Carburanti, prezzi in discesa dopo l’allentamento delle tensioni. Benzina e gasolio mostrano i primi segnali di ribasso, ma le associazioni dei consumatori invitano a non abbassare la guardia. Ecco dove costano meno.

L’evoluzione dell’accordo tra Stati Uniti e Iran sta producendo effetti concreti anche sul mercato energetico. La progressiva normalizzazione dei traffici marittimi e il calo del prezzo del petrolio hanno infatti contribuito a ridurre i costi del rifornimento di carburante, con i primi ribassi registrati presso le stazioni di servizio italiane.

Dopo settimane caratterizzate da forte volatilità, il petrolio Brent è tornato sotto la soglia degli 80 dollari al barile, allontanandosi sensibilmente dai valori massimi raggiunti nei mesi precedenti. Una dinamica che sta iniziando a tradursi in un alleggerimento dei prezzi alla pompa, anche se secondo alcune associazioni dei consumatori il calo non sarebbe ancora proporzionato alla discesa delle quotazioni internazionali.

Di seguito ecco nel dettaglio la situazione di benzina e diesel nelle varie regioni italiane e l’alert di Federconsumatori.

Benzina e diesel in calo: la situazione alla pompa

Negli ultimi giorni i listini dei carburanti hanno mostrato una graduale flessione. In particolare, il gasolio in modalità self service è tornato sotto i 2 euro al litro nella maggior parte del Paese, un livello che mancava da diverse settimane.

Secondo le più recenti rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete ordinaria nazionale la benzina self si attesta a 1,881 euro al litro, mentre il diesel è sceso a 1,985 euro. Anche lungo la rete autostradale si registra una riduzione dei prezzi, pur restando su livelli più elevati rispetto alle strade ordinarie.

La diminuzione è stata favorita dal ridimensionamento delle quotazioni del greggio, che hanno beneficiato del miglioramento del contesto geopolitico internazionale e della riapertura dello stretto di Hormuz.

Le regioni italiane dove fare rifornimento costa meno

Le differenze territoriali continuano a essere significative. Per quanto riguarda il diesel, i prezzi più bassi si registrano nelle Marche, dove il costo medio è pari a 1,955 euro al litro, seguite dal Veneto con 1,958 euro.

Sul fronte della benzina, invece, il primato delle regioni più convenienti spetta alla Lombardia, con una media di 1,858 euro al litro, seguita a brevissima distanza dalle Marche con 1,859 euro.

In generale, il gasolio risulta ormai sotto i 2 euro al litro in quasi tutta Italia. L’unica eccezione è rappresentata dalla Provincia autonoma di Bolzano, dove il prezzo medio continua a superare questa soglia.

Tra le aree più convenienti per la benzina figurano anche Piemonte, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna, tutte caratterizzate da valori inferiori alla media nazionale.

Federconsumatori lancia l’allarme sulla “doppia velocità” dei prezzi

Nonostante il calo delle quotazioni petrolifere, Federconsumatori ritiene che i benefici per gli automobilisti stiano arrivando troppo lentamente.

L’associazione evidenzia come i prezzi dei carburanti tendano ad aumentare rapidamente quando il petrolio sale, mentre mostrano una maggiore lentezza nell’adeguarsi quando le quotazioni internazionali diminuiscono. Un fenomeno che viene definito “doppia velocità” e che, secondo i consumatori, penalizzerebbe famiglie e imprese.

Per contrastare possibili fenomeni speculativi, Federconsumatori propone l’introduzione di strumenti capaci di limitare i margini di intermediazione quando i prezzi delle materie prime subiscono forti oscillazioni. Tra le richieste avanzate figura anche una revisione del sistema fiscale applicato ai carburanti, con l’obiettivo di evitare che l’Iva venga calcolata anche sulla componente delle accise.

Secondo l’associazione, interventi di questo tipo potrebbero rendere più rapido e trasparente il trasferimento dei benefici derivanti dalla diminuzione del costo del petrolio direttamente ai consumatori finali.