L’Alcolock diventerà obbligatorio in Italia a partire da luglio 2025 per i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza. Questo dispositivo impedisce l’avvio del veicolo se rileva alcol nell’alito del conducente.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha notificato all’Unione Europea il decreto attuativo che disciplina l’introduzione dell’Alcolock in Italia.
Dopo un periodo di revisione di 90 giorni, il decreto entrerà in vigore a luglio 2025, rendendo obbligatoria l’installazione del dispositivo per specifiche categorie di conducenti.
Alcolock: cos’è e come funziona
Uno degli elementi caratterizzanti del nuovo Codice della Strada, l’Alcolock è un dispositivo per la sicurezza stradale che impedisce l’accensione del motore se rileva alcol nell’alito del conducente. Prima di avviare il veicolo, il guidatore deve soffiare in un boccaglio; se il tasso alcolemico è superiore a zero, il motore non si avvierà. Un sigillo autodistruttivo previene tentativi di manomissione, e l’automobilista è tenuto a conservare nel veicolo la documentazione relativa al dispositivo. Sarà infatti dovere del conducente esibirla in caso di controlli di polizia.
Questa tecnologia è già in uso in Europa nei viaggi on the road di diversi paesi, tra cui Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Polonia, Lituania, Svezia e Finlandia. In queste nazioni, l’Alcolock è spesso utilizzato come misura alternativa alla sospensione della patente, con risultati positivi nella riduzione della recidiva di guida in stato di ebbrezza.
Chi è obbligato a installarlo?
L’obbligo di installazione dell’Alcolock riguarda i conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza con tassi alcolemici superiori a 0,8 g/l. In particolare:
- Tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l: obbligo di utilizzo per due anni dopo la sospensione della patente, che varia da sei mesi a un anno;
- Tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: obbligo esteso a tre anni, successivi a una sospensione della patente da uno a due anni.
Un aspetto controverso riguarda l’impatto dell’Alcolock sui nuclei familiari. Se un veicolo dotato del dispositivo viene utilizzato da più persone, tutti i conducenti dovranno soffiare nel boccaglio prima di mettersi alla guida, anche se non sanzionati per guida in stato di ebbrezza.
Dove si monta l’Alcolock e quanto costa
L’installazione dell’Alcolock deve essere effettuata presso officine autorizzate, selezionate dai produttori del dispositivo. Queste officine rilasceranno un certificato di taratura e forniranno le istruzioni per l’uso e la manutenzione. Tuttavia, alcune associazioni, come Federcarrozzieri, hanno sollevato dubbi sul fatto che la scelta delle officine da parte dei produttori possa limitare la concorrenza e aumentare i costi.
Il costo stimato per l’installazione è di circa 2.000 euro, a carico dell’automobilista, ai quali si aggiungono le spese per i boccagli monouso e per eventuali interventi di manutenzione o verifica durante il periodo di utilizzo obbligatorio. Inoltre, in caso di danni accidentali al sigillo autodistruttivo, potrebbero sorgere problemi legali relativi ad un’eventuale accusa di manomissione del dispositivo.
Tra prospettive e sfide per il futuro
L’introduzione dell’Alcolock rappresenta un passo significativo nella prevenzione degli incidenti legati all’abuso di alcol alla guida. Un tema sentito, come dimostra la sempre maggiore domanda di etilometri. Tuttavia, rimangono ancora alcune questioni aperte, come la gestione dei costi per gli automobilisti e le modalità di controllo dell’efficacia del dispositivo nel lungo periodo. Nei prossimi mesi, sarà fondamentale monitorare l’implementazione del sistema e valutarne l’impatto sulla sicurezza stradale e sulla mobilità dei conducenti coinvolti.
Oltre a ciò, si discute anche la possibilità di estendere l’obbligo dell’Alcolock a categorie professionali come autisti di mezzi pubblici o trasportatori, al fine di garantire una maggiore sicurezza stradale su larga scala. Un’altra ipotesi è quella di rendere il dispositivo disponibile su base volontaria per chi desidera adottarlo come misura preventiva. Alcuni esperti suggeriscono che incentivi economici, come sgravi fiscali o bonus e contributi, potrebbero facilitare l’adozione di questa tecnologia, riducendo i costi per gli automobilisti e favorendone la diffusione.








