Dopo duemila anni e cinque secoli di ricerche, la Basilica di Vitruvio è stata individuata nel sottosuolo di Fano e ha finalmente visto la luce. Si chiude così una caccia al tesoro durata oltre cinquecento anni, che ha visto impegnati nel tempo anche Leon Battista Alberti e Andrea Palladio, entrambi convinti che il segreto del grande architetto romano fosse sepolto proprio qui, nell’antica Fanum Fortunae.

Questa scoperta non è un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di un percorso di ricerca iniziato circa due anni fa. Nel 2023, infatti, durante alcuni scavi preventivi in via Vitruvio, erano emersi dei resti murari di eccezionale fattura e delle pavimentazioni marmoree che avevano immediatamente allertato la Soprintendenza. Quello che allora era un forte sospetto, all’inizio di quest’anno è diventato una certezza scientifica supportata dal lavoro costante del Centro Studi Vitruviani, l’ente che promuove la ricerca e la divulgazione dell’opera di Marco Vitruvio Pollione e che ha giocato un ruolo chiave nel validare l’identità del sito.

L’incredibile scoperta della Basilica di Vitruvio a Fano

Ma perché il ritrovamento di questa Basilica è un evento di portata mondiale? La risposta sta nel nome del suo autore. Marco Vitruvio Pollione è l’architetto che, con il suo trattato De Architectura, scritto introno al 15 a.C., ha fornito le basi tecniche ed estetiche per tutta l’architettura occidentale. Tra le centinaia di edifici citati nelle sue opere, la Basilica di Fano è l’unica che Vitruvio dichiara esplicitamente di aver progettato e costruito in prima persona: «Non minore dignità e bellezza possono avere le composizioni di basiliche come quella che ho collocato nella Colonia Giulia a Fano e di cui ho curato i lavori, dove le proporzioni e le simmetrie sono state così stabilite…». Non è un caso dunque che il Centro Studi Vitruviani si trovi proprio a Fano, nelle Marche. Trovare la basilica descritta da Vitruvio significa, di fatto, aver trovato il “manifesto” della sua teoria architettonica.

La conferma del ritrovamento è arrivata dagli scavi condotti in Piazza Andrea Costa. Qui i ricercatori hanno riportato alla luce strutture monumentali che ricalcano con una precisione sorprendente le descrizioni tecniche lasciate dal maestro nei suoi scritti. Le dimensioni dei pilastri e la disposizione degli spazi non lasciano dubbi: siamo di fronte al cuore civile e giudiziario della città augustea, un edificio che per secoli è stato il modello ideale per ogni architetto del Rinascimento.

La firma di un genio tra colonne e arenaria

La struttura emersa rivela dettagli tecnici che sembrano usciti direttamente dalle pagine del trattato vitruviano. Le basi delle colonne hanno un diametro di circa un metro e mezzo, che corrispondono esattamente ai cinque piedi romani indicati dall’autore. Un dettaglio interessante riguarda il materiale: non marmi esotici, ma la robusta arenaria locale. Questa scelta conferma l’approccio pragmatico di Vitruvio, capace di nobilitare i materiali del territorio attraverso una tecnica costruttiva impeccabile, come l’opus vittatum che ancora oggi possiamo ammirare in questi resti.

Il lavoro del Centro Studi Vitruviani è stato fondamentale per unire i puntini tra la teoria antica e i ritrovamenti sul campo. Grazie all’incrocio tra testi classici e moderne tecnologie di scansione del sottosuolo, è stato possibile identificare la colonna d’angolo che delimitava il perimetro della Basilica, risolvendo un mistero che aveva ossessionato generazioni di studiosi, fin da quando fu pubblicata nel 1486 l’Editio princeps del De Architectura, che ha dato il via a secoli di campagne di scavo condotte per rinvenire prove dell’esistenza della struttura.

Un nuovo polo archeologico nel cuore delle Marche

L’area interessata dai ritrovamenti non ospita solo la Basilica. Gli scavi hanno infatti rivelato un intero complesso urbanistico di epoca augustea: un quartiere vitruviano che comprende anche un macellum (l’antico mercato) e dei resti termali. La scoperta trasforma radicalmente il volto di Fano, posizionandola come uno dei siti archeologici più importanti d’Italia per i prossimi anni.

Si può visitare la Basilica di Vitruvio?

Dopo l’incredibile successo dei primi open day, il Comune di Fano, in collaborazione con la Soprintendenza e il Centro Studi Vitruviani, ha strutturato un calendario di visite guidate che ti permetteranno di scoprire Fanum Fortunae.

Ecco tutto quello che devi sapere per organizzare la tua visita:

  • L’itinerario: il tour “Alla scoperta di Vitruvio” non si limita solo all’area dei recenti ritrovamenti (la Basilica in Piazza Andrea Costa e i resti di via Vitruvio), ma tocca queste tappe:
    • Museo del Palazzo Malatestiano – Sala Morganti e Sezione Archeologica;
    • Basilica di Vitruvio, Piazza A. Costa (resti della Basilica di Vitruvio);
    • Area archeologica di Sant’Agostino;
    • Area archeologica della Mediateca Montanari;
    • Museo della Via Flaminia.

Il punto d’incontro per l’inizio della visita è la Sala Morganti in Via Montevecchio;

  • Modalità e prenotazione: le visite sono solo guidate. Poiché l’interesse è altissimo e i posti per ogni turno sono limitati a 30 persone al massimo per garantire la sicurezza del sito, la prenotazione è obbligatoria. Puoi riservare il tuo posto contattando il numero 0721.836026, inviando una mail a info@centrostudivitruviani.org oppure su LiveTicket;
  • Orari (indicativi, meglio verificare): le visite si tengono durante il fine settimana (sabato e domenica), con diversi turni distribuiti tra mattina e pomeriggio:
    • Sabato: 15.30 e 16.15;
    • Domenica: 10.00, 10.45, 15.00, 15.45.
  • Biglietti: il costo del biglietto d’ingresso è di 10 euro a persona, gratuito per i minori di 18 anni e per le persone con disabilità.

Come raggiungere Fano

Fano è una splendida destinazione sulla Costa Adriatica. Se decidi di muoverti in auto, la via più semplice è l’autostrada A14 (Bologna-Taranto), uscendo proprio a Fano: per rendere il tuo viaggio più fluido, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, specialmente nei weekend, quando il traffico può essere particolarmente intenso – puoi verificare in tempo reale la situazione di traffico e viabilità con il nostro tool.

 

Fonte immagine: Ministero della Cultura