Nasce una banca dati online dedicato alle auto richiamate, che permette di verificare se un’auto è coinvolta in una campagna di richiamo non ancora effettuata. Uno strumento pensato per aumentare sicurezza e trasparenza nel settore automobilistico.
Le prossime settimane portano diverse novità normative nel settore automobilistico. Tra queste non c’è solo la possibilità di rottamare auto sottoposte a fermo amministrativo: sta per entrare in funzione anche un nuovo sistema di controllo dedicato alle campagne di richiamo delle case automobilistiche.
Come ricorda Federcarrozzieri, verrà infatti attivato un database pubblico che raccoglie i dati delle auto per le quali è stata avviata una campagna di richiamo ma che non sono mai state portate in officina per l’intervento di correzione. Si tratta di un passo importante per la sicurezza stradale, perché consentirà di individuare più facilmente veicoli potenzialmente pericolosi ancora in circolazione.
Per i proprietari diventa quindi ancora più importante verificare periodicamente lo stato della propria auto, sia per quanto riguarda eventuali richiami tecnici sia per la copertura assicurativa: un’assicurazione auto aggiornata resta infatti uno degli strumenti fondamentali per tutelarsi in caso di incidenti o guasti imprevisti.
Detto questo, andiamo ad analizzare nel dettaglio come funziona il nuovo database delle auto richiamate.
Il nuovo archivio online delle auto richiamate: come funziona
Dal 17 febbraio è attivo un archivio digitale dedicato alle vetture che non sono state sottoposte agli interventi previsti dalle campagne di richiamo dei costruttori. In questo sistema le case automobilistiche dovranno segnalare i veicoli che, dopo 24 mesi dall’avvio della procedura di richiamo, non sono ancora stati portati in assistenza per la riparazione o la messa in sicurezza.
La misura nasce dall’esigenza di gestire un fenomeno sempre più diffuso. Le automobili moderne sono infatti molto più complesse dal punto di vista tecnologico e questo ha portato a un aumento delle campagne di richiamo negli ultimi anni. Non sempre, però, i proprietari vengono informati in modo tempestivo o efficace, con il risultato che numerosi veicoli continuano a circolare senza gli interventi necessari.
Con la nuova banca dati, sia i cittadini sia le forze dell’ordine potranno verificare in qualsiasi momento la situazione di un veicolo. Il controllo sarà possibile tramite il Portale dell’Automobilista oppure attraverso una specifica applicazione mobile.
Secondo Davide Galli, presidente dell’associazione delle autocarrozzerie, l’introduzione del sistema rappresenta un passo avanti significativo sul fronte della sicurezza. L’aumento delle tecnologie a bordo ha moltiplicato i richiami delle case costruttrici, ma le comunicazioni agli automobilisti non sempre riescono a raggiungere tutti i proprietari. Il nuovo archivio dovrebbe quindi rendere più semplice individuare le vetture che necessitano di interventi.
Più trasparenza anche nel mercato dell’usato
Il database potrà essere utile anche a chi sta acquistando un’auto usata. Prima di concludere la trattativa sarà infatti possibile verificare se il veicolo è coinvolto in richiami ancora aperti, evitando sorprese dopo l’acquisto.
Alcune campagne di richiamo riguardano infatti componenti molto importanti per la sicurezza. Tra i casi più noti c’è quello degli airbag difettosi prodotti da Takata, che negli anni hanno coinvolto milioni di veicoli in tutto il mondo.
La nuova normativa introduce inoltre sanzioni specifiche. I costruttori rischiano multe fino a 60.000 euro per ogni intervento non adottato, mentre per i proprietari che circolano con un veicolo inserito nell’elenco delle auto non riparate è prevista una sanzione di 173 euro.
L’introduzione del database è prevista da un decreto della Motorizzazione civile che applica il nuovo articolo 80 bis del Codice della strada, inserito con la riforma del 2024. L’obiettivo è migliorare i controlli e ridurre il numero di veicoli potenzialmente pericolosi ancora presenti sulle strade italiane.








