Il mercato internazionale dell’auto forse non è mai stato così instabile e dinamico come in questi ultimi tempi, a causa anche dei dazi imposti dal presidente americano. Esiste però una categoria di vetture esclusa dalle nuove tasse doganali: si tratta delle auto storiche.
Mentre Trump sta valutando l’esenzione temporanea dei dazi che, paradossalmente, potrebbero ritorcersi contro il mercato delle auto elettriche americane, l’Europa pensa ad un piano di rilancio per il settore dell’automotive. E c’è un’altra notizia positiva: le auto storiche non subiranno l’applicazione dei nuovi dazi facendo tirare un sospiro di sollievo a collezionisti e appassionati.
I dazi americani sulle auto importate
I dazi del 25% imposti da Trump sulle auto importate negli Stati Uniti a partire dal “D-Day” del 2 aprile, hanno provocato, oltre ad una forte incertezza nel mercato internazionale, ad un notevole aumento dei prezzi delle vetture europee negli Stati Uniti.
C’è però un’eccezione: le auto storiche e d’epoca sono escluse dai nuovi dazi, grazie all’applicazione di una norma federale che prevede, per le vetture con almeno 25 anni di età, il pagamento della sola tassa doganale standard del 2,5%.
Come funziona l’esenzione dei dazi per le auto storiche
La disposizione “25-Year Import Rule“, infatti, afferma che l’importazione di veicoli stranieri adibiti al trasporto di passeggeri e degli autocarri leggeri, può avvenire senza l’applicazione dei dazi, se prodotti almeno 25 anni prima delle data di ingresso. Questi veicoli sono anche esclusi dal rispetto dei moderni standard previsti per la sicurezza stradale e per la riduzione delle emissioni.
L’ordine sui dazi emanato dalla Casa Bianca aveva suscitato timori anche per queste vetture di grande valore storico e culturale e l’Italia, forte della sua importante tradizione automobilistica, avrebbe potuto subire gravi ripercussioni.
Modelli di marchi leggendari, come Lamborghini, Ferrari e Maserati, rischiavano una forte penalizzazione a causa di queste scelte politiche, con pesanti ricadute su un mercato tanto prestigioso quanto redditizio, seppur di nicchia.
Possibili dazi sui ricambi e per le restomod?
Ma, se da un lato le vetture storiche hanno ricevuto la “grazia”, la stessa sorte potrebbe non toccare ai ricambi. I nuovi provvedimenti, in via di definizione e attesi per maggio, potrebbero infatti includere alcune tipologie di componenti.
Sarà fondamentale quindi capire quali parti riguarderanno, facendo una possibile distinzione tra i “new old stock” (i fondi di magazzino) e i ricambi di nuova produzione realizzati per le vetture classiche. Un’altra incognita riguarda i restomod, ovvero il restauro delle auto d’epoca dall’estetica originale con l’aggiunta di componenti e tecnologie moderni.
Auto storiche che passione
L’esenzione dai dazi dalle auto storiche rappresenta una buona notizia per il settore: le vetture classiche europee ricevono ovunque numerosi apprezzamenti e gli Stati Uniti rappresentano il mercato più grande a livello mondiale.
In Italia, il mercato delle auto storiche e d’epoca – legato anche alla loro manutenzione e al loro utilizzo nel turismo (ad esempio al noleggio per feste e matrimoni) – è valutato intorno ai 2,2 miliardi all’anno, mentre l’intero valore del patrimonio delle vetture da collezione si aggira sui cento miliardi.
Il 1° Rapporto sul mondo delle auto storiche dell’ACI realizzato nel 2023 ha analizzato i 40,2 milioni di vetture circolanti in Italia, rilevando che 4,3 milioni rientrano nella categoria delle auto storiche.
Inoltre, sul totale, 10 milioni hanno più di 20 anni e possono essere quindi iscritte all’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, accedendo anche alle agevolazioni previste per l’assicurazione auto.







