Il 14 febbraio scorso si è svolto- presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy- l’incontro, promosso dal Garante per la Sorveglianza dei prezzi, sull’andamento delle tariffe Rc auto. Nel mirino le dinamiche inflattive che hanno contribuito all’aumento dei prezzi medi delle assicurazioni su base annua.

È spettato al Consigliere Ivass Riccardo Cesari l’arduo compito di fornire delucidazioni dettagliate sull’aumento delle polizze assicurative. Nella corposa relazione Ivass– presentata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, Benedetto Mineo– si spiega quanto le vicende internazionali e le dinamiche inflattive abbiano influito su un mercato della Rc auto che ha risposto alle pressioni con un ritardo di 6-9 mesi.

Proviamo a capirci di più analizzando i punti salienti della relazione Ivass appena presentata.

Aumento della Rc auto: le preoccupazioni del Garante e l’indagine IPER

Nel comunicato stampa del gennaio 2024, l’Ivass aveva annunciato un aumento del prezzo medio della Rc auto pari al 7,5%. Numeri da capogiro, che hanno legittimamente destato le preoccupazioni del ministro Urso.

Per tutta risposta, nei giorni immediatamente successivi, il Garante Mineo ha convocato la Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi, proponendo un focus specifico sul settore assicurativo. Con l’obiettivo dichiarato di creare un’occasione di confronto per immaginare soluzioni concrete per arginare l’aumento dei prezzi delle assicurazioni.

I risultati dell’incontro, svoltosi nella sede del Ministero dello Sviluppo e del Made in Italy lo scorso 14 febbraio, sono contenuti nell’Indagine sui Prezzi Effettivi della Rc auto (IPER), condotta da Ivass- con la collaborazione di Istat– su un campione di 2,1 milioni di polizze e targhe.

Tutti i numeri della relazione Ivass al Garante

La relazione Ivass parte da un dato: negli ultimi dieci anni il prezzo medio della Rc auto è sceso del 23%, a fronte di un aumento dei prezzi al consumo superiore al 19%. Secondo il Consigliere Ivass Cesari, che ha presentato l’analisi, « la discesa del prezzo medio della Rc auto ha avuto due importanti effetti positivi. Da un lato, la convergenza del prezzo medio italiano con quello medio dell’area Euro, con un differenziale passato da quasi 200 euro a meno di 50 euro. Dall’altro, la convergenza dei prezzi a livello interprovinciale in Italia. Il differenziale Napoli-Aosta, che utilizziamo da tempo come “spread” della Rc auto, si è più che dimezzato, grazie a una discesa dei prezzi nelle aree del Sud superiore a quella sperimentata nel Centro-Nord.»

Tuttavia, su questi segnali indubbiamente positivi hanno inciso le complesse vicende geopolitiche a livello internazionale. « La variazione trimestrale dei prezzi al consumo, avviatasi nel 2021 con un +3.8% a fine anno, ha visto un brusco inasprimento nel 2022, per poi tornare decisamente sotto l’1% nel 2023» spiega il consigliere Ivass, illustrando la relazione. «A queste pressioni, il mercato della Rc auto ha risposto con un ritardo di 6-9 mesi. Mostrando un picco nel settembre 2023, segnando un +4% sul trimestre precedente e, addirittura, un +7.5% su quello corrispondente

Contribuiscono decisamente ai rialzi anche i costi medi dei sinistri stradali. Il cosiddetto “premio puro” è, in effetti, il prodotto tra la frequenza degli incidenti e il loro costo medio. In tal senso, l’indagine IPER sottolinea che mentre la frequenza dei sinistri non è ancora tornata al livello pre-pandemico, il costo è invece schizzato alle stelle. Concorrendo a determinare, in buona parte, i rialzi dei premi assicurativi.

Come procederà la dinamica dei prezzi nei mesi a venire? L’Ivass risponde

Se, a questo punto, vi state chiedendo cosa accadrà nei prossimi mesi e come trovare l’assicurazione auto più adatta alle vostre esigenze, segnaliamo che l’indagine Ivass ha tentato di dare una risposta esaustiva anche a questo quesito.

«Il ritardo con cui rispondono i prezzi Rc auto all’andamento generale dei prezzi,» evidenzia la relazione, «suggerirebbe un sostanziale esaurimento delle spinte inflattive nell’arco del 2024. Tuttavia, se si vanno ad analizzare le componenti dell’indice generale più prossime al mercato dell’auto, vale a dire i “prezzi di ricambio” e le “riparazioni”, si vede come entrambe queste componenti hanno una dinamica molto più lenta del paniere complessivo. In particolare, negli ultimi mesi del 2023 la loro decelerazione fatica a scendere sotto il 4% in ragione d’anno, e questo fa supporre che anche il raffreddamento dei prezzi Rc auto potrebbe risultare altrettanto lento, andando a coinvolgere anche il 2025

Le proposte per frenare l’aumento della Rc auto

La relazione Ivass prospetta una serie di interventi normativi per tentare di incidere positivamente sul mercato assicurativo. Eccole in dettaglio:

  • Preventivass: si tratta di un preventivatore pubblico costruito dal Ivass e Mimit per la quotazione in tempo reale dei preventivi sulle assicurazioni moto e auto. Vi partecipano attivamente tutte le 60 imprese attive sul mercato, chiamate a quotare un’offerta sia in riferimento al contratto base, sia sulle clausole aggiuntive. È uno strumento unico nel proprio genere, pioniere in Europa, il cui obiettivo è quello di stimolare la mobilità e la competitività dell’offerta Rc auto;
  • Provvedimenti antifrode: Ivass sottolinea l’esigenza di interventi normativi per ridurre le truffe sulla Rc auto e i comportamenti illeciti nella liquidazione dei sinistri stradali. Meno frodi equivarrebbero a una diminuzione dei prezzi delle assicurazioni nient’affatto trascurabile;
  • Riforma del sistema bonus/malus e dell’attestato di rischio: invocata da molti attori istituzionali, pare ormai divenuta improrogabile. Secondo Ivass un’eventuale riforma non può non partire dalla misurazione del rischio, elemento critico di ogni sistema di bonus/malus. Nella relazione, l’Istituto certifica quanto ancora sia rilevante la dimensione territoriale. A parità di veicoli e tassi di incidente, infatti, in alcune città italiane l’assicurazione auto costa di più.
  • Riforma Card: nel sistema Card, il soggetto danneggiato si rivolge alla propria compagnia assicurativa di riferimento per ottenere il risarcimento. Quest’ultima viene ristorata in base a dei forfait prefissati anno per anno da un’apposita Commissione ministeriale. Ivass propone il superamento del sistema del forfait, tenendo conto delle specificità dei sinistri tra veicoli diversi.