Il Touring Club Italiano ha premiato 4 nuove località, consegnando le Bandiere Arancioni per il triennio 2024-2026 in occasione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT).

Il Touring Club Italiano ha conferito a Milano, in occasione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT), 281 Bandiere Arancioni alle località eccellenti per il triennio 2024-2026.
Durante la cerimonia, alla presenza del Ministro del Turismo e di oltre 200 sindaci provenienti da tutta Italia, l’associazione ha confermato 277 Bandiere dopo la verifica triennale e ha assegnato il riconoscimento a quattro nuove località.

Le regioni che spiccano per il maggior numero di comuni certificati sono la Toscana, il Piemonte e le Marche, con rispettivamente 43, 39 e 28 cittadine riconosciute.
Le nuove entrate sono Apecchio (PU), Bagnone (MS), Roseto Valforte (FG) e Sinalunga (SI).

Le Bandiere Arancioni e le 4 nuove entrate

La cerimonia ha rappresentato un momento significativo per celebrare il successo del programma delle Bandiere Arancioni, ideato dal Touring Club Italiano 25 anni fa. L’iniziativa ha il fine di promuovere la conoscenza dei territori meno noti e di sensibilizzare alla tutela dell’ambiente, contribuendo così a valorizzare i piccoli centri dell’entroterra italiano.

Secondo i dati emersi dall’analisi del 2023, i Comuni Bandiera Arancione hanno registrato un notevole miglioramento nei punteggi rispetto al 2020, evidenziando un impegno crescente nella tutela e nella valorizzazione del proprio patrimonio. Inoltre il sistema ricettivo e ristorativo è stato potenziato nel 50% dei Comuni, mentre il 75% ha dimostrato un ulteriore miglioramento nella sostenibilità ambientale.

Le Bandiere Arancioni rappresentano un modello di eccellenza che coinvolge attivamente le comunità locali nella promozione e nella conservazione del territorio, contribuendo così a offrire esperienze turistiche di alta qualità.

Tra i comuni confermati ci sono alcuni dei borghi più belli d’Italia, come Locorotondo, in Puglia, Étroubles, in Valle d’Aosta, Castell’Arquato, in Emilia Romagna, e Gressoney-Saint-Jean, ai piedi del Monte Rosa: tutti luoghi scelti non solo per le bellezze che sono in grado di offrire, ma anche perché promuovono uno sviluppo sostenibile del turismo, che vede proprio i borghi tra i trend di viaggio del 2024.

Diamo dunque il benvenuto alle nuove Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, tutte da inserire nella lista dei luoghi da visitare nei prossimi viaggi in auto.

Apecchio (PU), capitale dell’Alogastronomia

Situata tra Marche e Umbria, ai piedi del monte Nerone, Apecchio vanta un ricco patrimonio storico-artistico ed è riconosciuta come capitale dell’Alogastronomia, un neologismo che indica il connubio tra birra artigianale, prodotti di qualità come il tartufo e il territorio circostante.

Cosa visitare ad Apecchio

Il centro storico offre un itinerario consigliato, che inizia dal ponte medievale a schiena d’asino (XV sec.), che conduce all’arco della Torre Campanaria del XIV secolo.
Nelle vicinanze si erge il suggestivo palazzo Ubaldini, progettato da Francesco di Giorgio Martini, che ospita il Teatro Perugini, il più piccolo delle Marche, e il Museo dei Fossili e dei Minerali del Monte Nerone.
Tra le diverse chiese, spiccano la chiesa di Santa Lucia, con affreschi di scuola giottesca e di antica origine templare, la chiesa della Madonna della Vita, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, che risale al X secolo e la pieve di San Martino.
Di sicuro interesse è il piccolissimo quartiere ebraico del XV secolo con la sinagoga, il forno per la cottura del pane azimo e il cortile del sukkot delimitato dal “giro d’aria”.
Nel territorio di Apecchio ci sono molti sentieri per il trekking, con percorsi adatti sia ai principianti che ai più esperti, così come un fitto reticolo di strade e sentieri (sia sterrati che asfaltati) perfetti per essere percorsi in bicicletta attorno al paese: Apecchio è anche una tappa fondamentale della Ciclo Appenninica Alte Marche.

Prodotti e tradizioni del territorio

Le condizioni climatiche e ambientali rendono il territorio di Apecchio particolarmente adatto alla coltivazione del tartufo, in tutte le sue varietà. L’acqua purissima che sgorga direttamente dal Monte Nerone e il clima favorevole alla crescita dell’orzo di qualità hanno stimolato la nascita di tre rinomati birrifici artigianali, capaci di combinare questi elementi e trasformarli in una vera eccellenza. È per questi motivi che Apecchio vanta il titolo di prima Città della Birra Italiana.
La città è anche celebre come capitale dell’Alogastronomia, termine che esprime le connessioni armoniose tra la birra artigianale, i prodotti di qualità e il territorio circostante. Tra le specialità da gustare c’è il bostrengo, un dolce tipico preparato secondo una ricetta che è rimasta immutata nel corso dei secoli.

Eventi

L’appuntamento più atteso dell’anno è Apecchio Tartufo & Birra, che si tiene il primo fine settimana di ottobre: è una mostra-mercato del tartufo e un festival dell’Alogastronomia, tre giorni durante i quali le osterie del centro offrono prelibatezze a base di tartufo e birra, mentre concerti, convegni ed eventi arricchiscono il programma.
Da non perdere la Sagra del Bostrengo e Passio (nel periodo di ferragosto), una manifestazione religiosa in costume che si tiene il Venerdì Santo da oltre trent’anni e che coinvolge l’intera comunità della frazione di Serravalle di Carda.

Bagnone (MS), nel cuore della Lunigiana

Situato nel cuore dei boschi della Lunigiana, attraversato dal suo omonimo torrente, Bagnone si presenta con due distinti insediamenti: il Castello, sulla sponda sinistra, e il borgo di strada mercatale di Gutula, sulla sponda destra. Qui trova sede il MAM, il Museo Archivio della Memoria, una preziosa risorsa che racconta la storia di questo territorio, che è ideale per essere esplorato in e-bike.

Cosa visitare a Bagnone

Il Castello, oggi di proprietà privata, sovrasta il borgo medievale sulla sponda sinistra del torrente, con il suo imponente torrione cilindrico in pietra e la suggestiva chiesa di San Nicolò, presumibilmente fondata nel 1067. Sul lato opposto, Gutula, l’antico borgo mercatale, ospita il Museo Archivio della Memoria, insieme alla chiesa di San Nicolò Prepositurale e al teatro Quartieri, che accoglie la stagione teatrale del Comune.
Passeggiare nel centro storico, attraversare il ponte medievale e visitare la frazione di Castiglione del Terziere con il suo castello, oggi sede del Centro di Studi Umanistici “Niccolò V”, arricchiscono l’esperienza.
I sentieri e le strade poco frequentate offrono l’opportunità perfetta per praticare mountain bike o esplorare la zona in bicicletta, attraverso i numerosi percorsi indicati.

Prodotti e tradizioni del territorio

Tra i prodotti più caratteristici spicca la cipolla di Treschietto, con la sua forma rotonda, il colore rosato e il sapore dolce, raccolta tra novembre e dicembre. La sua versatilità in cucina la rende un ingrediente molto apprezzato, sia cruda che cotta: particolarmente appetitose sono le torte salate in cui è inclusa. Assolutamente da assaggiare sono i piatti tipici, come i panigacci e i testaroli.

Eventi

Oltre alla ricca stagione teatrale del teatro F. Quartieri, Bagnone ospita diversi eventi enogastronomici, come la Sagra della Cipolla di Treschietto (ultima settimana di aprile e prima settimana di maggio), la manifestazione Bagnone diVino (prima settimana di luglio) e il Festival di musica classica “Musica nei borghi” nella seconda metà di luglio.

Roseto Valfortore (FG), una perla pugliese

Incastonata tra i Monti Dauni Settentrionali, Roseto Valfortore vanta un centro storico ricco di monumenti legati alle antiche tradizioni contadine e artigianali, insieme a due imponenti mulini ad acqua che oggi hanno una funzione didattica e ricreativa.

Cosa visitare a Roseto Valfortore

Il centro storico offre diverse attrazioni, tra cui piazza Umberto I, cuore pulsante del paese, e la suggestiva piazza Bartolomeo III di Capua con l’antico Arco della Terra, che indica l’ingresso principale ai vicoli del borgo.
Da non perdere sono la chiesa Madre di Santa Maria Assunta, eretta nel 1507 e caratterizzata dalla balaustra scolpita a mano dai mastri scalpellini, così come le chiese di San Nicola e Santa Maria Lauretana.
Il centro storico ospita anche la pittoresca casa di “Concetta non me la fido”, la casa dell’artigianato e la bottega del fabbro-maniscalco, oltre a un antico forno a paglia ancora in funzione, dove è possibile assaporare il tradizionale pane preparato con lievito madre e farina macinata nel vecchio mulino, durante eventi o celebrazioni annuali.
Da menzionare è anche l’Osservatorio di Ecologia Appenninica, che approfondisce la flora e la fauna dell’Appennino Dauno. Ai piedi di Roseto si ergono due antichi e maestosi mulini ad acqua, recentemente restaurati e ora adibiti sia a scopo didattico (con il Museo di Arte Antica) sia a scopo ricreativo, con la splendida piscina “I Mulini”, immersa nel verde e con una vista panoramica mozzafiato.

Prodotti e tradizioni del territorio

Tra i prodotti gastronomici di eccellenza spicca il tartufo, soprattutto quello nero, che cresce nelle zone circostanti. Altro tesoro locale è il miele, molto richiesto anche all’estero e frutto della ricca varietà di fiori presenti nei boschi circostanti Roseto. Il dolce tipicamente rosetano è il pecelatèdde, preparato con il miele durante il periodo di Pasqua.

Eventi

Tra i numerosi eventi del territorio ci sono i Foche San’Antone (i fuochi di Sant’Antonio, il 17 gennaio), con grandi falò accesi lungo le strade e nei quartieri del paese, accompagnati da degustazioni di prodotti tipici; la processione del Venerdì Santo, antica e sentita manifestazione tradizionale; l’Estate Rosetana, con un ricco calendario di eventi estivi tra cui la Sagra del Vitello (luglio), le iniziative legate a Riviviamo il Borgo (a luglio) e la Sagra del Tartufo (ad agosto). Infine Natale a Roseto con la “Fabbrica degli Elfi” è un appuntamento imperdibile durante le festività natalizie.

Sinalunga (SI), nella Val di Chiana

Situata in Val di Chiana, Sinalunga si distingue per il suo centro storico diviso in due parti, medievale e tardo-rinascimentale, e offre ai visitatori molti prodotti tipici d’eccellenza, come l’aglione, la carne chianina e l’olio d’oliva.

Cosa visitare a Sinalunga

Tra i borghi più belli in Toscana, il centro storico di Sinalunga è di sicuro interesse, con la Collegiata di San Martino, che risale al 1588, la Chiesa della Madonna delle Nevi con la sua suggestiva cancellata neogotica e la Chiesa di Santa Croce, che custodisce la tavola d’altare “Sposalizio della Vergine” attribuita alla scuola di Luca Signorelli, celebre pittore rinascimentale.
Imperdibile è anche Palazzo Pretorio, simbolo del potere medievale nel borgo, e lo spazio museale “Le Stanze di Larth”, che espone reperti etruschi provenienti dalla necropoli di San Giustino e dall’insediamento etrusco Le Carceri.
Presso l’entrata del borgo si trova la Fonte del Castagno, da cui si diramano i cunicoli sotterranei del Sentiero dell’Acqua, accessibile su prenotazione presso l’ufficio turistico comunale.
Da visitare è anche la quattrocentesca Chiesa di San Bernardino a Poggio Baldino, ricca di opere d’arte.

Prodotti e tradizioni del territorio

Tra i tesori gastronomici della zona spiccano la pregiata carne di razza chianina, l’aglione della Valdichiana, un aglio dalle dimensioni generose e dal sapore fresco e delicato, perfetto in abbinamento ai caratteristici pici toscani, e l’olio d’oliva, coltivato sulle colline sinalunghesi fin dal Medioevo.

Eventi

Da oltre un secolo, i primi giorni di ottobre, Sinalunga ospita la storica Fiera alla Pieve, un’importante fiera agricola che celebra i prodotti locali e offre un ricco programma di eventi.
L’Incantaborgo, una rassegna di spettacoli itineranti musicali, teatrali e artistici che anima le strade e le piazze di Sinalunga durante il mese di luglio, è un altro evento da non perdere.
Tra le altre manifestazioni degne di nota vi sono L’Incanto del Natale, l’Infiorata del Corpus Domini a Farnetelle e La Valle del Gigante Bianco a Bettolle, dedicata alla razza Chianina, non lontana da Montepulciano.