Bergamo si appresta a diventare una “Città 30”. Entro il 2026, l’88% delle strade della città avrà come limite di velocità i 30 km/h. Ecco i dettagli.
Durante la Settimana Europea della Mobilità, il Comune di Bergamo ha illustrato il piano di estensione delle aree cittadine con limite di velocità a 30 km/h. L’iniziativa, inserita nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato nel 2022, punta a rendere la città più sicura e vivibile, favorendo una mobilità sostenibile e riducendo l’impatto del traffico. Non solo: le città 30 hanno ridotto drasticamente la mortalità stradale, come conferma il bilancio di Bologna a più di un anno dall’adozione del limite di velocità suddetto.
Vediamo nel dettaglio come Bergamo si appresta a diventare una città 30 e quali sono gli obiettivi che si è posta l’amministrazione.
Bergamo Città 30: le fasi di attuazione
Il progetto prevede due momenti distinti. La prima fase, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, interesserà sei quartieri – Santa Caterina, Centro, Borgo Palazzo, Malpensata, San Tomaso e Colognola – con la creazione di 13 nuove Zone 30 distribuite su circa 21 chilometri di strade. Entro la fine del 2026 seguirà una seconda fase, che aggiungerà altre 18 aree a velocità moderata. Conclusi i lavori, la rete cittadina regolata dal limite dei 30 km/h passerà dal 73% dell’estate 2025 all’88%, per un totale di 196 chilometri su 287.
Gli interventi più rilevanti riguarderanno il centro storico, dove verranno introdotti quasi 9 chilometri di nuove strade a velocità ridotta, e Borgo Palazzo, con circa 5 chilometri aggiuntivi. Restano escluse solo le grandi arterie di scorrimento di competenza statale o provinciale e quei tratti comunali in cui non è tecnicamente possibile abbassare i limiti sotto i 50 km/h. Tra queste: l’A4, l’Asse Interurbano, la SP ex SS42, la SP ex SS591 bis, viale Papa Giovanni XXIII, viale Vittorio Emanuele II, via Camozzi, viale Giulio Cesare, via Zanica, via Broseta e altre direttrici strategiche.
Per il Comune è un cambiamento prima culturale che infrastrutturale
La prima fase dei lavori consisterà nella posa della segnaletica verticale e orizzontale, mentre in seguito verranno introdotti pannelli informativi con radar di velocità a corto raggio – capaci di mostrare in tempo reale la velocità dei veicoli, senza generare sanzioni – e i cosiddetti “cuscini berlinesi“, rialzi stradali progettati per rallentare le auto senza ostacolare autobus e mezzi di soccorso.
Esperienze già realizzate in altre città italiane ed europee mostrano come questi strumenti siano più efficaci della sola segnaletica tradizionale nel modificare i comportamenti di guida.
Secondo l’amministrazione comunale, l’estensione delle Zone 30 rappresenta un cambiamento culturale prima ancora che infrastrutturale: ridurre la velocità nei quartieri significa rendere le strade più sicure, diminuire l’inquinamento e migliorare la qualità della vita. Atb Mobilità ha evidenziato che i pannelli radar avranno una funzione educativa e non repressiva, con l’intento di responsabilizzare automobilisti, ciclisti e pedoni, soprattutto in aree particolarmente delicate dal punto di vista della sicurezza.








