C’è un modo di vivere l’arte molto diverso dalla sala di un museo e si chiama Arte Open Air, capace di trasformare un bosco, una valle o una montagna in una galleria all’aperto, dove ogni opera respira insieme al paesaggio che la accoglie. In questo articolo troveri cinque itinerari da seguire in mezzo all’arte e alla natura.
L’Arte Open Air (o “all’aperto”) è una forma di espressione artistica che si integra direttamente con lo spazio cittadino o naturale per trasformare parchi, boschi e città in musei a cielo aperto. Si divide in Street Art, cioè le opere d’arte – murales o installazioni – collocate all’interno degli spazi urbani, e in Land Art, quelle opere cioè create direttamente nella natura – boschi, montagne, deserti – spesso utilizzando materiali del luogo, come il Mazapégul di Ravenna. Ci sono poi le installazioni, temporanee o permanenti, create nelle aree verdi, come il Giardino di Daniel Spoerri in Toscana, o ancora i parchi che prendono vita proprio grazie all’arte, come il Giardino dei Tarocchi, creato nel 1979 da Niki de Saint Phalle.
L’Arte Open Air è dunque un incontro tra la creatività umana e i tempi lenti della natura, un invito a rallentare il passo e a guardare il paesaggio con occhi diversi. In Italia, patria di paesaggi straordinari e di una lunga tradizione artistica, questa forma di espressione ha trovato terreno fertile, dando vita a percorsi che uniscono trekking, arte contemporanea e riscoperta del territorio.
Arte Open Air: 5 percorsi tra arte e natura
Dal Trentino al Lazio, passando per l’Alto Adige e la Lombardia, ecco cinque destinazioni in Italia dove l’arte esce dai musei per abitare boschi, valli e montagne. Se decidi di raggiungerle in auto, il nostro consiglio è di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code al casello e iniziare il tuo viaggio senza stress.
ARTEPARCO, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Nel cuore delle Foreste Vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, riconosciute nel 2017 patrimonio UNESCO, si nasconde uno dei progetti di Arte all’Aperto più suggestivi d’Italia. Vicino a Pescasseroli, sede amministrativa del Parco in Abruzzo, il progetto ARTEPARCO invita ogni anno un artista diverso a immergersi tra i faggi secolari e a lasciarsi ispirare dalla natura per realizzare un’opera pensata per quella specifica cornice. La particolarità sta nella scelta dei materiali: esclusivamente ecologici, in perfetta sintonia con lo spirito di un luogo che custodisce alcuni degli alberi più antichi d’Europa. Le opere nel parco non sono segnalate in modo vistoso, ma si svelano quasi per caso a chi sa osservare.
Arte Sella, Trentino
Nato nel 1986 dalla passione di tre amici di Borgo Valsugana, Arte Sella è oggi un laboratorio creativo unico al mondo, dove le installazioni dialogano con i cicli vitali della natura, crescendo, trasformandosi e talvolta scomparendo insieme a essa. Il punto di partenza dell’itinerario è Villa Strobele, il cui giardino ospita dal 2016 un percorso accessibile di 500 metri con opere firmate da architetti di fama internazionale come Kengo Kuma e Stefano Boeri. Da qui i visitatori possono proseguire verso l’Area di Malga Costa attraverso il sentiero Montura, un cammino tra viali alberati e prati fioriti che conduce alle opere più monumentali, tra cui la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri. Proprio quest’anno, inoltre, riapre il Sentiero ArteNatura, lo storico collegamento nel bosco gravemente danneggiato dalla tempesta Vaia nel 2018, oggi finalmente di nuovo percorribile.
SMACH, Alto Adige
Tra i territori di Badia e San Vigilio di Marebbe, nel cuore delle Dolomiti, l’arte si fa evento internazionale con SMACH, una Biennale di arte pubblica che ogni edizione lancia una sfida creativa a artisti da tutto il mondo attorno a un tema specifico. Le proposte vengono selezionate da una giuria di professionisti del settore e i progetti vincitori prendono vita nei mesi di luglio e agosto sotto forma di installazioni en plein air distribuite lungo i sentieri della Val Badia, in un dialogo intimo tra la provocazione dell’arte contemporanea e la solennità del paesaggio alpino, un contrasto che rende ogni escursione un’esperienza sempre diversa. Proprio per la sua natura temporanea e in continua evoluzione, SMACH è la meta perfetta dove tornare più volte, per trovare ogni estate un racconto artistico nuovo, capace di reinterpretare lo stesso scenario montano con sguardi e linguaggi differenti.
Il Sacro Bosco di Bomarzo, Lazio
Conosciuto anche come Parco dei Mostri, il Sacro Bosco di Bomarzo è considerato il più antico parco di sculture del mondo moderno, vero antesignano dell’Arte Open Air contemporanea. Voluto a metà del Cinquecento dal signore di Bomarzo Pier Francesco “Vicino” Orsini, il bosco si sviluppa in netta antitesi con la compostezza geometrica dei classici giardini all’italiana, proponendo un giardino ribelle e sorprendente. Orsini fece scolpire le rocce vulcaniche direttamente sul posto, animandole con creature mitologiche, sfingi e orchi che ancora oggi lasciano stupefatti i visitatori. Le sculture, svincolate da ogni rapporto proporzionale, incarnano il gusto manierista per il bizzarro, creando un labirinto di silenzi e allusioni che si presta a molteplici interpretazioni. È un luogo magico e surreale, intriso di mistero, perfetto per chi cerca un’esperienza artistica fuori dagli schemi.
Il Bosco di Quercus in Valcamonica, Lombardia
Tra le montagne bresciane, sopra il borgo di Bienno, il Bosco del Cerreto ospita il Bosco di Quercus, un percorso dove l’arte ambientale sposa la fiaba. Nato dall’estro di Daniela Gambolò e Alberto Dalla Valle, il sentiero inizia dall’ingresso di San Pietro in Vincoli e attraversa un portale che introduce i visitatori a un libro sorretto da una ruvida mano di roccia, in un invito esplicito a usare la fantasia. Il cammino si sviluppa su tre livelli a salire, lungo i quali si scoprono creature realizzate con materiali del territorio come legno, pietra e ferro. Tra queste spicca Quercus, che dà il nome all’intero itinerario, il saggio spirito protettore del bosco, adagiato su un albero. Il percorso prosegue fino a raggiungere la cima dove troneggia Rocco, un monumentale gufo in legno che funge anche da terrazza panoramica sulla Valcamonica.








