Addio alle auto elettriche cinesi veloci capaci di raggiungere i 100 km/h in pochi secondi? A quanto pare sì e la ragione è chiara: gli ultimi aggiornamenti.
Le auto elettriche prodotte in Cina hanno stupito appassionati ed esperti per le loro funzionalità. Le auto cinesi presentano caratteristiche eccezionali in termini di potenza del motore, velocità, tempi di ricarica elettrica e autonomia della batteria. A ciò si aggiungono prezzi di listino ridotti a causa dei costi di produzione contenuti sul territorio cinese.
Non bisogna stupirsi se la loro crescita è esponenziale nel mercato europeo. Tuttavia, Pechino frena sulla produzione di auto elettriche super veloci. Perché?
Auto elettriche “frenate” in Cina: lo scenario
Attualmente in Cina ci sono 130 produttori di auto elettriche impegnati in una corsa al lancio del miglior prodotto. Ciò ha portato a una “guerra dei prezzi” e non solo: negli ultimi mesi c’è stata una “guerra delle caratteristiche“, con auto capaci di accelerazioni fenomenali. Tuttavia, questo ha provocato problemi di sicurezza stradale. Dunque, per aumentare la prevenzione degli incidenti, le autorità cinesi sembrano intenzionate a porre un freno mediante una revisione delle norme per l’immissione sul mercato dei nuovi veicoli.
Infatti, le auto del prossimo futuro, non dovrebbero essere autorizzate a scendere sotto la soglia dei 5 secondi nell’accelerazione da 0 a 100 km/h. Tale orientamento, valido per qualsiasi tipologia di propulsione ma destinato a incidere in misura particolare sui modelli elettrici, è stato inserito nella bozza di un regolamento volto ad aggiornare gli standard relativi alla sicurezza e al comportamento stradale nel Paese.
Se la proposta dovesse essere approvata, i costruttori sarebbero chiamati già dal 2026 a dotare i veicoli di un limitatore di prestazioni che si attiverebbe automaticamente a ogni avvio. Dal momento che la Cina è il principale mercato globale per i veicoli elettrici, una simile regolamentazione potrebbe orientare le strategie industriali dei produttori anche su scala internazionale, con possibili ripercussioni sull’Europa.
La decisione sulla produzione di NEV
Dalla Cina arrivano novità non solo sulle elettriche super veloci ma anche sulla produzione di NEV, full electric e ibride plug-in. Il Governo avrebbe deciso di fermare la concessione di incentivi statali alle aziende del settore automotive specializzate nella produzione di tali veicoli. Finora, nell’arco di 15 anni, queste società avevano ricevuto un totale di 220,8 miliardi di dollari in incentivi.
Tuttavia, quest’enorme quantità ha portato a un’eccessiva capacità produttiva, una prolungata guerra dei prezzi e una concorrenza ritenuta ormai insostenibile. Le priorità governative con il nuovo piano quinquennale 2026-2030 vengono così spostate verso ambiti quali le tecnologie quantistiche, la bio-manifattura, l’idrogeno e la fusione nucleare.
In questo nuovo scenario, i costruttori cinesi saranno chiamati a sostenersi senza il supporto pubblico e non tutti saranno in grado di farlo. Di conseguenza, la fine degli incentivi potrebbe intensificare ulteriormente la pressione sui mercati europei, considerati da molte aziende un canale di sbocco essenziale. Esiste tuttavia anche un potenziale effetto positivo per l’Europa: l’assenza di aiuti statali dovrebbe limitare politiche di prezzo eccessivamente aggressive, non più economicamente sostenibili per numerosi produttori.








