A Napoli, cambio di rotta per la chiusura dell’aeroporto di Capodichino: i lavori previsti per l’inizio del 2026 slittano a novembre dello stesso anno, con una durata ridotta e un impatto minore sul traffico aereo e turistico.

Era previsto per l’inizio del 2026 lo stop alle operazioni dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, uno dei principali hub del Mezzogiorno. La chiusura totale, inizialmente annunciata dal 19 gennaio al 1° marzo per consentire un importante intervento di rifacimento pista, è stata posticipata a novembre 2026.

Una decisione condivisa da tutti gli attori coinvolti, che consentirà di ridurre i giorni di blocco totale e concentrare i lavori in un periodo dell’anno con minore afflusso di passeggeri. Vediamo i dettagli.

L’aeroporto di Napoli Capodichino chiuderà a novembre 2026

Il nuovo cronoprogramma prevede che la chiusura dell’aeroporto partenopeo avvenga a novembre 2026, in un mese strategicamente scelto per via del traffico più contenuto (e tra i mesi più convenienti per volare). La decisione è stata ufficializzata nel corso di un tavolo tecnico tra Enac, Gesac (società di gestione), Enav e compagnie aeree. L’obiettivo? Garantire la realizzazione del cantiere nel minor tempo possibile, limitando al contempo l’impatto sui passeggeri. Lo stop sarà così limitato a meno di 30 giorni, rispetto ai 42 inizialmente previsti.

Il cuore dell’intervento resta invariato: si tratta del rifacimento completo della pista RWY06/24, l’unica dello scalo, utilizzata quotidianamente per decolli e atterraggi. Una manutenzione straordinaria da 20 milioni di euro, necessaria per garantire standard di sicurezza e operatività in linea con i volumi di traffico raggiunti (oltre 12 milioni di passeggeri nel 2024). Il progetto è parte di un piano di ammodernamento più ampio che comprende anche viabilità, parcheggi, mitigazione acustica e nuovi servizi digitali.

Le superfici aeroportuali, a differenza delle comuni strade urbane, richiedono lavorazioni tecniche complesse, che vanno completate in tempi rapidi e condizioni meteo favorevoli. Da qui l’esigenza di una chiusura totale ma limitata nel tempo.

Dove saranno spostati i voli durante la chiusura di Capodichino?

A meno di ulteriori aggiornamenti, durante il periodo di stop i voli in partenza e in arrivo su Napoli verranno in parte redistribuiti su altri scali. L’aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi-Cilento”, gestito anch’esso da Gesac, sarà il principale punto di riferimento, compatibilmente con le sue capacità operative.

Non si esclude che una parte del traffico venga assorbita anche da altri aeroporti, come Roma Fiumicino, o che alcune tratte vengano temporaneamente sospese. Le compagnie aeree sono già state informate in anticipo per riorganizzare operazioni e rotte. I passeggeri riceveranno aggiornamenti dettagliati sulle modifiche previste, con largo margine per adeguare prenotazioni e piani di viaggio. Se impossibilitati, si può sempre provare a fare richiesta per il rimborso del biglietto aereo.

Il 2026 è un anno importante per Napoli

La scelta di posticipare la chiusura dell’aeroporto nasce anche dalla consapevolezza che il 2026 (ma anche il 2027) sarà importantissimo per Napoli. La città sarà Capitale Europea dello Sport e ospiterà una serie di eventi internazionali, tra cui la Coppa America di Vela nel 2027.

Un’occasione straordinaria di rilancio turistico e mediatico, che impone alla città e alle sue infrastrutture – aeroporto in primis – di essere pienamente operative e accessibili. Non a caso, entro metà 2027 è prevista anche l’apertura della nuova stazione della metropolitana Linea 1 proprio a Capodichino: un tassello fondamentale per migliorare l’accessibilità allo scalo e integrarlo ancora meglio nel sistema di mobilità urbana.