Arrivano nuove regole per gli affitti brevi nelle città italiane, sempre più colpite dal fenomeno dell’overtourism, con esempi emblematici come Firenze e Roma, tra le più soffocate dal turismo “mordi e fuggi”. Nel mirino ci sono soprattutto le “keybox”, dispositivi che consentono ai visitatori di accedere agli alloggi senza un controllo diretto da parte dei gestori. Ecco cosa cambia.
Dopo New York e Barcellona, anche in Italia arriva una stretta sugli affitti brevi, sempre più popolari tra turisti e viaggiatori grazie a piattaforme come Airbnb.
Le disposizioni prevedono un cambiamento importante per i titolari di strutture ricettive, inclusi gli scambi di abitazioni e i marina resort su imbarcazioni da diporto. Tra le principali novità, gli ospiti dovranno essere identificati di persona, eliminando il check-in autonomo garantito dalle “keybox” e la semplice verifica dei documenti online.
Sarà inoltre obbligatorio registrare le presenze sul portale ufficiale “Alloggiati web” e comunicare i dati in Questura entro 24 ore dall’arrivo, o sei ore per soggiorni inferiori a un giorno.”
Vediamo tutti i dettagli.
Stretta sugli affitti brevi, cosa sono le “keybox” e perché in tanti vogliono vietarle
Le “keybox“, cassette per chiavi con apertura tramite codice, sono diventate una soluzione comune negli affitti brevi, permettendo agli ospiti di accedere agli alloggi in autonomia, senza incontrare i gestori. Tuttavia, il loro utilizzo è sempre più criticato.
Il principale problema riguarda la sicurezza: con le “keybox“, gli ospiti vengono identificati tramite documenti inviati online, senza alcuna verifica diretta. Questo può consentire l’accesso a persone non autorizzate, sfuggendo così al controllo delle autorità. Inoltre, queste cassette sono accusate di favorire l’overtourism, facilitando un afflusso turistico incontrollato nei centri storici delle città d’arte.
Ma un’ulteriore critica riguarda il decoro urbano: l’installazione su palazzi storici o monumenti spesso deturpa gli edifici, suscitando proteste da parte di residenti e amministrazioni locali.
Non solo overtourism, le nuove regole rafforzano la sicurezza
Le nuove disposizioni sugli affitti brevi introducono regole più rigide per garantire maggiore sicurezza e un controllo più efficace sugli ospiti delle strutture ricettive. L’obiettivo è prevenire che persone potenzialmente pericolose, come pregiudicati o sospetti, possano sfuggire ai controlli a causa di sistemi di identificazione poco rigorosi.
L’aumento di questa tipologia di pernottamenti, unito all’arrivo di grandi eventi internazionali come il prossimo Giubileo a Roma e a un contesto internazionale delicato, ha reso necessarie misure più stringenti. Tra queste, l’obbligo di identificare gli ospiti di persona e di registrarli tempestivamente sul portale “Alloggiati web”, fornendo alle autorità dati certi e aggiornati.
La risposta del settore: alternative tecnologiche per affitti brevi sicuri?
Le nuove regole hanno trovato l’appoggio delle amministrazioni di grandi città come Roma, Firenze e Bari. Anche Airbnb stess ha espresso il proprio impegno nel contrastare l’uso illegale delle “keybox” nelle sue strutture.
Dal settore degli affitti brevi arriva però una spinta verso soluzioni tecnologiche: L’Aigab (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) propone l’uso di sistemi avanzati come il tracciamento biometrico e i codici Otp, che garantirebbero un’identificazione sicura senza compromettere la flessibilità del servizio.
Ad ora, il confronto tra istituzioni e operatori resta aperto, con l’obiettivo di trovare un equilibrio una maggiore sicurezza e un turismo più sostenibile e innovativo.








