Al centro di uno splendido parco, nella Valle dell’Aneva, sorgono le Grotte di Labante, le più grandi grotte primarie di travertino che puoi trovare in Italia. Scopri con Moveo come raggiungere questo raro fenomeno carsico e quali sono le attività turistiche che offre.

Se non sai dove andare per il ponte del 25 aprile, l’Emilia Romagna può essere una destinazione interessante. A poco meno di 50 chilometri da Bologna, la famosa Città 30, c’è una meravigliosa oasi naturale che ti aspetta: le Grotte di Labante. Parliamo di due cavità, tra le più antiche d’Italia, sulla cui sommità scorre la suggestiva cascata di San Cristoforo. Per la loro unicità e fragilità sono state inserite tra i Siti di Interesse Comunitario che fanno parte di Natura 2000, una rete ecologica diffusa nei territori dell’UE, volta a preservare habitat naturali rari o minacciati.

In questa guida ti accompagniamo alla scoperta delle Grotte di Labante e ti diamo qualche indicazione su come raggiungerle e su cosa fare in questo incantevole angolo di natura. Prima di partire, però, ti consigliamo di investire in un’assicurazione viaggio, che ti metta al sicuro da eventuali imprevisti lungo il percorso.

Grotte di Labante, un fenomeno unico

Il fenomeno delle Grotte di Labante è unico per via di due elementi: il materiale di cui sono costituite e la sorgente da cui nascono. Il materiale è il travertino, una roccia calcarea che si forma attraverso la caduta di acqua ricca di carbonato di calcio. Per le Grotte di Labante, l’acqua in questione è quella della sorgente di San Cristoforo, che ha una quantità di calcio molto elevata.

Grazie ad un raro fenomeno carsico, l’acqua ha concorso negli anni alla formazione delle grotte, non scavando la roccia, ma depositando calcite e altre sostanze, creando incrostazioni di calcare e contribuendo così alla formazione dei caratteristici travertini.

Queste grotte sono le più grandi d’Italia: lunghe 54 metri e alte circa 15 metri. Una dimensione notevole, considerando che le grotte in travertino hanno solitamente una lunghezza di massimo 4 o 5 metri.

La cascata delle grotte

La sorgente di San Cristoforo venne scoperta alla fine del XIX secolo e dal 1986 viene sfruttata per l’acquedotto, che rifornisce il comune di Castel d’Aiano, al quale le grotte di Labante appartengono, e quello di Vergato. Questa sorgente non è solo responsabile della creazione delle grotte, ma è anche la fonte della famosa cascata di San Cristoforo. Quando il flusso d’acqua supera la capacità dei serbatoi dell’acquedotto, infatti, il “troppo pieno” viene rilasciato, creando il salto che scorre su due speroni rocciosi, formando un profilo caratteristico, che muta col passare degli anni.

Cosa fare alle Grotte di Labante: 3 percorsi di trekking

Le Grotte di Labante, per molti bolognesi, sono una meta classica per picnic di primavera e gite fuori porta nel giorno di Pasquetta. Per chi ama le escursioni, invece, questo luogo meraviglioso offre una serie di percorsi di trekking adatti a tutti i livelli di esperienza.

Il sentiero delle tane

Si tratta del percorso più conosciuto, nonché del più lungo: 11 chilometri per circa 5 ore di camminata, con alcune salite che mettono a dura prova. Il sentiero comincia dal Segnavia CAI 166, passando per il sentiero 152/A, fino ad arrivare alle Tane di Paroletto. Queste tane erano dei rifugi veri e proprie che gli abitanti della zona utilizzavano durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai bombardamenti. Andando oltre le tane, si arriva ai Monoliti, una serie di formazioni rocciose scalabili, nella località di Serretti.

Le cascate dell’Aneva

Un alto sentiero per esperti è quello che parte dalle Grotte di Labante e arriva fino alle cascate dell’Aneva. È lungo 7 chilometri, e occorrono oltre 2 ore di camminata per percorrerlo tutto.Si inizia seguendo il Segnavia CAI 166 e si procede verso la località Torre di Nerone. Da qui, si segue il sentiero CAI 182 fino a Libarga, si passa accanto al Mulino di Tinazzolo, ammirando le splendide cascate dell’Aneva e infine, con il sentiero CAI 158/A, si ritorna al punto di partenza.

Il giro ad anello per i meno allenati

Per chi è alle prime armi con le escursioni o avesse semplicemente meno tempo a disposizione, un altro sentiero è quello che parte dal Segnavia CAI 166, per percorrere il quale bastano meno di 2 ore. Si tratta di un semplice percorso ad anello, che dalle Grotte di Labante porta sull’altra sponda del fiume Aneva.

Come arrivare alle grotte di Labante

Alle Grotte di Labante si arriva solo in auto, poiché il sito non è ben servito dai mezzi pubblici. Se arrivi all’aeroporto o alla stazione di Bologna, puoi prenderne un’auto a noleggio, magari elettrica, per ridurre il tuo impatto ambientale. Una volta al volante, dovrai percorrere la Via Porrettana (SS 64) e uscire sulla strada provinciale 68 Val d’Aneva. Da qui, ti basterà seguire le indicazioni per Castel d’Aiano, che ti porteranno alle grotte di Labante. Davanti alla strada che conduce alle grotte, è disponibile parcheggio gratuito dove poter lasciare l’auto. Il sito è sempre aperto e non occorre pagare nessun biglietto per visitarlo.