Nel contesto di una crisi globale senza precedenti scaturita dalla pandemia di COVID-19, il Made in Italy dell’auto affronta sfide rilevanti ma si proietta verso il futuro con rinnovato impegno.

Il settore automotive italiano, un tempo florido e dinamico, ha subito un duro colpo dalla pandemia di COVID-19, con una produzione che ha segnato un calo significativo. Tuttavia, le aziende del settore stanno mostrando una notevole capacità di resilienza, adottando strategie volte alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e alla riconquista di mercati, sia interni che esterni.

Contesto e panorama del Made in Italy dell’auto

Come evidenzia un report della Fondazione Symbola, l’industria automotive in Italia rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, caratterizzato da un mix unico di tradizione artigianale e spinta all’innovazione. Con un fatturato complessivo di 335 miliardi di euro e un impiego diretto e indiretto di circa 1,23 milioni di persone, il settore si conferma come uno degli asset strategici per il Made in Italy. La filiera automotive, comprensiva di costruttori di veicoli, componentisti e servizi correlati, genera un valore aggiunto che incide significativamente sul PIL nazionale.

Nonostante la crisi innescata dalla pandemia di COVID-19 abbia rappresentato un punto di svolta critico, con un calo produttivo che ha toccato il -36,9% nel primo semestre 2020 rispetto all’anno precedente, l’industria si è mossa rapidamente verso strategie di rilancio. Queste strategie sono state incentrate sull’accelerazione verso l’elettrificazione, la digitalizzazione e la sostenibilità, testimoniando la resilienza e la capacità di adattamento delle aziende italiane di fronte alle sfide globali.

La spesa in R&S delle imprese operanti in Italia, pari a circa 1,79 miliardi di euro, sottolinea un impegno forte verso l’innovazione, posizionando il settore della produzione di autoveicoli al secondo posto dopo la fabbricazione di macchinari per investimenti in ricerca e sviluppo. Questo contesto, seppur complesso, delinea un panorama in cui l’industria automotive italiana non solo cerca di superare le attuali difficoltà, ma si proietta con determinazione verso un futuro di rinnovamento e crescita sostenibile.

La sharing mobility in Italia: dati e tendenze

Nell’ambito delle strategie di rilancio del settore automotive italiano, la sharing mobility rappresenta un’area di particolare interesse e crescita, anche alla luce delle sfide imposte dalla pandemia. Secondo gli ultimi dati disponibili, i servizi di car sharing in Italia continuano a registrare trend positivi, con un aumento significativo sia delle flotte che degli iscritti.

Nel 2019, le flotte di car sharing free-floating (veicoli che possono essere prelevati e lasciati liberamente all’interno di un’area urbana) hanno visto una crescita del 3,3%, mentre i noleggi sono aumentati dell’1,5%. Ancora più marcata è stata la crescita delle flotte station-based (veicoli prelevati e restituiti in punti fissi), con un incremento del 6,9% e dei noleggi del 33,7%. Gli iscritti ai servizi di car sharing hanno visto un incremento del 28,7% rispetto all’anno precedente.

La svolta elettrica: l’ascesa dei veicoli elettrici in Italia

L’industria automotive italiana sta vivendo una svolta significativa con l’accelerazione verso l’elettrificazione dei veicoli, un trend che si inserisce all’interno di una strategia complessiva di rinnovamento e sostenibilità. Nel 2019, l’Italia ha visto un incremento marcato delle vendite di veicoli elettrici (qui i dati sul mercato delle auto elettriche nel 2023), con una crescita stimata a 2,39 milioni di unità a livello globale, segnalando l’interesse crescente verso soluzioni di mobilità sostenibile. Questo interesse si riflette anche nella rete di infrastrutture di ricarica pubbliche, con l’Italia che ne conta oggi 11.800, numero in continua crescita grazie agli incentivi e alle politiche di supporto all’installazione di nuove stazioni, sia pubbliche che private.

In questo contesto, il settore si sta adattando rapidamente, con la produzione mondiale di EV che nel 2018 ha registrato un aumento del 77%, passando da 695.000 a 1,23 milioni di unità prodotte, evidenziando il ruolo chiave che l’Italia gioca in questo scenario di cambiamento. La conversione verso l’elettrico non solo risponde alle crescenti preoccupazioni ambientali ma si inserisce in una strategia più ampia di rinnovamento tecnologico e di adeguamento ai nuovi standard di mobilità globale, ponendo le basi per un futuro più sostenibile e innovativo per l’automotive italiano.

Le alimentazioni alternative nel panorama automotive italiano

Oltre alla crescente adozione dei veicoli elettrici puri, il Made in Italy sta esplorando con vigore il potenziale di altre alimentazioni alternative al carburante tradizionale, posizionandosi come uno dei mercati più dinamici in questo ambito. Il settore dei veicoli ibridi, ad esempio, ha registrato una crescita consistente, con 109.789 unità vendute nel 2019, un incremento che riflette la crescente domanda di soluzioni più sostenibili rispetto ai tradizionali motori a combustione interna. Parallelamente, l’Italia mantiene una posizione di leadership nel mercato dei veicoli alimentati a gas (GPL e metano), con una quota significativa delle vendite europee.

Questa propensione verso il gas naturale compresso (CNG) e il gas di petrolio liquefatto (GPL) dimostra un impegno concreto nella diversificazione delle fonti energetiche per la mobilità, contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici. In aggiunta, l’interesse verso l’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sta crescendo, supportato da iniziative sia pubbliche che private volte a sviluppare l’infrastruttura necessaria per la sua distribuzione e utilizzo. Questa apertura verso multiple opzioni di alimentazione alternativa non solo mette l’Italia in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione globale ma evidenzia anche la volontà del Paese di giocare un ruolo di primo piano nell’evoluzione verso un sistema di mobilità più pulito, efficiente e sostenibile.

Strategie di rilancio nel contesto italiano

Per affrontare l’impatto della pandemia e orientarsi verso una ripresa efficace, l’industria automotive italiana ha delineato strategie di rilancio focalizzate su innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Queste strategie si basano su un impegno concreto verso la mobilità elettrica, con l’obiettivo di rafforzare il settore dei veicoli elettrici e ibridi, evidenziato dagli investimenti fissi lordi pari a 3,3 miliardi di euro, che rappresentano il 10,8% degli investimenti della manifattura italiana.

Inoltre, vi è un focus significativo sul potenziamento delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, con una progettazione orientata alla diffusione della rete 5G per supportare la connettività veicolare e le “smart road”. Questo approccio si completa con l’adozione di modelli di business innovativi come il car sharing e il mobility-as-a-service, per rispondere alle mutate esigenze di mobilità urbana e ridurre l’impatto ambientale