Da vandalismo giovanile a una vera e propria forma d’arte: la street art trasforma le nostre città in gallerie aperte a chiunque, raccontando storie di ribellione, ridando vita a zone urbane degradate e collaborando nella lotta al cambiamento climatico.

La street art è una forma di espressione d’arte moderna che si manifesta sugli spazi pubblici – dai treni in disuso ai muri degli edifici abbandonati – spesso senza alcuna autorizzazione. Motivo per il quale di molti artisti conosciamo lo pseudonimo, ma non la faccia.

Utilizzando gli strumenti più disparati (bombolette spray, stencil, pennelli, ecc.), la street art denuncia ingiustizie sociali, protesta contro il potere delle istituzioni e, nella sua forma più moderna, si presta come strumento delle amministrazioni locali per la riqualificazione di zone degradate.

Ma non solo: da qualche anno, la street art, come altre forme d’arte contemporanea, ha cominciato a dare il suo contributo anche nella lotta alla crisi climatica. In questo articolo, vedremo in che modo.

Un breve viaggio nella storia della street art

La street art trae le sue origini dal graffitismo, un movimento di protesta giovanile che cominciò a colorare treni, ponti e muri di New York e Philadelphia tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta.

Nasce come protesta sociale, con l’intento di sbaragliare le regole della società e di dare voce agli emarginati, in particolare giovani, che in questa nuovissima forma d’arte trovano il giusto megafono per dare voce e risalto alle proprie idee e opinioni.

Nel corso degli anni, la street art inizia a diffondersi in Europa, continuando a tenere fede allo stesso spirito di ribellione nei confronti del sistema socio-politico, ma aggiungendo un valore commerciale, che segna il definitivo distacco dalle sue origini.

Già a partire dagli anni Settanta, infatti, la street art si sposta dalle strade alle gallerie di tutto il mondo, diventando una vera e propria forma d’arte.

L’ascesa della street art la dobbiamo a Keith Haring (l’autore di Tuttomondo, il famosissimo e coloratissimo murales che si trova a Pisa) e a Jean-Michel Basquiat, le cui opere, inizialmente presenti solo sulle mura delle stazioni metropolitane di Manhattan, hanno cominciato a figurare anche nei più importanti musei internazionali.

Nel corso degli anni, questa forma d’arte si è evoluta, assumendo molteplici forme e stili e le opere di artisti come Banksy sono diventate delle vere e proprie icone, contribuendo a rendere la street art una forma d’arte conosciuta e apprezzata a livello mondiale.

La street art in Italia: dove ammirarla

Il nostro paese è disseminato di murales e graffiti, ma ci sono alcune città in particolare che hanno abbracciato la street art, rendendola di fatto un proprio elemento distintivo e di attrazione per il turismo.

Street art a Milano

Milano è la città ideale per gli appassionati di street art. Non solo perché è stata scelta come tela da famosi writer, come Biancoshock, Web 0.0, Pao, Blu e Ericailcane, ma anche perché il Comune ha investito nella promozione di quest’arte, mettendo a disposizione spazi per i graffiti, aperti a chiunque voglia esprimersi con la propria bomboletta e, al contempo, riqualificare edifici e quartieri.

Ma non solo: nel 2017 è stata attivata MAUA, un’app che guida in tutti i posti di Milano in cui sono presenti le opere della street art. L’applicazione offre itinerari inediti, che spingono i turisti fuori dal centro, permettendo loro di scoprire, non soltanto i murales, ma anche quartieri meno conosciuti.

Street art a Roma

Uscire dai tracciati più turistici, e andare alla scoperta delle strade della capitale tempestate di murales, è un ottimo modo per vivere Roma come un local.

Ostiense, in particolare, viene considerato la culla della street art romana. Questo quartiere periferico è stato il primo a ospitare artisti internazionali, grazie a tutte le iniziative e a tutti i festival dedicati all’arte di strada, che si sono tenuti nel corso degli anni.

Un progetto che merita di essere menzionato è MURo, avviato nel 2010 con l’obiettivo di creare un museo a cielo aperto nei quartieri di Torpignattara e del Quadraro. Successivamente, si è progressivamente esteso in tutta la città, diventando anche una serie TV, prodotta da Sky Arte.

Street art a Napoli

La street art, a Napoli, ha un ruolo cruciale nella riqualificazione dei quartieri più poveri e disagiati. La città partenopea è stata scelta (e continua a essere scelta) dagli street artist più importanti al mondo, come Banksy. Infatti, la sua prima opera italiana, la Madonna con pistola, si trova proprio qui, a Spaccanapoli, in Piazza dei Girolamini. La Vergine armata rappresenta il connubio tra Napoli, religione e criminalità organizzata.

Da non perdere è anche la famosa serie di murales, Human tribe, dell’artista napoletano Jorit, famoso in tutto il mondo per i suoi tagli tribali sul viso di personaggi famosi, importanti per la città (e non solo), come San Gennaro, Maradona, Martin Luther King, George Floyd e tanti altri.

La street art per la mobilità sostenibile

Non solo denuncia sociale, non solo opere da museo: la street art trova il suo posto anche nel contrasto alla crisi climatica.

Nel 2022, a Milano, si è dato il via a un progetto di riqualificazione dei muretti esterni della stazione di Porta Garibaldi e del camminamento pedonale di Piazza Freud. Come? Con un murales particolare, realizzato dall’artista ViM, che ha concluso l’opera con un prodotto speciale per l’ambiente. Un prodotto che permette di trasformare in sostanze inerti gli elementi nocivi presenti nell’aria – come ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio polveri sottili e composti organici volatili.

Il murales, sviluppato durante la Milano Green Week, con le sue rappresentazioni di treni, paesaggi naturali e nuove generazioni, incentiva la mobilità sostenibile.

Altrettanto fa il murales dell’artista italo-argentina, Carolì, ubicato nei pressi del centro commerciale Ipercity di Albignasego (PD). Un’opera di quaranta metri, realizzata con colori ad acqua a basso impatto ambientale; un richiamo visivo che esplora le complessità e le contraddizioni della nostra epoca, promuovendo la responsabilità ambientale e sociale.

Davanti al murales, in perfetta coerenza con l’iniziativa di Ipercity, si trovano 8 colonnine di ricarica per chi, alla tradizionale macchina alimentata con carburante a benzina o diesel, ha scelto di muoversi con la più sostenibile auto elettrica.