A gennaio 2024, le vendite di auto elettriche hanno subito un calo rispetto ai veicoli diesel in Europa, sollevando domande sullo stato attuale della mobilità a zero emissioni. Una situazione determinata da una serie di fattori, vediamo quali.

Nonostante il calo dei prezzi, continua il rallentamento della vendita delle auto elettriche in Europa. A gennaio 2024, le immatricolazioni sono rimaste ferme all’11% (la media del 2023 era del 14,6%), registrando un calo rispetto ai veicoli diesel, che hanno chiuso il mese con una fetta di mercato del 13,4% sul volume delle vendite totali.

La situazione italiana: poche vendite e incentivi non usati

Anche in Italia le vendite di auto elettriche subiscono un’improvvisa battuta d’arresto. Si registrano solamente 2.947 EV immatricolati a gennaio, con un calo del 56,6% rispetto al mese precedente e dell’11,6% rispetto a gennaio 2023. Questo crollo ha portato la quota di mercato delle auto elettriche al 2,1%, in netto ribasso rispetto al 6,1% del dicembre scorso.

Mentre gli incentivi 2024 per i veicoli ibridi o termici sono già terminati, il portale informativo sull’Ecobonus segnala ancora un limitatissimo uso dei contributi messi a disposizione per l’acquisto di auto elettriche.

La fine degli incentivi elettrici in Germania: un fattore determinante

La fine degli incentivi all’acquisto di auto elettriche in Germania entro la fine del 2023 è stata una delle principali cause del calo delle vendite a gennaio nel Vecchio Continente. Questi incentivi avevano giocato un ruolo significativo nel rendere le auto elettriche più accessibili ed economicamente vantaggiose per i consumatori. Senza di essi, gli analisti ritengono che molti potenziali acquirenti abbiano preferito optare per modelli più convenzionali come le auto diesel.

Le differenze urbano-rurali nell’adozione dell’elettrico

Un’altra ragione dietro il calo delle vendite di auto elettriche potrebbe risiedere nelle differenze socio-geografiche tra aree urbane e rurali. Mentre nelle città le auto elettriche stanno guadagnando popolarità tra i ceti medio-alti, nelle zone rurali, dove il diesel è ancora ampiamente utilizzato mentre la rete di trasporti pubblici e le infrastrutture sono limitate, l’adozione dell’elettrico è vista con scetticismo. Uno scetticismo che, in alcuni casi, si riflette anche nelle scelte nelle case produttrici, come ad esempio la BMW che, a differenza di altri grandi player tedeschi, non ha fissato una data certa per l’abbandono definitivo dei motori termici.

L’innovazione nel diesel: una sfida per le auto elettriche

Nonostante l’accento sull’elettrico, i produttori automobilistici continuano a investire in innovazioni nel settore del diesel, come gli e-fuels (carburanti sintetici) o il biodiesel, un biocombustibile ottenuto da un grasso vegetale o animale che può essere usato anche nei veicoli, miscelato al normale gasolio in percentuali fino al 7%.

Tuttavia l’Unione Europea ha chiarito che gli e-fuels dovranno essere 100% carbon free per essere in commercio anche dopo il 2035. D’altro canto, l’uso di terreni per le coltivazioni da cui si dovrebbe ricavare il bio-diesel toglierebbe terreno coltivabile agli usi alimentari e causerebbe un impoverimento del suolo nel lungo periodo.

Lo scenario è complesso. Ad ogni modo, le case produttrici non hanno chiuso la porta e stanno sviluppando partnership per lo sviluppo di motori diesel di nuova generazione, conformi alle normative Euro 7, con un occhio anche alle prossime elezioni europee che, inevitabilmente, segneranno un giro di boa anche delle politiche comunitarie relative alla mobilità sostenibile. Questo potrebbe rappresentare una sfida per l’elettrico.