Da Ancona a Lecce, lungo la dorsale orientale d’Italia, si snoda un itinerario che attraversa paesaggi incantevoli e città ricche di storia. Un road trip che segue il ritmo del turismo lento, lasciando spazio alla scoperta di territori meno battuti dall’overtourism e di gemme nascoste lungo la Costa Adriatica.
Dalle dolci colline delle Marche alle spiagge dorate dell’Abruzzo, fino alle scogliere e agli uliveti secolari della Puglia: cinque tappe scandiscono il percorso, ognuna con il proprio carattere distintivo, da borghi medievali ai vivaci centri culturali, dalle riserve naturali alle città d’arte che profumano di mare.
Un’esperienza perfetta per chi ama il turismo lento ed esperienziale, con il vento tra i capelli e il piacere di fermarsi ogni volta che un panorama o un vicolo stretto catturano lo sguardo.
Viaggiare slow: da Ancona a Lecce in 5 tappe
Lasciare che il viaggio scorra con lentezza infatti è il modo migliore per assaporare la bellezza della Costa Adriatica. In un’epoca in cui tutto sembra scorrere veloce, prendersi il tempo per esplorare è un lusso che regala esperienze autentiche. Questo itinerario on the road attraversa paesaggi diversi e suggestivi: dai borghi arroccati delle Marche ai litorali dorati dell’Abruzzo, passando per le scogliere e le foreste dei borghi del Gargano, fino ai centri storici dove l’arte e la tradizione si mescolano ai profumi del Mediterraneo.
Viaggiare lentamente significa immergersi nelle atmosfere locali, concedersi una pausa per gustare un piatto tipico in una trattoria, esplorare vicoli nascosti e lasciarsi sorprendere da un tramonto sul mare. La fretta è meglio riservarla al casello in autostrada, luogo di passaggio per antonomasia, evitando le code grazie ai servizi di telepedaggio per un’esperienza ancora più fluida e rilassante.
Loreto: spiritualità, arte e panorami indimenticabili
Famosa per il Santuario, Loreto accoglie pellegrini e viaggiatori tra la suggestiva Riviera del Conero e i Colli dell’Infinito di Giacomo Leopardi. Non è il borgo ad aver dato origine al santuario, ma il contrario. Secondo la tradizione, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294, la casa di Maria – quella in cui la Vergine ricevette l’Annunciazione – fu trasportata dagli angeli dalla Palestina fino a questo colle. Proprio attorno a essa, tra il 1468 e il 1587, fu costruito il Santuario della Santa Casa, oggi uno dei luoghi di culto mariano più importanti al mondo.
Esplorare Loreto significa immergersi nella sua storia, a partire dalla cinta muraria, voluta da Papa Leone X per proteggere la “Villa di Santa Maria in Loreto” dagli assalti turchi. Lungo Via Sisto V le botteghe espongono preziosi argenti, ceramiche, tessuti e oggetti di arte sacra, mentre i madonnari dipingono le immagini sacre sull’asfalto. Fuori dalla Porta del Palazzo Apostolico o dalla Porta Marina sono disseminate le fontane che da secoli dissetano i pellegrini in cammino.
Il Belvedere offre una vista spettacolare sulla Valle del Musone e sul Parco della Rimembranza, mentre a pochi passi si trovano Porta Romana e Piazza della Madonna, su cui si affacciano i principali monumenti. Immancabile è una visita alla Chiesa della Banderuola, il luogo in cui la Santa Casa si sarebbe fermata prima di giungere sul Monte Prodo.
Sono poi visitare il Museo Pontificio Santa Casa, il Presepe Permanente Benedetto XVI, la Scala Santa e il Cimitero Polacco. In questo contesto spirituale, Loreto offre una sorpresa inaspettata: il Museo Storico dell’Aeronautica, con una straordinaria collezione di reperti dalla nascita della Regia Aeronautica a oggi. La connessione tra Loreto e il volo non è casuale: la Madonna Nera di Loreto è infatti la patrona degli aviatori.
Chieti, la Terrazza d’Abruzzo
Adagiata su un colle a 330 metri sul livello del mare, Chieti è una delle città più antiche d’Italia. Soprannominata la “Terrazza d’Abruzzo” per le sue vedute sul mare e sulle montagne, è spesso trascurata dagli itinerari turistici più battuti, ma merita senza dubbio una visita.
La città, secondo la leggenda, fu fondata dall’eroe greco Achille con il nome di Teate. Il centro storico, piccolo e raccolto, si snoda tra eleganti palazzi, chiese e piazze. Da non perdere Corso Marrucino, con il raffinato Teatro omonimo in stile ottocentesco, e Villa Frigerj, splendida residenza neoclassica sede del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, dove è custodito il celebre Guerriero di Capestrano, statua a grandezza naturale di un re dei Vestini del VI secolo a.C.
La Cattedrale di San Giustino, costruita nel XIII secolo, domina la città con la sua imponente facciata e custodisce nella cripta le reliquie del santo, patrono della città. Poco distante, il Museo Archeologico La Civitella racconta la storia dell’antica Teate, con percorsi espositivi dedicati all’epoca romana e preromana. Qui si trova anche l’Anfiteatro Romano, che nel I secolo d.C. ospitava i combattimenti tra i gladiatori.
A pochi chilometri dalla città si estende la suggestiva Costa dei Trabocchi, un tratto di litorale caratterizzato dalle storiche palafitte da pesca. Oggi molte di queste strutture ospitano ristoranti sul mare, perfetti per gustare i piatti della tradizione: la gastronomia teatina spazia dai sapori di terra a quelli di mare. Tra le specialità più amate ci sono la pasta alla chitarra, le pallotte cac’ e ‘ove (polpette di formaggio e uova), i polipi in purgatorio e i dolci della tradizione, come la cicerchiata e le neole.
Tappa nel Gargano: la Baia delle Zagare
Dopo aver esplorato Chieti, il viaggio prosegue verso il Gargano, lo sperone d’Italia che si protende nel Mare Adriatico. È qui che si trova uno dei gioielli della costa pugliese: la Baia delle Zagare, o Baia dei Mergoli per i merli che vi nidificano. Questo angolo di paradiso, tra Mattinata e Vieste, è famoso per le acque cristalline, premiate con le 3 Vele di Legambiente, e per i maestosi faraglioni bianchi a pochi metri dalla riva, L’Arco di Diomede e Le Forbici, perfetti per fare snorkeling. Il paesaggio è da cartolina: scogliere calcaree a picco sul mare, una battigia di ciottoli chiari e sabbia che riflette il sole, il mare che sfuma tra il turchese e lo smeraldo.
In primavera e autunno l’aria profuma di zagara, il fiore degli agrumi da cui la baia prende il nome. Il termine deriva dall’arabo zahrar, che significa fiore bianco, e il suo aroma dolce e avvolgente è simbolo di amore e purezza. Da questi fiori si ricavano essenze profumate e il delizioso miele di zagara, ottimo su una fetta di pane pugliese.
La Piana di Mattinata è il tratto di litorale più ampio del Gargano, punteggiato da spiagge attrezzate e libere. Imponente, il Monte Saraceno si tuffa nel mare creando uno spettacolare contrasto tra le rocce chiare e la vegetazione mediterranea. Poco distante, la Spiaggia di Vignanotica regala un’atmosfera più selvaggia: 500 metri di sabbia e ghiaia dorata, incorniciati da una ripida falesia con grotte naturali scavate dal vento e dalle onde.
Il territorio fa parte del Parco Nazionale del Gargano, una delle aree protette più estese d’Italia, con una biodiversità straordinaria. Dalle spiagge il paesaggio muta tra orchidee, ulivi e fichi d’India, per poi trasformarsi, nell’entroterra, in fitte foreste di lecci, tigli e aceri.
La Galleria Nazionale della Puglia a Bitonto
Vale la pena fare tappa a Bitonto per visitare la Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna”, che custodisce preziose opere dal XVI al XX secolo. La collezione è ospitata nel suggestivo Palazzo Sylos Calò, capolavoro di architettura rinascimentale in Piazza Cavour. Costruito su strutture medievali preesistenti, il palazzo venne affidato nel 1573 a Giovanni Alfonso Sylos, discendente della famiglia Burgos, con l’obbligo di restaurarlo. I lavori si conclusero nel 1584 con l’elegante loggia affacciata sulla piazza principale della città.
Situato lungo l’antica via dei Mercanti, che collegava la Porta Baresana alla Cattedrale, Palazzo Sylos Calò è annoverato dal 1902 tra gli Edifici Monumentali d’Italia. La sua facciata è impreziosita da un portale decorato con due medaglioni con le effigi imperiali, mentre all’interno si apre una corte porticata da cui si accede alle stanze del piano terra. Una maestosa scala a doppia rampa conduce al piano nobile, dove un ampio terrazzo collega i vari ambienti superiori.
La Galleria Nazionale della Puglia è nata nel 2004 grazie alla donazione di Girolamo e Rosaria Devanna, due appassionati collezionisti bitontini che hanno affidato al Ministero dei Beni Culturali una straordinaria raccolta di 354 dipinti e disegni. La collezione, inaugurata nel 2009, spazia dai grandi nomi della pittura italiana e straniera del Cinquecento, Seicento e Settecento, fino ai rappresentanti delle cosiddette “scuole minori” e agli artisti dell’Ottocento. Non mancano opere del Novecento e interessanti contributi di maestri contemporanei, anche di provenienza internazionale. Un valore aggiunto della collezione è l’ampia sezione dedicata a bozzetti, studi preparatori, modelli e repliche d’epoca, tra cui un pregiato corpus di disegni di artisti italiani ed europei dal XVI al XX secolo.
Barletta e i Crociati
Barletta è una città che riecheggia delle gesta dei protagonisti della disfida di Barletta, avvenuta nel 1503, quando 13 cavalieri italiani, tra cui Ettore Fieramosca, uscirono vittoriosi da uno scontro con 13 cavalieri francesi organizzato nel territorio di Trani, zona neutrale sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia.
Questo storico duello, ancora oggi rievocato, è solo una delle tante pagine di un passato ricco e stratificato. Le origini medievali della città sono ben visibili nelle vestigia lasciate dai crociati e nel fervente scambio commerciale che animava la città durante le spedizioni in Terra Santa. Barletta crebbe d’importanza soprattutto dopo la distruzione di Canosa di Puglia, di cui era il porto naturale, e conobbe il massimo splendore sotto i Normanni, gli Svevi e poi gli Angioini tra il XIV e il XV secolo, grazie al commercio marittimo e alla sua potente flotta. Purtroppo i secoli successivi furono segnati da terremoti e da una devastante epidemia di peste, che ne rallentarono lo sviluppo.
Nel centro storico di Barletta si trovano le testimonianze di questo glorioso passato: la Piazza della Disfida, il Duomo, dalle linee romaniche, e l’imponente Castello Svevo, trasformato nel Cinquecento in una macchina da guerra.
Tra gli edifici più interessanti c’è Palazzo della Marra (XVI-XVII secolo), con il bugnato possente e i balconi decorati con aquile reali e figure antropomorfe. Oggi ospita la Pinacoteca De Nittis, dedicata al grande pittore nato a Barletta nel 1846, e diverse mostre temporanee di livello internazionale.
Simbolo della città è il Colosso di Barletta, un’imponente statua in bronzo del IV secolo d.C., giunta probabilmente da Costantinopoli tra il Duecento e il Trecento. La statua volge le spalle alla Basilica del Santo Sepolcro, edificio romanico del XII secolo con marcate influenze gotiche del Trecento e Quattrocento.








