L’aumento dei biglietti ATAC a Roma, originariamente previsto per il 1° luglio 2024, è stato per il momento scongiurato. Tuttavia rimane una possibilità concreta, su cui prossimamente non mancheranno nuovi incontri e discussioni tra le parti.

L’ultima riunione, a cui hanno preso parte i sindacati CGIL, CISL e UIL (che chiedono un’agevolazione per i residenti e i lavoratori) e gli assessori alla mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè e della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, è stata interlocutoria. Il risultato: sostanzialmente, un nulla di fatto. La questione è delicata e la soluzione ancora lontana.

Gli attori coinvolti dovranno rivedersi alla fine di luglio per verificare l’esistenza di strade percorribili e giungere a un esito condivisibile, evitando o rimodulando il potenziale aumento dei prezzi dei mezzi pubblici. Un passaggio che potrebbe avere ripercussioni negative sugli utenti, a discapito delle buone pratiche di mobilità sostenibile.

Aumento biglietti ATAC: perché?

Alla base del futuro aumento dei biglietti ATAC c’è la crescita generale dei costi che ha contraddistinto l’intera economia negli ultimi anni. Da parte del Comune di Roma, alle prese con il rinnovo del piano economico e finanziario (a sua volta è collegato al contratto di servizio con l’azienda dei trasporti), c’è l’esigenza di reperire i fondi necessari a coprire le spese.

Si parla di 22 milioni di euro all’anno per i prossimi quattro anni, in totale 88. Per tale motivo si è pensato di innalzare a 2 euro, rispetto agli attuali 1,50 euro, il prezzo del biglietto più comune, il BIT (Biglietto integrato a tempo). Il tutto nell’ottica di sfruttare, inoltre, il maggior numero di viaggiatori previsto con il Giubileo del 2025.

Il BIT è il titolo di viaggio “base”, valido 100 minuti dalla prima timbratura su bus e tram, oppure per una sola corsa in metropolitana. Il ticket è acquistabile anche in modalità digitale via app.

Non solo BIT: gli altri rincari previsti

Se queste novità andassero in porto, non sarà soltanto il BIT a subire un aumento di prezzo. Riguarderà infatti tutta l’offerta integrata del sistema Metrebus, che oltre ad ATAC include anche Cotral e Trenitalia. E che quindi toccherà l’intera utenza regionale.

Il biglietto ATAC giornaliero passerà da 7 a 9,30 euro. Quello valido per due giorni salirà da 12,50 a 16,70 euro, mentre il ticket da tre giorni da 18 a 24 euro. Il costo degli abbonamenti mensili, invece, dovrebbe rimanere invariato (35 euro), mentre su quello degli abbonamenti annuali è previsto un risparmio di circa 10 euro, da 250 a 240 euro.

Ulteriori rincari interesseranno però alcune formule speciali di abbonamento: l’annuale agevolato (da 91 a 103,85 euro), il BIRG (da 10,13 a 13,50 euro), il BTR (da 24,22 a 32,20 euro) e il CIRS (da 36,17 a 48,22 euro).

Aumento biglietti ATAC: cosa succede ora

Comune di Roma, Regione Lazio e sindacati, come accennato, torneranno a incontrarsi alla fine di luglio. È importante sottolineare che qualsiasi ritocco ai prezzi ATAC diventerà ufficiale solo in seguito a una specifica delibera da parte della Regione. Sarà quindi questa ad avere l’ultima parola.

Infatti, mentre l’azienda municipalizzata romana gestisce l’incasso e la distribuzione dei ricavi, la Regione Lazio stabilisce le tariffe, in accordo con gli altri soggetti. Negli anni precedenti, storicamente, la Regione ha preso misure per contenere l’aumento dei costi dei biglietti dei mezzi pubblici. Sarà ora da vedere se tale tendenza continuerà.

Infine, bisogna tenere conto dei tempi tecnici di attuazione. Si stima che, per adeguare i software e distribuire i nuovi titoli di viaggio, potrebbero servire due o tre mesi. E che quindi almeno fino al prossimo autunno gli utenti del TPL capitolino potranno stare relativamente tranquilli.