La storia di Bertha Benz rappresenta l’impresa rivoluzionaria di una donna nel campo automobilistico, che inaugura un’era nuova: è lei, infatti, la prima persona al mondo ad aver viaggiato a bordo di una carrozza senza cavalli. 

Bertha Benz è una figura emblematica nell’evoluzione dell’automobilismo, oltre a essere un simbolo di intraprendenza e determinazione femminile. Il suo viaggio del 1888 non è stato soltanto un’escursione personale, ma un momento di svolta per l’accettazione sociale dell’automobile come mezzo di trasporto.

La storia di Bertha Benz, la prima donna alla guida di un’auto

Nel cuore della Germania di fine Ottocento, Bertha Benz emerge come una figura rivoluzionaria nel panorama dell’innovazione automobilistica.

Nata il 3 maggio 1849 a Pforzheim- nell’attuale Land del Baden-Württemberg in una famiglia benestante, la sua vita ebbe una svolta decisiva quando conobbe, nel 1869, Karl Benz, un ingegnere meccanico che coltivava un sogno rivoluzionario ma che era privo di mezzi economici per realizzarlo. Il loro incontro non fu solo l’inizio di una storia d’amore ma anche la fusione di due menti brillanti, pronte a cambiare il mondo.

Attraverso il suo sostegno economico e con l’impiego della sua dote personale, Bertha divenne non solo la moglie di Benz ma anche una partner indispensabile nello sviluppo del primo veicolo a motore, chiamato “Benz Patent-Motorwagen”. Brevettato ufficialmente nel 1886, si trattava di un modello di auto a tre ruote dotato di motore a scoppio a trazione posteriore.

L’ingegno di Bertha Benz: il viaggio che cambiò tutto

Tuttavia, le primissime reazioni all’innovazione tecnologica promossa da Karl Benz non furono delle più entusiastiche. Così, Bertha Benz decise di dimostrare al mondo intero che era effettivamente possibile viaggiare sul veicolo progettato dal marito, che non aveva bisogno di essere trainato da animali.

La scelta di intraprendere, nel 1888, il primo viaggio in automobile di 106 chilometri, non fu solo un gesto d’amore, ma anche un atto di fede nell’innovazione. Partendo da Mannheim- oggi tra le città più smart e green d’Europa in direzione di Pforzheim, Bertha dimostrò non solo l’affidabilità della “Benz Patent-Motorwagen”, ma anche la sua personale capacità di affrontare e risolvere problemi meccanici lungo il percorso.

Bertha superò infatti molti ostacoli tecnici, escogitando soluzioni ingegnose che andavano dal riparare una catena di trasmissione con l’aiuto di un maniscalco all’uso di un fermaglio per aggiustare una valvola ostruita o, addirittura, di una giarrettiera per isolare un cavo elettrico. Quando i freni in legno del veicolo si guastarono, Bertha ideò una soluzione innovativa chiedendo a un calzolaio di installare delle sostituzioni in cuoio adoperando le suole delle sue scarpe, creando così il primo set di pastiglie freno di ricambio​. Il successo di questo viaggio fece decollare la carriera dell’ingegnere Benz e indusse altri inventori a proseguire le ricerche nel campo automobilistico.

Un’icona femminile nella storia dell’automobilismo

Il viaggio di Bertha non solo accrebbe la visibilità e l’accettazione dell’automobile come mezzo di trasporto, ma contribuì anche a plasmare il futuro dell’automobilismo. La sua abilità nel gestire le emergenze meccaniche e la sua caparbietà nel completare il viaggio verso Pforzheim, dimostrarono che l’auto era pronta per entrare nella vita quotidiana delle persone.

Il ritorno a Mannheim fu altrettanto pianificato dalla donna, che dimostrò acume strategico nella preparazione del percorso, considerando i punti per fare rifornimento di carburante– reperibile solo in farmacia, trattandosi di una miscela ottenuta attraverso l’etere di petrolio- e prevedendo la necessità di assistenza meccanica lungo il tracciato.  La sua esperienza contribuì significativamente ai miglioramenti tecnici apportati alle successive versioni dell’automobile Benz, gettando le basi per lo sviluppo di un settore industriale in piena espansione.

Oltre a essere una pioniera tecnologica, Bertha Benz rappresenta anche un modello di coraggio femminile e di determinazione. In un’epoca in cui le donne erano spesso marginalizzate in campo scientifico e tecnologico, Bertha dimostrò che l’ingegno e l’innovazione non hanno genere. La sua eredità ispira ancora oggi donne e ragazze a intraprendere carriere STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) e a superare le barriere nei settori ancora dominati dagli uomini.

L’eredità di Bertha Benz oggi

La storia di Bertha Benz continua a essere fonte di ispirazione, tanto che nel 2008 il percorso del suo storico viaggio è stato ufficializzato come la “Bertha Benz Memorial Route“, un vero e proprio itinerario turistico che celebra il suo contributo allo sviluppo dell’automobile. Si tratta di un percorso di 194 chilometri che prevede diverse tappe. All’andata ci si può fermare alla farmacia di Wiesloch, comune tedesco a sud della città di Heidelberg, dove vi è un monumento che ricorda l’impresa della donna.

Durante il viaggio di ritorno, invece, si attraversa la Foresta Nera- uno dei polmoni verdi del nostro pianeta- passando per il circuito di Hockenheimring, dove oggi si svolge il Gran premio di Germania di Formula 1 e di GP2.

Musei e fondazioni, inoltre, dedicano esposizioni e programmi educativi alla figura di Bertha Benz. La cui storia è un brillante esempio di come la passione, l’ingegnosità e la determinazione possano superare le convenzioni sociali e tecnologiche, aprendo la strada a nuove frontiere del progresso umano.