazione è quindi fondamentale per diffondere buone pratiche di mobilità e far comprendere che la guida autonoma non è soltanto un optional, ma uno strumento di sicurezza innovativo.

Necessario anche aggiornare i programmi di esame per la patente di guida, capaci di fornire le conoscenze adeguate per un uso più consapevole dell’auto.

Velocizzare il processo di decarbonizzazione attraverso l’impiego di energie e carburanti efficaci

La crescente domanda di energia pulita, in futuro, potrebbe portare a difficoltà nella risposta.

Per questo è necessario promuovere lo sviluppo di fonti rinnovabili e comprendere a fondo l’efficacia e il dispendio energetico delle soluzioni attualmente applicabili. Ad esempio, le auto elettriche consumano 14,5 Kwh ogni 100 Km, per cui sono efficienti e utili a raggiungere le zero emissioni.

Non è da meno l’HVO da UCOs, ovvero i carburanti a basso impatto derivati da scarti agricoli e alimentari, che ha un consumo inferiore o pari a 10,09 Kwh ogni 100 Km.

Da menzionare infine gli e-fuel, che hanno un consumo di 156,8 Kwh ogni 100 Km.

L’importanza degli incentivi economici per l’acquisto dei veicoli elettrici

La questione economica può rappresentare un importante ostacolo lungo la strada verso la mobilità sostenibile.

Attualmente il prezzo di un’auto elettrica è significativamente maggiore di quello di un veicolo termico.Pertanto è opportuno proporre degli incentivi economici per l’acquisto di modelli di bassa gamma ecologici.

Questa iniziativa dovrebbe essere rivolta alle categorie con meno possibilità economiche. Una proposta, sull’esempio francese, sarebbe il leasing sociale da parte dello Stato. Esso permetterebbe a chi è meno abbiente di utilizzare sin da subito un veicolo ecologico, pagando solamente un’adeguata rata mensile.

Tutto ciò potrebbe servire a cambiare le statistiche previste da Aci e dalla Fondazione Caracciolo che, grazie a un’analisi basata su interviste a campione, hanno previsto che nei prossimi 10 anni solo il 14% degli italiani penserà di acquistare un veicolo elettrico, mentre la maggioranza continuerà a impiegare auto termiche o ibride.