Arriva in Italia HVOlution, il biocarburante vegetale sviluppato da Eni. Al momento è disponibile in 50 stazioni di servizio distribuite nel nostro Paese, ma presto potrebbero esserci almeno 150 punti vendita. L’obiettivo è quello di incentivare la mobilità più sostenibile.

L’introduzione di HV0lution in Italia potrebbe rivoluzionare significativamente il settore della mobilità. Si tratta di un diesel di ultima generazione ottenuto interamente dall’utilizzo di fonti rinnovabili. Un vero e proprio cambio di passo, dunque, nel segno della sostenibilità ambientale, divenuta ormai imprescindibile nella progettazione dei veicoli moderni.

I biocombustibili potrebbero favorire l’addio alle auto a diesel e benzina entro il 2035, favorendo così la diffusione dei veicoli elettrici. Ecco tutte le novità.

HVOlution: il biocarburante Eni per la mobilità sostenibile

HVOlution promette di essere un biocarburante veramente innovativo. Lo caratterizza una miscela avanzata di paraffine che lo rende resistente alla contaminazione batterica e meno incline all’assorbimento di umidità. Questa formula permette di mescolarlo in proporzioni elevate con il gasolio tradizionale, superando il limite del 7% imposto per i biodiesel FAME dalla normativa EN 590 europea.

Completamente rinnovabile, HVOlution è privo di sostanze nocive come aromatici e poliaromatici, aderendo allo standard EN15940 per i diesel paraffinici. È compatibile con i veicoli diesel Euro 6 senza bisogno di modifiche, facilitando così la transizione verso un’opzione più ecologica. Non solo: trattandosi di un carburante rinnovabile, gli acquirenti possono beneficiare di incentivi fiscali e bonus benzina.

Per assicurarsi che il proprio veicolo sia compatibile, Eni suggerisce di verificare il manuale di uso e manutenzione, giacché il biocarburante corrisponde alla specifica EN 15940 XTL. Dal 2016, inoltre, il biocarburante è stato integrato al 15% nel prodotto Eni Diesel +, che è reperibile in più di 3.500 distributori in Italia.

Quando arriverà in Italia?

Al momento, è possibile trovare il prodotto in 50 stazioni di servizio dislocate in varie parti dell’Italia. Si prevede però di raggiungere oltre 150 punti vendita distribuiti sull’intero territorio nazionale entro questo mese.

Il biocarburante e la decarbonizzazione dei trasporti

I biocarburanti stanno acquisendo sempre maggiore importanza come strumento fondamentale per abbattere le emissioni di CO2 nei settori più complessi come il trasporto aereo e marittimo. Questi ambiti, tra i principali responsabili dell’inquinamento, possono trarre notevoli vantaggi dall’impiego di biocarburanti, in particolare nelle fasi iniziali del passaggio a fonti di energia più sostenibili. Le ricerche dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), divulgate durante il summit di luglio del G20 a Goa – in India – confermano questa prospettiva.

La decarbonizzazione sembra più vicina. Nel 2022, infatti, l’uso di biocarburanti liquidi ha permesso di ridurre la dipendenza dal petrolio nel settore dei trasporti di quasi 2 milioni di barili al giorno. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) prevede tuttavia che la domanda di biocarburanti aumenterà di oltre il 20% entro il 2027, spinta dallo sviluppo di biodiesel e biojet fuel da scarti organici.

L’IEA evidenzia che le scorte attuali di materie prime biologiche possono triplicare la produzione di biocarburanti entro il 2030, contribuendo alla sostenibilità dei trasporti e alla neutralità climatica entro il 2050. I biocarburanti avanzati, come l’HVO da rifiuti, potrebbero fornire un risparmio ulteriore di 2,4 migliaia di Mboe- barile equivalente di petrolio- al giorno entro il 2030. Per raggiungere questi obiettivi, è essenziale investire in tecnologie innovative per una migliore gestione dei rifiuti e uso dei terreni.