Andiamo alla scoperta di una terra affascinante che provoca le emozioni più diverse, tra ferite del recente passato e meraviglie architettoniche, culturali e paesaggistiche inestimabili. 

Non si parte per i Balcani a cuor leggero: si tratta, infatti, di un viaggio impegnativo sia perché da scoprire ci sono davvero tantissime cose – per le quali non ti fermerai un momento – sia per le cicatrici ancora visibili lasciate dalle guerre. Una terra di contraddizioni, bellissima e malinconica, che una volta a casa sarà impossibile dimenticare.

Vacanze nei Balcani: un’avventura fantastica

L’entusiasmo quando si organizza un road trip nei Balcani è ampiamente giustificato: qui si trovano paesi legati tra loro da antiche dominazioni – dai Greci ai Romani, passando per Austroungarici e Ottomani – e recenti conflitti che ne hanno per sempre cambiato il volto, oltre a caratterizzarne la sfiziosa cucina, tra burek (torte salate di origini turche), cevapčići (polpettine di macinato speziate) e dolma (le tipiche verdure ripiene di carne e riso).
Croazia, Serbia, Bosnia e Montenegro sono le destinazioni imperdibili per tutti gli appassionati di storia, cultura, società, politica, religione e natura, nati relativamente da pochissimo dopo la dissoluzione dell’ex Jugoslavia.
Il nostro tour cerca di mostrarne le tante sfaccettature, da quelle più travagliate a quelle, invece, che richiamano la pace in mezzo a paesaggi naturali straordinari, con tanto di spiagge dove godere del sole e del mare, come quelle della Dalmazia. Prevediamo di avere una nostra automobile, almeno 15 giorni pieni a disposizione e di partire dal confine orientale italiano, con la Croazia che apre e chiude il giro: puoi concederti un inizio lento da Trieste, dormendo lì la notte prima di metterti in marcia, e attenzione al passaggio in Slovenia, dove per correre sulle autostrade serve la vignetta elettronica.

Tappa 1: Zagabria (Croazia)

Zagabria (Croazia)

Il nostro tour comincia dalla Croazia, precisamente dalla sua capitale, Zagabria, ricca di storia, cultura e bellezze architettoniche. Situata sulle sponde del fiume Sava, è divisa in due parti: la Città Alta (Gornji Grad) e la Città Bassa (Donji Grad).
La prima è il nucleo storico, che custodisce numerosi punti di interesse: uno dei luoghi più iconici è la Chiesa di San Marco, con il suo tetto composto da un mosaico di piastrelle colorate dove sono raffigurati gli stemmi di Zagabria e del Regno di Croazia. Vicino alla chiesa si trova il Palazzo del Parlamento e non lontano è ubicata la Torre medioevale di Lotrščak, che offre una bella vista panoramica. Inoltre, la Città Alta è ricca di musei, gallerie d’arte e caffè.
La Città Bassa, invece, è il centro pulsante, con ampie strade, piazze e parchi. Da vedere è la vivace Piazza Re Tomislav, dominata dalla statua equestre del primo sovrano croato, mentre nei pressi la Stazione Ferroviaria Centrale può destare una certa curiosità: si tratta di un esempio di architettura dell’impero austro-ungarico a cui vale la pena dare un occhiata. La Piazza Ban Jelačić (nella foto) è il centro nevralgico della Città Bassa, circondata da edifici ottocenteschi, con locali e ristoranti dove sedersi all’aperto. Se hai bisogno di un’oasi di tranquillità, il place to be è il Parco Maksimir: messo a punto nel 1794, è considerato il più antico dell’area balcanica, con tanto di zoo al suo interno. Se, invece, ti piace stare nei luoghi dove “la gente pullula”, allora non saltare il Mercato di Dolac, con bancarelle dove si vendono prodotti alimentari e di artigianato, e chioschi in cui mangiare a poco prezzo. Infine, non passa inosservata la Cattedrale, con il suo inconfondibile stile neogotico.
La parte più marittima della Croazia la vedremo al ritorno, intanto siamo pronti per sentire battere il cuore dei Balcani.

Tappa 2: Belgrado, Niš, Đavolja varoš e Drvengrad (Serbia)

Belgrado, Niš, Đavolja varoš e Drvengrad (Serbia)

In circa 4 ore (396 km) eccoci in Serbia, nella sua capitale Belgrado. Una città dalle molte anime che porta con sé un passato antichissimo (fu fondata dai Celti nel III secolo con il nome di Singidunum) e travagliato (basti pensare alla sanguinosa Guerra del Kosovo, di cui quest’anno ricorrono i 25 anni), che negli ultimi tempi ha saputo trasformarsi in una città cosmopolita e dinamica.
Merito delle riqualificazioni urbane dell’ex distretto industriale di Savamala lungo il fiume Sava, con Beton Hala, la zona della movida notturna, senza dimenticare il quartiere trendy di Dorćol, di origine turca – la città è stata nell’orbita dell’Impero Ottomano fino al 1878 – e quello bohémien di Skadarlija, con le sue caratteristiche strade acciottolate, dove nel XX si incontravano pittori, scrittori, attori, tanto da farlo paragonare al parigino Montmartre.
Tra i simboli storici e culturali di Belgrado ci sono il Tempio di San Sava, una maestosa chiesa ortodossa, la più grande dei Balcani; Piazza della Repubblica, su cui si affacciano il Teatro Nazionale (ispirato alla Scala di Milano) e il Museo Nazionale, il più grande e antico museo serbo, mentre al centro è ubicata la statua equestre dedicata a Mihailo Obrenović, principe di Serbia considerato un riformatore che venne assassinato nel 1868; la fortezza di Kalemegdan, costruita nel più grande parco della città come luogo strategico di difesa dove confluiscono Sava e Danubio e che oggi è un museo a cielo aperto, perfetto per ammirare il tramonto. Per ricordare le sue ferite di guerra, invece, Belgrado ha conservato l’ex palazzo della Difesa, tra le vie Kneza Milosa e Nemanjina, che ancora si può vedere sventrato dai bombardamenti Nato del 1999.
Proseguendo verso sud si arriva a Niš, vivace polo universitario. Il consiglio è quello di fare una tappa in questa città considerata una delle porte tra Oriente e Occidente, dove nel 274 d.C. nacque l’imperatore Costantino e che nel corso dei secoli vide il passaggio di Celti, Romani, Unni, Avari, Bizantini e Ottomani. Ognuno di questi popoli ha lasciato qualcosa in eredità: la fortezza eretta dagli ottomani nel XVIII secolo, la Torre dei teschi Ćele kula, una macabra parete dove sono incorporati crani umani dei soldati serbi morti durante la prima rivolta contro i turchi (1804-1813) e a pochi chilometri dal centro, Mediana, un sito archeologico dove ammirare i resti dell’antica città imperiale Naissus voluta proprio da Costantino.
A questo punto procedi verso Đavolja varoš, la “città del Diavolo”, dove in realtà a colpirti non ci sarà nulla di malefico (il nome è dato dalle vicine sorgenti sulfuree): qui, sul monte Radan, si trovano delle particolari formazioni rocciose in tufo chiamate “camini delle fate”, che hanno la forma di piramide affusolata create dall’azione del vento e della pioggia, tutelate dal governo come monumento naturale. In tutto sono 202 e sarebbe un peccato perderle.
Dirigendoti verso il confine con la Bosnia, la prossima meta è il Parco Nazionale di Tara, un vero e proprio concentrato di bellezze naturalistiche e culturali, dotato di sentieri escursionistici, piste ciclabili e un pittoresco trenino per andare alla scoperta di flora e fauna, ma anche della necropoli medioevale sul Lago Perućac e il Monastero di Rača, eretto nel duecento dal re Dragutin: entrambi sono tesori nazionali.
Ultimo sito presente da non lasciarsi sfuggire è l’etno-villaggio di Drvengrad, fatto costruire in modo tradizionale nel 2004 dal regista Emir Kusturica come set del suo film La vita è un miracolo e rimasto ad appannaggio dei turisti.

Tappa 3: Sarajevo, Mostar e Trebinje (Bosnia ed Erzegovina)

Sarajevo, Mostar e Trebinje (Bosnia ed Erzegovina)

Anch’esso segnato da drammatici conflitti e dispute geopolitiche, il territorio della Bosnia ed Erzegovina lascerà ricordi profondi e indelebili nel viaggiatore, a partire dalla sua capitale, Sarajevo. Una città risorta dalla ceneri di guerre sanguinose, dove al suo interno si possono trovare le testimonianze del classico crogiolo di culture, tra minareti, chiese ortodosse e cristiane, architetture romane, asburgiche, ottomane e socialiste che ne fanno quasi un unicuum.
I suoi contrasti, che a loro modo la rendono ricca di fascino, si percepiscono nei principali edifici religiosi: la Moschea dell’Imperatore, la prima a essere costruita in Bosnia dopo la conquista ottomana nel 1457, la Moschea di Gazi Husrev-beg, la più grande e rappresentativa, l’imponente Cattedrale Ortodossa della Natività di Theotokos, dedicata alla Madonna, con le sue cinque cupole e gli interni barocchi e bizantini, la Cattedrale del Sacro Cuore, che ospita i fedeli cattolici e la Sinagoga ashkenazita, comparsa con l’arrivo degli ebrei ashkenaziti nel XIX secolo.
L’area della Baščaršija è il cuore del centro storico, dove sorgeva l’antico mercato ottomano con i suoi caratteristici bazar. Non perdere i ponti di Sarajevo, te ne indichiamo due: il più antico è il Ponte Latino, teatro dell’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sophie, passato alla storia come l’Attentato di Sarajevo, che fu la miccia della Prima Guerra Mondiale, e il Ponte Suada e Olga, dedicato a due ragazze, prime vittime civili dell’Assedio di Sarajevo, avvenuto tra il 1992 e il 1995. Per approfondire maggiormente questa triste pagina, si possono visitare il War Childhood Museum, con le testimonianze dei bambini cresciuti durante la guerra, la Galerija 11/07/95 in memoria del massacro di Srebrenica e il Tunnel della Speranza, che durante l’isolamento della città a causa del conflitto servì da passaggio per gli aiuti umanitari alla popolazione, tra medicinali, vestiario e viveri. Infine, impossibile non notare la Torre Avaz, l’unico grattacielo moderno che si staglia sullo skyline.
Lascia Sarajevo per spostarti verso Mostar, che con il suo iconico Ponte Vecchio (Stari Most) è Patrimonio dell’Umanità dal 2005. Come per altre località dei Balcani, la sua popolarità è arrivata a causa della guerra, tanto che fu gran parte ricostruita dopo i bombardamenti degli anni ‘90. Il suo aspetto ora è quello di un borgo pittoresco attraversato dal fiume Narenta, dove si erge il centro abitato, con il suo mercato coperto, la moschea Koski Mehmed Pasha, il Ponte Storto e, poco fuori, la dimora ottomana Bišćevića Ćošak. Per non dimenticare le tragedie del conflitto, c’è la mostra permanente War Photo Exhibition, anche se il vero simbolo è una piccola pietra vicino a Stari Most con la scritta Don’t forget.
Nei dintorni, verso sud, troverai altre destinazioni da esplorare: il villaggio di Blagaj, con i suoi caratteri orientaleggianti, dove visitare il famoso monastero derviscio (sì, proprio dei dervisci che citava Battiato nel pezzo Voglio vederti danzare) del 1520 incastonato nella roccia, vicino alle sorgenti del fiume Buna, e Trebinje, un paesino delizioso di cui i maggiori punti di interesse sono il ponte di Arslanagić, voluto dal gran visir Sokollu Mehmed Pascià nel 1568 e il Monastero ortodosso di Hercegovačka Gračanica, in cima a una collina.
La Croazia sarebbe a due passi, ma prima facciamo una breve deviazione in Montenegro.

Tappa 4: Lago di Skotor, Virpazar, Murići, Isola di Moračnik e Baia di Cattaro (Montenegro)

Lago di Skotor, Virpazar, Murići, Isola di Moračnik e Baia di Cattaro (Montenegro)

Non fare tappa a Podgorica, la capitale del Montenegro (meglio inserirla in un tour esclusivamente dedicato al paese), ma dirigiti subito sulla sponda montenegrina del bellissimo Lago di Skotor, il più grande dei Balcani, che appartiene per 1/3 anche all’Albania. All’interno di un parco nazionale (lo è dal 1983) ti imbatterai in un paesaggio fuori dal tempo, tra ninfee, montagne boscose, isolette con monasteri e minuscoli villaggi che ti incanteranno.
Imposta il navigatore sul Pavlova Strana Viewpoint, per godere di un panorama che ti toglierà il fiato e scattare alcune delle foto più belle di queste vacanze. E poi inizia a fare la conoscenza dei piccoli centri che costeggiano il lago, come Virpazar, con il suo mini porto da cui partire per un giro in barca, e i vigneti che lo circondano, così da assaggiare anche del buon vino locale o Murići, con la sua spiaggia sabbiosa lunga 570 metri. Vicino a quest’ultima, in mezzo alle acque, c’è l’isola di Moračnik, dove l’unico edificio è un suggestivo monastero ortodosso.
Tornando verso nord, lo stop obbligato è nella Baia di Cattaro, di cui abbiamo già decantato le bellezze raccontandoti della spettacolare funivia, che unisce il mare e la montagna. Una zona patrimonio Unesco dove passeggiare per l’antica città di Kotor (Cattaro), le cittadine di Risan e Tivat e fare trekking nel Parco Nazionale di Lovćen.

Tappa 5: Dubrovnik, Spalato, Zara e Fiume (Croazia)

Croazia in auto: Dubrovnik

L’ultima parte del giro è interamente dedicata alla costa della Croazia: risalendola, infatti, si arriva di nuovo in Italia. Ovviamente, è impossibile toccare tutte le bellissime località che offre questa lingua di terra affacciata sull’Adriatico, ma ti suggeriamo di fermarti in primis a Dubrovnik (Ragusa), che dista solo un paio d’ore da Cattaro e poi Spalato, Zara e Fiume: scoprile nel nostro tour on the road della Croazia. Una volta tornato, avrai già voglia di ripartire.