Gli autovelox nei piccoli comuni possono trasformarsi in un tesoro, mentre i dati evidenziano un calo dei proventi nelle grandi città italiane. Anche se alcune vanno in controtendenza. Scopriamo di più su questa situazione.

Argomento di discussione continua presso gli automobilisti, soprattutto nel caso degli autovelox illegali e su come sapere se la multa si deve pagare o no, i dispositivi di rilevamento della velocità sono oggetto di continue evoluzioni. Come, ad esempio, la futura possibilità di individuare i veicoli senza assicurazione auto.

In questo contesto, è utile conoscere quali sono gli autovelox omologati e le autostrade sorvegliate da tutor e autovelox. E che esiste un censimento degli autovelox disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con tanto di stop alle multe se il dispositivo non è presente nella piattaforma.

Autovelox: l’indagine del Codacons

Secondo un’indagine del Codacons, elaborata sui dati trasmessi dai comuni al Ministero dell’Interno entro la fine di maggio 2026, le entrate da sanzioni elevate per mancato rispetto dei limiti di velocità tramite rilevamento elettronico nel 2025 sono scese del -8,9% rispetto al 2024.

Il dato si riferisce alle 20 principali città italiane (eccetto Napoli che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) e il totale del denaro incassato ammonta a 56,5 milioni di euro, rispetto ai 62,1 milioni dell’anno precedente. Un calo, dunque, di circa 5,5 milioni.

Secondo l’associazione del consumatori, è ancora presto per notare un reale impatto del suddetto censimento (terminato lo scorso novembre) che obbliga i comuni a rendere trasparenti i dati sui dispositivi, pena la nullità delle multe stradali.

Inoltre, regole più stringenti e sentenze della Cassazione hanno indotto molte amministrazioni locali a disattivare strumenti approvati ma non omologati (il 71%, secondo il MIT).

Multe in calo nei grandi centri

Prima di passare ad analizzare i piccoli comuni, la città che nel 2025 ha registrato maggiori entrate dai dispositivi di rilevamento è di gran lunga Firenze, con 19,7 milioni di euro, oltre 10 in più rispetto alla seconda, Bologna. Ecco la classifica:

  • Firenze: 19,7 milioni;
  • Bologna: 9,2 milioni;
  • Milano: 6,9 milioni;
  • Genova: 4,8 milioni;
  • Palermo: 4,2 milioni.

Considerando invece l’andamento, emerge la netta diminuzione degli incassi in vari grandi centri urbani:

  • Trieste: -94,5%;
  • Bolzano: -84,2%;
  • Bari: -73%.

Negativo anche il calo di Roma, con una flessione del -52%, passando da 4,8 a 2,3 milioni incassati dalle multe elevate da controllo elettronico. A Milano gli incassi sono scesi da 10,6 a 6,9 milioni (-34,8%). Crescono invece Ancona con un +116% nei proventi da autovelox, seguita da Genova (+54%) e Cagliari (+42%).

Autovelox nei piccoli comuni: una miniera d’oro

Veniamo ora alla questione degli autovelox nei piccoli comuni, spesso additati come mezzi di considerevoli entrate finanziarie anche milionarie per le amministrazioni locali. Ci sono casi, infatti, che non smettono di avvalorare questa convinzione così diffusa presso i cittadini.

Uno dei record di incassi da autovelox nel 2025 è stato registrato in Salento e appartiene a Galatina, cittadina della Puglia di circa 26.000 abitanti: 5,3 milioni di euro, più di diverse grandi città. Non solo: sommando l’intera provincia di Lecce e altri comuni particolarmente “sanzionatori” come Cavallino e Trepuzzi, oltre al capoluogo, si sale a 9,3 milioni di entrate.

Altri 2,8 milioni sono stati incassati complessivamente da cinque comuni della Campania lungo la SS372 Telesina, tutti in provincia di Benevento. Si tratta di:

  • Puglianello: 1.142.806 euro;
  • Torrecuso: 827.713 euro;
  • Paupisi: 482.961 euro;
  • Solopaca: 295.000 euro;
  • Castelvenere 75.220 euro.

Il caso più strano, tuttavia, è in Veneto: l’unico autovelox di Colle Santa Lucia, paesino di 300 abitanti sulle Dolomiti in provincia di Belluno, ha fruttato oltre 2 milioni di euro tra 2021 e 2025, in media 5.989 euro per residente.

Questi dati confermano che, grazie ad alcune strade particolarmente trafficate, gli autovelox nei piccoli comuni possono trasformarsi in una notevole fonte di gettito. Al di là della popolazione, infatti, ciò dipende dall’intensità dei flussi che attraversano determinate arterie.