Il nuovo anno scolastico porta con sé regole più severe e innovazioni decisive: stop ai cellulari, ritorno al voto di condotta e maturità rinnovata. Una scuola che cambia per formare cittadini consapevoli.

La scuola sta per cominciare. Tuttavia, il nuovo anno scolastico non sarà un semplice ritorno dalle vacanze, ma segnerà un cambio di passo per studenti, docenti e famiglie.

A partire da questo mese entrano in vigore misure che toccano la vita quotidiana delle classi e i momenti cruciali del percorso formativo, dall’uso dei cellulari fino all’esame di maturità. Un pacchetto di novità che, nelle intenzioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, punta a riportare al centro disciplina, senso civico e qualità dell’apprendimento.

Una scuola senza cellulari: la sfida della concentrazione

Tra le riforme più significative c’è il divieto di utilizzo del cellulare durante le lezioni e in tutto l’orario scolastico. Da quest’anno è esteso anche alle scuole superiori. Non sarà quindi più consentito tenere lo smartphone sul banco, se non per usi didattici espressamente autorizzati dagli insegnanti.

Come per l’uso dello smartphone alla guida, la decisione risponde a una preoccupazione diffusa. Ricerche dell’OCSE, dell’OMS e dell’ISS indicano che l’uso eccessivo dei dispositivi digitali riduce la capacità di attenzione e peggiora il rendimento. Lo confermano numerosi studi internazionali che hanno messo in relazione la dipendenza da smartphone con cali nella performance scolastica e con un aumento dei disturbi del sonno e dell’ansia negli adolescenti.

Il sostegno dell’opinione pubblica è ampio: tre italiani su quattro ritengono giusto vietare i cellulari a scuola, proprio per limitare distrazioni e isolamento sociale. Resta però aperta la questione dell’applicazione pratica. Non esiste un modello unico: alcune scuole stanno predisponendo armadietti dedicati, altre valutano sistemi di raccolta all’ingresso o regolamenti interni che disciplinano la consegna e la restituzione a fine giornata.

Voto di condotta: il ritorno alla serietà

Se negli ultimi anni la condotta era stata relegata a un ruolo secondario, dal 2025 torna a essere decisiva. La riforma stabilisce che un 5 in condotta alle superiori comporta la bocciatura automatica, mentre con il 6 scatta un rinvio a settembre, con una prova specifica sui valori della cittadinanza per essere ammessi alla classe successiva.

Alle scuole medie, il voto di comportamento torna a essere espresso in decimi e farà media al pari delle altre materie. Inoltre, non sarà più legato solo al singolo quadrimestre, ma considererà l’intero anno scolastico, segnalando una valutazione complessiva e continuativa del comportamento. Il voto in condotta avrà un peso anche per la maturità: solo con almeno 9 si potranno ottenere i punteggi più alti nei crediti scolastici.

Un altro cambiamento significativo riguarda le sospensioni. Quelle brevi, fino a due giorni, verranno accompagnate da attività di riflessione sui comportamenti scorretti. Oltre i due giorni, gli studenti saranno coinvolti in iniziative di cittadinanza solidale presso enti convenzionati. In questo modo, la sanzione non sarà più solo punitiva, ma diventerà occasione educativa.

Maturità rinnovata: un esame più multidisciplinare

Il nuovo esame di Stato riserva agli studenti dell’ultimo anno diverse novità. La prima prova scritta, di italiano, resta invariata, mentre la seconda, specifica per indirizzo, è oggetto di revisione e potrebbe subire modifiche nei prossimi anni.

Il cambiamento principale riguarda il colloquio orale: diventa multidisciplinare, con l’obiettivo di valutare le competenze trasversali, la capacità di collegare saperi diversi e di esprimere una visione critica del percorso formativo. Inoltre, è stato introdotto l’obbligo di discutere un elaborato legato alla cittadinanza attiva e solidale, a conferma della centralità che il Ministero attribuisce ai temi civici.

Una regola importante riguarda i casi di protesta: chi si rifiuterà di sostenere l’orale verrà automaticamente bocciato. In particolare nello scorso anno scolastico, alcuni studenti avevano tentato questa strada come forma di contestazione, ottenendo comunque la promozione. Con le nuove norme, ciò non sarà più possibile.

Uno sguardo al futuro: programmi e comunità educante

Le novità non si fermano a quest’anno. Dal 2026-2027 saranno aggiornati i programmi di elementari e medie, con l’obiettivo di renderli più aderenti alle esigenze della società contemporanea e ai linguaggi delle nuove generazioni.

C’è poi un aspetto legato al benessere del personale scolastico: i futuri progetti di edilizia residenziale sociale includeranno alloggi a prezzi calmierati per insegnanti e operatori costretti a spostarsi per motivi di lavoro. Una misura che vuole riconoscere il valore della professione docente e sostenere la scuola come parte integrante del tessuto comunitario.

Sconti sul trasporto pubblico: agevolazioni per studenti e giovani

Accanto alle riforme scolastiche, un tema cruciale per le famiglie riguarda il costo del trasporto pubblico. In molte città italiane sono già attive agevolazioni pensate per studenti e giovani, con tariffe ridotte e formule vantaggiose che alleggeriscono il peso economico del pendolarismo scolastico.

A Milano, ad esempio, gli under 27 possono sottoscrivere un abbonamento urbano a soli 22 euro al mese o 200 euro all’anno, senza necessità di presentare l’ISEE. A Roma, gli studenti under 19 residenti hanno a disposizione un abbonamento speciale di 50 euro per un anno intero di viaggi illimitati su bus, metro e tram. Torino propone invece l’abbonamento “Under 26”, che copre tutta la rete urbana e suburbana: il costo standard è di 258 euro l’anno, ma con un ISEE valido sono previsti ulteriori sconti. Dal canto suo, Firenze offre agli studenti residenti un abbonamento urbano annuale a 50 euro, valido su bus, tramvia e treni cittadini.

Non mancano iniziative regionali. In Emilia Romagna, con la Smart Card Unica e l’abbonamento “Mi Muovo studenti”, fino ai 26 anni è possibile viaggiare per 365 giorni su bus e treni con l’8% di sconto. A Napoli e in Campania gli studenti possono beneficiare di riduzioni tra il 60% e il 75% sul costo degli abbonamenti, con agevolazioni aggiuntive per chi ha un ISEE fino a 12.500 euro. La Puglia prevede invece un taglio del 50% sugli abbonamenti mensili per famiglie con redditi medio-bassi.

Infine, a livello nazionale, Trenitalia mette a disposizione degli studenti che viaggiano in treno la Carta Verde, destinata ai giovani tra i 12 e i 26 anni. Al costo di 40 euro all’anno, garantisce uno sconto del 10% sui biglietti Base dei treni nazionali e riduzioni sulle tariffe regionali e internazionali.

Per rendere tutto più semplice, molti di questi abbonamenti e biglietti possono oggi essere acquistati direttamente tramite app sfruttando i servizi per i mezzi pubblici, evitando file e velocizzando le procedure.