Di nuovo tempi duri per gli automobilisti sul fronte carburanti. A causa di vari fattori, incluso il complicato quadro geopolitico, i prezzi alla pompa sono tornati a salire e veleggiano ormai intorno ai 2 euro al litro. Intanto resta valido, per tutto l’anno, il Bonus Benzina. Pur restando in attesa di rinnovo l’incentivo per i redditi bassi. 

Da un lato il rincaro dei prezzi di diesel e benzina potrebbe spingere gli utenti a considerare sempre di più soluzioni alternative di mobilità sostenibile, con effetti positivi sia per l’ambiente che per le proprie tasche; dall’altro è innegabile che questo balzo dei prezzi- così come i precedenti- rappresenta una questione particolarmente urgente e sensibile per la vita quotidiana delle persone.

Diamo un’occhiata alla situazione, ricordando inoltre la possibilità per determinate categorie di usufruire del bonus governativo sulla benzina e di altre agevolazioni.

Perché benzina e diesel sono tornati a salire?

Sia la benzina senza piombo che il diesel hanno raggiunto ancora il massimo da ottobre 2023 a oggi. Secondo l’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self sfiora la soglia critica dei 2 euro al litro (1,916, per l’esattezza) anche nei distributori low cost, mentre il servito è arrivato a 2,053 euro. In autostrada, in base alle rilevazioni di Assoutenti, i prezzi medi superano i 2,50 al litro.

Leggermente meglio il diesel, che si conferma stabile o in lieve discesa, seppur tendenzialmente elevato. In questo caso, stando ai dati ministeriali, il prezzo medio è 1,813 euro per il self e 1,954 per il servito. Sembra che non ci saranno interventi da parte del Governo, mentre le rilevazioni di Quotidiano Energia riportano cifre ancor più alte: 2,048 euro al litro il prezzo medio della benzina, con punte di 2,131 al servito. Il diesel oscilla tra 1,852 e 2,030 euro.

Le cause del rincaro sono molteplici. I conflitti in Ucraina e Medio Oriente, i rallentamenti dei commerci nel Mar Rosso, l’aumento del Brent che ha superato i 90 dollari al barile, il taglio alla produzione imposto da Opec+ fino a metà 2024. L’incremento dei viaggi primaverili ed estivi non aiuta e, inoltre, l’Italia deve fare i conti con un carico fiscale che pesa su oltre il 50% del prezzo finale.

Bonus Benzina 2024: a chi è rivolto e fino a quanto

Per far fronte ai continui aumenti di carburante e assorbire meglio i costi, per tutto il 2024 resta valido il cosiddetto Bonus Benzina. Introdotto dal Governo con il Decreto Aiuti consiste in un’agevolazione rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato e cooperativo con reddito annuo lordo inferiore a 35.000 euro. Il voucher, una tantum, ha un valore massimo di 200 euro.

Il Bonus Benzina non viene erogato direttamente dallo Stato o da altre istituzioni. Si tratta invece di una libera scelta del datore di lavoro. Quest’ultimo fa confluire una parte del corrispettivo per il dipendente nella modalità di fringe benefit per il carburante, entro la soglia stabilita. Il tutto traendo vantaggio da un regime fiscale agevolato. Vi rientrano, tra gli altri, gli impiegati di studi professionali, di enti del terzo settore, soci di cooperative, dipendenti in modalità remota.

Convenzione Ministero-UNEM verso il rinnovo?

Oltre al Bonus Benzina, da fine gennaio fino al 15 marzo 2024 è stata in vigore una convenzione tra Ministero delle Imprese, UNEM (Unione Energie per la Mobilità) e altri operatori del settore. L’obiettivo: applicare uno sconto sul carburante ai titolari della social card “Dedicata a te”. Cioè la tessera per l’acquisto di generi di prima necessità per chi ha un ISEE fino a 15.000 euro.

Grazie a tale convenzione sono stati possibili ribassi dei prezzi del carburante in 3200 impianti di distribuzione ENI e presso altre compagnie. Dopo la scadenza del 15 marzo, le trattative sono in corso per il rinnovo. Un passaggio che consentirebbe così di prolungare questa ulteriore agevolazione per gli automobilisti.