Autovelox ed esodi estivi: ecco il primo importante banco di prova per le nuove regole su installazione e utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità, attese da 14 anni e recentemente entrate in vigore.
Con l’inizio dell’estate è partita anche la stagione delle vacanze. Come ogni anno si registra un’intensificazione del traffico sulle arterie stradali italiane. E con un maggior numero di auto e mezzi in circolazione, anche la probabilità di infrazioni e incidenti diventa più elevata. Nelle scorse settimane, inoltre, è entrato in vigore il cosiddetto Decreto Autovelox che – insieme al nuovo Codice della Strada – ha introdotto diverse modifiche nella regolamentazione di tali apparecchiature. La corretta interpretazione delle norme aggiornate sarà fondamentale per limitare la possibile valanga di ricorsi contro le multe che ne potrebbe scaturire, a partire dalla questione relativa all’omologazione degli impianti.
Diamo ora un’occhiata alle regole sugli autovelox nel dettaglio. Da considerare che non riguardano le postazioni presidiate dagli agenti, ma quelle fisse o mobili per le rilevazioni automatiche con successiva notifica del verbale al trasgressore. Cioè la maggioranza.
Autovelox ed esodi estivi: dove si possono incontrare
Per chi viaggia in questo periodo, è consigliabile tenere presente la tipologia di strada che si sta percorrendo. Infatti, relativamente agli autovelox, le casistiche previste dal decreto sono differenti.
I controlli elettronici della velocità sono sempre possibili su:
- Autostrade: limite 130 chilometri all’ora;
- Strade extraurbane principali: comunemente note come “superstrade”, limite fino a 110 chilometri all’ora.
I controlli elettronici della velocità sono soggetti a restrizioni su:
- Strade urbane: limite 50 chilometri all’ora (alzabile a 70 km/h su quelle di scorrimento);
- Strade extraurbane non principali (statali, regionali, provinciali): limite 90 chilometri all’ora.
Nelle ultime due, per effettuare rilevamenti della velocità è necessaria la presenza di almeno una di queste tre condizioni:
- Alta incidentalità (in base ai dati dei precedenti cinque anni su incidenti legati alla velocità elevata);
- Impossibilità o grave difficoltà di fermare subito i trasgressori (per situazioni contingenti o caratteristiche della strada);
- Velocità reali oltre i limiti (documentate dall’ente gestore).
Le regole per le postazioni fisse e mobili
Le regole per le postazioni autovelox fisse si differenziano in base al fatto se siano ubicate lungo strade urbane o extraurbane. Le postazioni fisse urbane sono vietate nelle zone con limiti inferiori a 50 km/h (quindi nelle Zone 30 sono consentiti solo presidi diretti degli agenti) o se il limite temporaneo della via in questione è inferiore di oltre 20 km/h rispetto alla velocità massima relativa a quella tipologia di strada. L’ente gestore deve inoltre valutare se è possibile l’installazione dei dossi rallentatori previsti dal Codice della Strada.
Le postazioni fisse extraurbane, allo stesso modo, sono permesse solo se il limite locale non è inferiore di oltre 20 km/h a quello generale della tipologia di strada in questione, con deroghe previste in base a criticità specifiche. I controlli della velocità media sono consentiti soltanto su tratti con limite uniforme e senza diramazioni, per evitare eccessivi frazionamenti.
Per quanto riguarda le postazioni autovelox mobili collocate temporaneamente a bordo strada, eventualmente presidiati a distanza e senza fermo immediato dei trasgressori, la situazione in sostanza è la stessa. Sono infatti consentite solo nei tratti di strada dove il limite non è inferiore di oltre 20 km/h a quello generale fissato per il tipo di strada.
Occhio alla segnaletica di preavviso
Per concludere, un aspetto fondamentale per la legittimità degli autovelox è la segnaletica di preavviso, che è obbligatoria per legge. Le distanze previste dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fin dal 2007 sono:
- 250 metri per autostrade e strade extraurbane principali;
- 150 metri per strade extraurbane non principali e strade urbane di scorrimento;
- 80 metri per strade urbane.
Tra il segnale di limite di velocità e la postazione di controllo deve esserci almeno 1 chilometro. Tra due postazioni, invece, le distanze minime sono:
- 4 chilometri in autostrada;
- 3 chilometri sulle strade extraurbane principali;
- 1 chilometro sulle strade extraurbane non principali e urbane.





