Confermata la tendenza: nel 2025 le auto elettriche costeranno molto meno di quelle a benzina o diesel che, al contrario, sembrano subire già rincari e aumenti. Ecco perché. 

Il 2025 potrebbe essere un anno molto importante per la transizione dai combustibili fossili in Italia, ma non solo. Il Piano Ue sul mercato auto, infatti, prevede sconti sulle auto elettriche e conseguenti rincari per le auto con motori termici, con multe ai costruttori che non si adegueranno alle normative sulle emissioni CO2.

Auto elettriche, sconti in arrivo nel 2025? La situazione dell’Italia

Nell’Unione Europea le regole sulle emissioni CO2 si sono inasprite e le case automobilistiche non possono più ignorare le eventuali sanzioni. Si prevedono quindi, grossi sconti sulle auto full electric o sulle full hybrid, anche se al momento non ci sono ancora conferme ufficiali.

In Italia, nonostante lo stop agli incentivi auto nel 2025 – anche se in alcune Regioni è ancora possibile richiederli – il mercato delle auto elettriche potrebbe dare buone soddisfazioni nei prossimi mesi. Per  quanto riguarda le auto termiche, invece, analizzando i listini si nota immediatamente l’aumento dei prezzi delle vetture nuove. Secondo i dati del Centro Studi Fleet&Mobility, dal 2019 al 2024 il prezzo medio di un’auto nuova in Italia è aumentato del 40%, da 21.000 euro a 30.000 euro.

Per ciò che concerne il mercato delle auto usate, si registra una maggiore domanda e i rivenditori sfruttano il periodo propizio per alzare i prezzi.

I fattori dietro a un ulteriore rincaro delle auto a benzina

Secondo il CEO di Renault, Luca de Meo, i prezzi per le auto nuove potrebbero continuare ad alzarsi nel prossimo futuro a causa di due fattori.

Il primo riguarda le già citate multe per le emissioni. Le case automobilistiche per evitare sanzioni dovrebbero arrivare a vendere una quota del 20-25% della gamma. Tuttavia raggiungere questo risultato sembra un’utopia visto il mercato stagnante. Come ha evidenziato l’esperto Denis Schemoul a Reuters, le case automobilistiche potrebbero alzare i prezzi delle auto a motore termico, utilizzando gli acquirenti come una sorta di «sussidio indiretto» così da far fronte alle sanzioni in arrivo.

Il secondo fattore riguarda l’omologazione Euro 7. Questa normativa entrerà in vigore dal 1° luglio 2025, praticamente a metà anno. Euro 7 introdurrà significative novità sul controllo delle emissioni, che saranno monitorate non solo durante la fase di omologazione, ma per l’intera vita utile del veicolo. Tra le principali innovazioni vi sono nuovi limiti per le emissioni generate da freni e pneumatici, applicabili anche ai veicoli elettrici, le cui batterie dovranno inoltre soddisfare requisiti minimi di prestazione e durata.

L’adeguamento alla normativa comporterà per i produttori la necessità di investire in tecnologie avanzate determinando un probabile aumento dei prezzi dei veicoli. L’entità di tale incremento è oggetto di dibattito: l’Acea, associazione dei costruttori europei, stima un aumento dei costi di produzione pari a circa 2.000 euro per vettura, mentre la Commissione Europea prevede costi aggiuntivi più contenuti, tra 180 e 450 euro.