A Los Angeles un esperimento condotto durante un’ondata di calore ha mostrato che l’asfalto bianco può rendere l’aria più fresca fino a 1,9°C. Una soluzione interessante contro le isole di calore urbane, anche se non priva di limiti.
Nelle città, il caldo intenso non dipende soltanto dalle temperature atmosferiche. Strade, parcheggi, piazze e superfici pavimentate assorbono grandi quantità di radiazione solare durante il giorno e la rilasciano sotto forma di calore, contribuendo a rendere l’aria più pesante e le notti meno fresche. È il cosiddetto effetto isola di calore, un fenomeno sempre più rilevante con l’aumento delle ondate di caldo.
A Los Angeles è stato sperimentato un intervento pensato proprio per ridurre questo accumulo termico. In un quartiere particolarmente esposto alle alte temperature, più di 65.000 metri quadrati di pavimentazioni scure sono stati coperti con un materiale riflettente. L’obiettivo era limitare il calore assorbito da strade, parcheggi, campi da gioco e altre superfici asfaltate.
Secondo una ricerca pubblicata su Environmental Research Communications, l’esperimento è stato condotto a Pacoima, nella San Fernando Valley, una delle zone più calde della città. Durante un’ondata di calore nel settembre 2022, in alcuni tratti dell’area trattata le temperature pomeridiane dell’aria sono risultate inferiori fino a 3,5°F, cioè circa 1,9°C, rispetto a una zona di controllo vicina.
Il risultato ha mostrato che intervenire sui materiali urbani può modificare il microclima locale. L’area interessata comprendeva strade, parcheggi, campi da basket e spazi gioco, cioè superfici molto comuni nei quartieri cittadini e spesso decisive nell’accumulo del calore.
Come funziona l’asfalto bianco riflettente contro il caldo
Il principio è semplice: l’asfalto tradizionale, essendo scuro, assorbe molta energia solare e poi la restituisce all’ambiente sotto forma di calore. Le pavimentazioni riflettenti, invece, sono progettate per respingere una quota maggiore di luce solare, riducendo la quantità di calore immagazzinata nel suolo.
Nel caso di Los Angeles, i ricercatori hanno confrontato l’area trattata con un quartiere vicino caratterizzato da condizioni simili, ma privo del rivestimento. In questo modo è stato possibile misurare le differenze tra le due zone e valutare l’effetto reale del materiale sulle temperature.
Lo studio ha evidenziato che il beneficio non è sempre identico. Nelle normali giornate soleggiate il raffrescamento dell’aria è risultato più contenuto, mentre durante gli episodi di caldo estremo la differenza è diventata più evidente. Proprio nelle ore più critiche, infatti, l’area rivestita ha mostrato temperature dell’aria più basse fino a 3,5°F rispetto all’area non trattata.
L’effetto è stato ancora più marcato sulle superfici. Nelle ore di massima esposizione al sole, la pavimentazione trattata ha registrato temperature fino a 19,35°F inferiori. In termini pratici, lo studio ha rilevato un calo superficiale che può arrivare a circa 10 gradi, confermando che il materiale cambia il modo in cui il terreno assorbe e rilascia calore.
I limiti dell’esperimento di Los Angeles e le soluzioni di altre città
I risultati sono incoraggianti, ma l’asfalto riflettente non può essere considerato una risposta definitiva al caldo urbano. Una superficie molto chiara o altamente riflettente riduce il calore trattenuto dalla pavimentazione, ma può anche rimandare più radiazione solare verso l’ambiente circostante.
Questo aspetto è importante perché il benessere delle persone non dipende solo dalla temperatura dell’aria. Contano anche il calore irradiato dalle superfici, l’umidità, il vento e l’esposizione diretta al sole. In alcune condizioni, una strada più riflettente può quindi abbassare la temperatura del suolo ma modificare la percezione del calore per chi cammina o resta fermo nelle vicinanze.
Per questo molte città stanno affiancando diverse strategie. Una riguarda il cosiddetto depaving, cioè la rimozione o riduzione delle superfici impermeabili e asfaltate a favore di materiali più permeabili, aree verdi e soluzioni capaci di trattenere meno calore. Progetti di questo tipo sono già presenti anche in città italiane come Genova, Milano e Roma.
Un approccio simile a quello di Los Angeles è stato adottato anche a Tokyo, dove da circa vent’anni si utilizzano materiali riflettenti sulle strade: al 2024 i tratti coinvolti raggiungono complessivamente 200 chilometri.
A Doha, in Qatar, alcune strade sono state invece dipinte di blu nell’ambito di un progetto pilota contro il caldo estremo. Il principio resta lo stesso: riflettere il calore anziché assorbirlo, limitando così l’intensità dell’isola di calore urbana.
Dal verde di Parigi ai corridoi alberati di Medellin
Il caldo record in Europa sta imponendo anche altre soluzioni: accanto agli interventi sulle pavimentazioni, un ruolo centrale lo ha il verde urbano. A Parigi, per esempio, è stato avviato un progetto di rinverdimento di piazze storiche come l’area davanti all’Hôtel de Ville e Place de Catalogne. L’obiettivo è trasformare questi spazi in vere foreste urbane con specie locali, capaci, nel loro insieme, di ridurre le temperature percepite fino a circa 4 gradi.
La capitale francese ha coinvolto anche le scuole. Dal 2017 a oggi, 203 cortili scolastici sono stati trasformati progressivamente in oasi più fresche, sostituendo il cemento con orti, alberi, piante e materiali innovativi in grado di respingere il calore.
Strategie simili, basate sull’aumento del verde in città, sono in corso anche in diversi centri europei, da Roma a Berlino fino a Madrid. Guardando fuori dall’Europa, uno degli esempi più citati è Medellin, in Colombia. Dal 2016 la città ha investito in una rete di “corridoi verdi“, circa trenta viali alberati realizzati soprattutto nelle aree più vulnerabili al surriscaldamento.
Il progetto ha contribuito ad abbassare la temperatura media cittadina di circa 2 gradi e ha creato percorsi ombreggiati collegati tra loro. Oggi questi corridoi non sono soltanto una protezione dal sole, ma anche spazi di biodiversità, popolati da oltre 300mila specie vegetali, animali e insetti.








