Ideali per la sicurezza in volo, di dimensioni enormi e a forma di “popcorn”: tutto quello che c’è da sapere su un’innovazione rivoluzionaria, i nuovi airbag per aerei.
Non sono poche le novità sulla sicurezza in aereo nell’ultimo periodo. Dalle nuove regole sui liquidi nel bagaglio a mano alla presenza di animali a bordo in cabina, passando per i controlli velocizzati grazie al fast-track in aeroporto: qualcosa sta cambiando nel modo di viaggiare tra uno scalo e l’altro.
Stanno per arrivare degli airbag giganti per aerei che ricordano i popcorn. Il loro scopo? Salvare il maggior numero di vite possibili in caso di incidente letale. Tutti i dettagli di un’idea rivoluzionaria ed efficiente.
Airbag per aerei a forma di popcorn: le caratteristiche del progetto
Si chiama Project Rebirth il progetto degli airbag per aerei ed è stato ideato da due ingegneri aeronautici del Birla Institute of Technology and Science. L’innovazione è stata candidata al prestigioso James Dyson Award, concorso internazionale che premia le idee efficaci e che risolvono problemi importanti.
Il sistema Rebirth si basa su una rete di sensori con intelligenza artificiale che sorvegliano costantemente altitudine, velocità, stato dei motori, rotta, eventuali incendi e reazioni dei piloti. Nel momento in cui l’incidente risulta inevitabile e l’aeromobile si trova a meno di 900 metri dal suolo, il dispositivo attiva in modo automatico gli airbag, generando un involucro protettivo, simile a un popcorn, progettato per assorbire l’energia dell’impatto e attenuarne le conseguenze.
Contestualmente all’urto entrano in funzione segnalatori a infrarossi e sistemi di localizzazione GPS, con l’obiettivo di agevolare le operazioni di ricerca da parte dei soccorritori. Per evitare anomalie o falsi pericoli, è prevista una breve finestra temporale in cui i piloti possono esercitare un override, annullando la decisione dell’intelligenza artificiale.
Inoltre, gli airbag sono realizzati attraverso una combinazione di materiali avanzati quali Kevlar, TPU, Zylon e STF, selezionati per le loro proprietà di dissipazione dell’energia. La struttura multistrato è ulteriormente rinforzata da un rivestimento interno concepito per aumentare la capacità di assorbimento.
L’aumento della sicurezza in volo tra certezze e dubbi
I due ideatori del progetto, gli ingegneri Wasim e Srinivasan, dichiarano di aver ottenuto esiti incoraggianti dalle simulazioni al computer condotte sul sistema Rebirth. Hanno anche realizzato un prototipo in scala 1:12 e hanno avviato contatti con rappresentanti politici, costruttori aeronautici ed enti governativi, con l’intento di procedere a sperimentazioni su larga scala in condizioni reali.
Tuttavia permangono delle perplessità riguardo all’effettiva efficacia del dispositivo. In particolare ci sono dubbi in relazione al peso aggiuntivo degli airbag, che potrebbe compromettere le prestazioni complessive del velivolo.
Un’ulteriore criticità riguarda le dimensioni necessarie degli airbag: per risultare realmente efficaci, essi dovrebbero raggiungere proporzioni imponenti, in grado di assorbire le forze generate dall’urto di un aereo commerciale con massa superiore alle 270 tonnellate. A ciò si aggiunge la complessità delle numerose variabili che intervengono in una manovra di atterraggio d’emergenza.
In ogni caso, l’obiettivo del team di progettazione è di avviare la fase di test entro un arco temporale di cinque anni. La prospettiva è che Rebirth sia collaudato, certificato e adottato nei voli commerciali, con lo scopo di far viaggiare sicuri i passeggeri in tutto il mondo.
Fonte foto: jamesdysonaward.com








