Il mercato delle elettriche continua a espandersi nel nostro Paese. Ma qual è effettivamente il costo per una ricarica in casa dell’auto? Scopriamo di più. 

Oltre 38mila veicoli elettrici venduti in poche ore: sono andati letteralmente “a ruba” gli incentivi auto 2024. Sbloccati in un momento in cui molte delle incertezze sulle auto elettriche erano già state smontate, a partire dalle batterie con poca durata e autonomia.

Tra i nodi da sciogliere, però, c’è ancora quello relativo ai servizi di ricarica elettrica: secondo Acea e tutti gli operatori del settore servono più colonnine di ricarica. Quelle Ultrafast, in via di installazione sulle autostrade italiane, potranno essere certamente d’aiuto in tal senso.

Ma cosa succede se invece si sceglie di fare il pieno di energia al proprio veicolo con una wall-box domestica? E qual è il costo per una ricarica in casa dell’auto?

Scopriamo insieme cosa dicono i dati più recenti.

Costo della ricarica in casa dell’auto elettrica: quanto si spende in Italia?

Una ricerca di Switcher ha evidenziato qual è il costo medio della ricarica in casa di un’auto elettrica in Europa. Dai risultati si evince che l’Italia è al settimo posto della classifica delle nazioni più costose per la ricarica domestica.

In media nel nostro Paese si spendono circa 0,335 euro al kWh. Quindi, per una ricarica completa- vale a dire un “pieno”- il costo si aggira intorno ai 19,63 euro. Inoltre, secondo i dati Istat, per percorrere 100 km con le auto ricaricate in casa si spendono circa 5,87 euro.

Chi si trova invece al primo posto di questa speciale classifica?

Il Paese più costoso per una ricarica domestica è la Germania. Qui il costo dell’energia è di circa 0,402 euro: questo significa che per una ricarica completa si pagano circa 23,57 euro.

Il Paese più economico in assoluto è invece la Turchia: coloro che optano per la ricarica domestica pagano appena 3,30 euro.

I consigli per risparmiare sulla ricarica domestica

Per ricaricare un’auto elettrica dalla propria abitazione basta una potenza di 3 kW- quella tradizionalmente usata in ambito domestico- anche se le tempistiche sono più lunghe. Utilizzando una wall-box è possibile ricaricare a 7 o 11 kW di potenza, velocizzando i tempi. In genere non è necessario richiedere un aumento di potenza del contatore. Ma qualora il consumo di energia dovesse essere superiore ai 3kW, è possibile fare domanda per un incremento della potenza installata.

Fatte queste premesse, scopriamo come risparmiare sui costi della ricarica domestica:

  • Installare pannelli solari, vetri fotovoltaici e un sistema di accumulo: in tal modo sarà possibile “produrre” parte dell’energia necessaria per alimentare il veicolo a zero emissioni e, al contempo, conservarla nell’apposito accumulatore;
  • Ricaricare l’auto nelle ore notturne: diversi operatori offrono tariffe più vantaggiose in queste fasce orarie;
  • Evitare la ricarica se non è necessaria: non serve fare il pieno di energia ogni sera. Soprattutto perché i nuovi modelli di auto elettrica hanno una maggiore autonomia che, in media, non è inferiore ai 350 Km;
  • Prestare attenzione alla batteria dell’auto: se non è strettamente indispensabile è meglio evitare di sovraccaricare la batteria del veicolo utilizzando, a esempio, il climatizzatore anche quando non è necessario. Occhio anche agli pneumatici: se sono sgonfi possono contribuire a scaricare la batteria;
  • Installare una smart wall-box: i sistemi di ricarica di nuova generazione consentono di modulare l’energia da erogare sulla base dei consumi in casa. Cosa vuol dire? Che oltre a risparmiare, si evitano blackout da sovraccarico se si utilizza energia elettrica da apparecchi differenti.