Il confronto tra ricarica elettrica e carburanti tradizionali conferma un risparmio significativo, soprattutto con la ricarica domestica. Le soglie di convenienza aiutano a capire quando l’elettrico resta vantaggioso anche in autostrada.
Chi guida un’auto elettrica se lo chiede spesso: quanto costa viaggiare e quanto si risparmia davvero rispetto al pieno di benzina o diesel? La domanda non è banale, perché il costo della ricarica elettrica varia molto a seconda di dove e come si ricarica. I dati più recenti dell’Osservatorio Adiconsum-TariffEV, incrociati con quelli della rete Motus-E, permettono di fare chiarezza. Il quadro che emerge a settembre 2026 mostra un vantaggio economico ancora netto per chi sceglie l’elettrico, soprattutto se ricarica a casa.
Un confronto tra auto elettrica, diesel e benzina consente quindi di valutare più concretamente la spesa per chi utilizza l’auto ogni giorno. Vediamo nel dettaglio numeri e soglie di convenienza.
Quanto costa oggi la ricarica elettrica in Italia
La rete pubblica di ricarica ha superato gli 84.500 punti attivi in Italia, con oltre metà delle aree di servizio autostradali ormai coperte. Nonostante questa crescita, le tariffe pubbliche restano piuttosto eterogenee. La ricarica lenta o media in corrente alternata costa in media 0,64 euro/kWh, ma si può scendere fino a 0,25-0,35 euro/kWh con le offerte migliori. La ricarica veloce in corrente continua ha un costo medio di 0,73 euro/kWh, mentre l’ultra-fast supera gli 0,76 euro/kWh nella tariffa standard. Chi invece ricarica a casa, sfruttando il contratto domestico, paga in media solo 0,25 euro/kWh: è questa la formula più conveniente in assoluto.
Per valutare i costi reali aggiornati, però, è necessario considerare anche il tipo di ricarica utilizzato e non soltanto il prezzo medio dell’energia. Vale la pena ricordare che il confronto con il tradizionale rifornimento carburante resta comunque favorevole all’elettrico.
Il confronto con benzina, diesel e GPL su 100 km
Per capire davvero la convenienza bisogna guardare alla spesa per 100 km percorsi, considerando anche i prezzi del carburante. Con un consumo medio urbano di 13 kWh, la ricarica domestica costa circa 3,25 euro. La benzina, sugli stessi 100 km, arriva a 11,51 euro e il diesel a 10,90 euro: un risparmio che sfiora il 70%. Anche il GPL, spesso considerato l’alternativa economica per eccellenza, costa 6,09 euro ogni 100 km, quindi quasi il doppio rispetto all’elettrico domestico.
Le cose cambiano con la ricarica pubblica media in corrente alternata, che in città sale a 8,32 euro. Il vantaggio rispetto ai carburanti tradizionali si riduce, ma resta comunque positivo. In autostrada i consumi elettrici salgono a 20 kWh/100 km. Le tariffe ultra-fast più competitive (attorno a 0,30-0,39 euro/kWh) permettono comunque di spendere tra 6 e 7,80 euro.
Il quadro mostra quindi che l’auto elettrica è la soluzione più conveniente soprattutto per chi può sfruttare la ricarica domestica e percorre molti chilometri in ambito urbano. Per chi utilizza prevalentemente le colonnine pubbliche, invece, la convenienza dipende maggiormente dalle tariffe applicate.
Le soglie di convenienza da conoscere
Un dato utile per chi valuta un passaggio all’elettrico riguarda le soglie di break-even. Si tratta del prezzo massimo al kWh oltre il quale l’elettrico smette di essere conveniente. In città, con consumi di 13 kWh/100 km, si può pagare fino a 0,885 euro/kWh e restare più economici della benzina. Verso il diesel la soglia è 0,838 euro/kWh, mentre verso il GPL scende a 0,468 euro/kWh. In autostrada, dove i consumi aumentano, le soglie si abbassano. Si scende a 0,576 euro/kWh contro la benzina, 0,545 euro/kWh contro il diesel e solo 0,305 euro/kWh contro il GPL.
Questi valori aiutano a capire perché il prezzo della ricarica sia un elemento decisivo quando si vuole stabilire quanto conviene un’auto elettrica rispetto alle alternative.
Quanto si risparmia in un anno di percorrenza
Simuliamo un utilizzo annuo di 10.000 km a prevalenza urbana, con ricarica domestica a 0,25 euro/kWh. In questo scenario, la spesa elettrica complessiva si ferma a circa 325 euro. Nello stesso periodo, un’auto a benzina arriverebbe a spendere 1.151 euro, un diesel 1.090 euro e un veicolo a GPL 609 euro. Il risparmio netto accumulato in un anno tocca quindi gli 826 euro rispetto alla benzina. Sale a 765 euro rispetto al diesel e a 284 euro rispetto al GPL. Numeri che, sommati nel tempo, spiegano perché sempre più automobilisti scelgono l’elettrico anche solo per l’uso quotidiano in città.
Il confronto deve però tenere conto anche del contesto più ampio del caro carburanti. Le variazioni dei prezzi alla pompa possono infatti modificare il divario tra le diverse alimentazioni e rendere ancora più importante monitorare le spese effettive di utilizzo. Da verificare nel prossimo futuro, l’incidenza dello stop ai tagli sulle accise sul costo dei rifornimenti tradizionali e, indirettamente, sul confronto con la mobilità elettrica.
L’Osservatorio suggerisce inoltre di sfruttare il roaming tra operatori e le app di comparazione dinamica dei prezzi per individuare le tariffe più basse anche fuori casa ed effettuare un vero confronto tra prezzi prima di avviare una ricarica. Questo aiuta a individuare le tariffe più basse anche fuori casa. Utile anche tenere d’occhio le colonnine Supercharger aperte a tutti i brand, tra le più competitive del mercato per la ricarica ultra-fast.








