Auto elettriche e perdita di carica: quanto incide davvero il “Vampire Drain”? Non tutte le vetture elettriche si comportano allo stesso modo quando restano ferme: nella maggior parte dei casi il calo è minimo, ma esistono eccezioni.
Si parla sempre più spesso di “Vampire Drain”, ovvero della riduzione della carica nelle auto elettriche lasciate inattive per diversi giorni. Un fenomeno reale, ma che nella maggior parte delle situazioni resta contenuto. Nell’esperienza quotidiana, infatti, dopo una settimana di sosta la perdita si aggira generalmente tra l’1% e il 2%, con possibili valori leggermente superiori solo quando fa più freddo. Tuttavia, alcune segnalazioni indicano comportamenti meno efficienti, con cali più evidenti.
Le cause possono essere diverse e non sempre immediatamente intuibili. Tra queste, un ruolo centrale è spesso svolto da componenti secondari e da alcune abitudini d’uso che incidono più del previsto sul consumo energetico complessivo. Per mantenere sempre sotto controllo il livello della batteria ed evitare inconvenienti legati a soste prolungate, è utile affidarsi a un servizio di ricarica per auto elettriche efficiente.
Ecco tutti i dettagli.
Vampire-Drain: il ruolo della batteria a 12V e dei sistemi attivi
Nonostante la presenza della batteria principale ad alta capacità, ogni auto elettrica si affida ancora a una tradizionale batteria da 12 volt per alimentare le funzioni di base. Se quest’ultima si scarica rapidamente, il sistema attinge energia dalla batteria di trazione per mantenerla operativa, accelerando così il calo complessivo della carica.
Anche l’interazione frequente con l’auto tramite applicazioni dedicate può incidere sui consumi. Verificare spesso lo stato del veicolo o la sua posizione attiva infatti diversi sistemi elettronici. In alcuni casi, per evitare un eccessivo consumo, il software limita temporaneamente le funzioni remote: un comportamento normale e previsto.
A questi fattori si aggiungono aggiornamenti software automatici e possibili impostazioni lasciate attive involontariamente, che possono contribuire a un consumo energetico meno evidente ma continuo. Inoltre, batterie ausiliarie non perfettamente dimensionate possono aumentare la frequenza dei cicli di ricarica, incidendo sull’efficienza complessiva.
I modelli più efficienti e quelli più esigenti
I test condotti da ADAC mostrano differenze significative tra i vari modelli. Tra le auto più parsimoniose figurano Volkswagen ID.3 e Volkswagen ID.4, che registrano perdite inferiori al 2% a settimana. Anche diversi modelli BMW evidenziano consumi contenuti, mentre Hyundai IONIQ 5 e Kia EV6 si distinguono per dispersioni particolarmente ridotte.
Al contrario, alcune vetture mostrano valori più elevati. I modelli Rivian R1T e Rivian R1S possono superare l’1% di perdita giornaliera, mentre Mercedes-Benz EQE e Mercedes-Benz EQS si collocano tra lo 0,5% e l’1% al giorno. I dati più variabili riguardano alcune versioni di Tesla Model S e Tesla Model X, dove l’attivazione di funzioni come la modalità Sentinella può incidere sensibilmente sui consumi.
Fonte foto: Sito Ufficiale Kia








