Nel 2025 sono diminuiti bagagli smarriti, in ritardo o danneggiati, ma il settore continua a sostenere costi altissimi. L’innovazione punta ora su intelligenza artificiale e tracciamento in tempo reale delle valigie.
Perdere il proprio bagaglio continua a essere uno dei timori più diffusi tra chi prende l’aereo, ma i numeri mostrano un netto miglioramento. Secondo il SITA Baggage IT Insights Report 2026, nel corso del 2025 circa 5 miliardi di passeggeri hanno viaggiato in aereo nel mondo e 24 milioni di bagagli sono stati gestiti in modo non corretto, tra smarrimenti, ritardi nella riconsegna e danni.
Si tratta comunque di un calo del 23% rispetto all’anno precedente, segno che la crescente digitalizzazione delle operazioni aeroportuali sta iniziando a dare risultati concreti.
Parallelamente, gli aeroporti stanno investendo nell’intera esperienza di viaggio. Oltre ai sistemi sempre più evoluti per la gestione dei bagagli, si stanno diffondendo anche servizi come il Fast Track, che consentono di accedere a corsie dedicate ai controlli di sicurezza. Uno strumento utile per ridurre i tempi di attesa e rendere più veloce il passaggio in aeroporto, soprattutto negli scali più trafficati.
Quanti bagagli vengono smarriti e quanto costano i disservizi
Sebbene il trend sia positivo, i disguidi continuano a interessare milioni di passeggeri ogni anno. Nel 2025 i bagagli persi in aeroporto sono stati circa 2.500 in tutto il mondo, mentre oltre 63.000 sono stati riconsegnati in ritardo oppure sono arrivati danneggiati nell’arco di 24 ore. Complessivamente i bagagli gestiti in modo non corretto sono stati 24 milioni.
Oltre al disagio per i viaggiatori, il fenomeno pesa anche sui bilanci delle compagnie aeree e degli operatori aeroportuali. La gestione degli errori, infatti, costa ogni anno circa 6,3 miliardi di dollari. La spesa media è di circa 260 dollari per ciascun bagaglio coinvolto. Considerando che il profitto netto medio delle compagnie è di appena 8 dollari per passeggero, un solo bagaglio gestito male può annullare il margine generato da oltre trenta posti venduti. Cinque bagagli, invece, sono sufficienti a cancellare il profitto di un intero volo.
La parte più consistente dei costi deriva dai bagagli consegnati in ritardo, con circa il 70% della spesa complessiva a causa delle operazioni necessarie per recuperarli, reinstradarli e recapitarli ai proprietari (in un caso una coppia di turisti è stata anche risarcita per “danno da stress”). A pesare nel caso di bagagli smarriti o danneggiati sono invece proprio gli indennizzi ai passeggeri.
La principale causa dei disservizi resta il trasferimento tra voli in coincidenza, responsabile del 39% dei casi registrati nel 2025, una quota comunque in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Dove si perdono meno bagagli
Dal punto di vista geografico, l’Asia-Pacifico continua a registrare le migliori performance, con appena 3,41 bagagli gestiti in modo non corretto ogni mille passeggeri e il costo medio più basso per pratica.
Anche il Medio Oriente presenta meno problemi, grazie a infrastrutture aeroportuali più recenti e fortemente automatizzate. Le peggiori sono Europa e Nord America: continuano a registrare costi medi più elevati per ciascun bagaglio coinvolto in un disservizio.
Bagagli smarriti in calo grazie alla digitalizzazione
Il dato più incoraggiante del rapporto riguarda proprio la riduzione del tasso di bagagli mal gestiti. Nel solo 2025 il calo è stato del 23%, mentre rispetto al 2007 il tasso complessivo si è ridotto di quasi tre quarti.
Il miglioramento non è dovuto a una singola innovazione, ma all’integrazione di più sistemi digitali che oggi dialogano tra loro: la condivisione dei dati in tempo reale, l’impiego dell’intelligenza artificiale per l’instradamento dei bagagli, il bag drop biometrico e i dispositivi di tracciamento utilizzati dagli stessi passeggeri stanno rendendo più efficiente l’intera filiera aeroportuale.
Sempre stando al report di SITA, la gestione dei bagagli sta progressivamente passando da semplice processo logistico a vero e proprio servizio digitale. I viaggiatori si aspettano di poter conoscere in ogni momento la posizione della propria valigia e di contribuire direttamente al suo monitoraggio attraverso gli strumenti tecnologici disponibili.
Le nuove tecnologie che cambieranno ancora il modo di viaggiare
L’evoluzione è destinata ad accelerare nei prossimi anni. Diverse le innovazioni già operative, come l’integrazione di Find My di Apple con il sistema SITA WorldTracer. Nel primo anno di utilizzo ha ridotto del 90% i casi di smarrimento e accelerato del 26% il recupero dei bagagli consegnati in ritardo. Più recentemente è stata integrata anche la funzione Find Hub di Google, che permette ai passeggeri di condividere la posizione dei propri oggetti durante le operazioni di ricerca.
Anche l’IA sta modificando profondamente le procedure operative. Un esempio arriva dal sistema Auto Reflight di SITA, adottato da Thai Airways. Questo ha ridotto da circa tre minuti a un solo secondo il tempo necessario per riassegnare automaticamente il percorso di ciascun bagaglio in caso di modifiche all’itinerario.
Lo sviluppo tecnologico guarda però già oltre. L’obiettivo è arrivare a un modello nel quale il bagaglio possa essere etichettato direttamente da casa. Ma anche assegnati ai sistemi aeroportuali senza passaggi manuali e, in prospettiva, viaggiare in modo sempre più autonomo rispetto al passeggero, grazie a infrastrutture interconnesse, automazione e gestione predittiva dei flussi. Una trasformazione pensata per sostenere l’aumento continuo del traffico aereo senza dover ampliare necessariamente le infrastrutture esistenti.








