Green Ncap ha stilato la nuova classifica delle auto meno inquinanti del 2025, valutando l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita. In testa MINI Cooper E e FIAT 600e, simboli di una mobilità sempre più efficiente.
Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata una delle principali sfide dell’industria automobilistica. Non basta più ridurre le emissioni allo scarico: oggi si guarda all’impatto ambientale di un’auto nel suo complesso, dal momento in cui viene prodotta fino al suo smaltimento. È in questa prospettiva che Green Ncap – iniziativa indipendente collegata a Euro Ncap – ha stilato una nuova classifica delle auto più “pulite”, basandosi su un’analisi approfondita del ciclo di vita dei veicoli.
Le sorprese non mancano: tra le auto più sostenibili non ci sono solo i grandi SUV elettrici o le berline di lusso, ma anche citycar compatte che dimostrano come l’efficienza possa nascere dalla semplicità.
Un nuovo approccio: la sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita
La terza serie di test Green Ncap 2025 ha introdotto un cambiamento di prospettiva fondamentale: per la prima volta, la valutazione non riguarda solo l’uso su strada, ma l’intero Life Cycle Assessment (LCA) del veicolo. Questo significa che vengono considerati tutti gli impatti ambientali generati lungo la vita dell’auto:
- Estrazione e produzione delle materie prime, inclusa la batteria nel caso dei modelli elettrici;
- Distribuzione e uso quotidiano, con analisi dei consumi in condizioni reali di caldo e freddo;
- Manutenzione, riciclo e smaltimento finale.
Per uniformare i confronti, gli esperti di Green Ncap hanno ipotizzato una durata media di 16 anni e 240.000 chilometri percorsi per ciascun veicolo. Le prove, condotte sia in laboratorio sia su strada, hanno permesso di calcolare un punteggio complessivo che tiene conto di tre parametri chiave: Clean Air (qualità dell’aria), Energy Efficiency (efficienza energetica) e Greenhouse Gas (gas serra).
Il risultato finale viene espresso in stelle (da 0 a 5) e in percentuale, fornendo così una valutazione chiara e immediata dell’impatto ambientale del mezzo.
Le più virtuose: MINI Cooper E e FIAT 600e in testa alla classifica
A dominare la graduatoria 2025 sono due piccole elettriche europee: MINI Cooper E e FIAT 600e, entrambe premiate con 5 stelle. La MINI si è aggiudicata il primo posto assoluto con un punteggio medio del 97%, seguita a un solo punto di distanza dalla FIAT, ferma al 96%.
Il loro segreto? Una batteria di dimensioni contenute (40,7 kWh per la MINI, 54 kWh per la FIAT) che riduce le emissioni durante la produzione e migliora l’efficienza complessiva in marcia. Un peso inferiore significa infatti minore consumo di energia, minore usura di freni e meno particolato degli pneumatici.
Nei test su strada con clima caldo, la MINI ha registrato un consumo medio di 15,0 kWh ogni 100 km, mentre la FIAT si è attestata a 15,5 kWh/100 km. Sul fronte dell’autonomia, invece, emerge il limite principale dei modelli compatti:
- MINI Cooper E: 268 km di autonomia reale stimata in condizioni favorevoli, che scendono a 184 km con temperature rigide;
- FIAT 600e: 340 km in estate, 225 km in inverno.
Un compromesso accettabile, se si considera che la produzione di batterie più piccole contribuisce in modo decisivo alla sostenibilità complessiva del veicolo.
Terza sul podio, ma sempre a 5 stelle, la Citroën ë-C3, con un punteggio medio del 91%: un risultato eccellente che conferma il ruolo delle citycar elettriche come protagoniste della transizione ecologica urbana.
Le buone alternative: Volvo, Mercedes e Hyundai tra le “quattro stelle”
Scendendo di una mezza stella, si trovano comunque modelli con prestazioni ambientali di rilievo. La Volvo EX30, SUV compatto elettrico, ha ottenuto 4,5 stelle e un punteggio dell’89%, seguita dalla Mercedes EQE 350+ con 4 stelle e 70%.
Entrambe dimostrano che anche i veicoli di fascia medio-alta possono essere sostenibili, ma evidenziano come il peso e la dimensione delle batterie restino fattori critici: più energia immagazzinata significa maggiore autonomia, ma anche un impatto più alto nella produzione e nella fase di smaltimento.
Tra le auto con motore a combustione, spicca la Hyundai i20, che conquista 3,5 stelle e un 60% di punteggio: un risultato che Green Ncap definisce “apprezzabile” per un’auto a benzina, grazie ai consumi contenuti – a serbatoio pieno dopo il rifornimento di carburante può percorrere dai 400 ai 500 km – e alle emissioni limitate.
Segue la BMW Serie 1 (3 stelle, 59%), che conferma come i propulsori termici moderni possano ancora competere sul piano dell’efficienza, pur senza raggiungere i livelli delle migliori elettriche.
Il fondo della classifica
Non tutte le vetture testate hanno brillato nei risultati. Nella parte bassa della classifica compaiono modelli ibridi e diesel che, pur offrendo prestazioni solide su strada, risultano più impattanti sul piano ambientale complessivo.
La Renault Rafale (full hybrid) ha ottenuto 3 stelle e 57%, seguita dal SUV elettrico Kia EV9 (3 stelle, 56%) e dalla Volkswagen Passat mild hybrid (3 stelle, 55%).
Più distanziate le Mazda CX-30 (ibrida, 2,5 stelle e 44%) e Mazda CX-80 (diesel, 2 stelle e 34%), che chiudono la graduatoria. In particolare, il motore diesel continua a rappresentare una delle scelte più penalizzate nei test sul ciclo di vita, a causa delle emissioni più elevate di gas serra e della maggiore complessità nello smaltimento dei componenti.







