Passi da gigante per la diffusione della Blade Battery della casa cinese BYD. Cos’è, come funziona, com’è strutturata e quali sono i dati delle sue performance

Quando si parla di veicoli elettrici, una delle principali preoccupazioni per i guidatori è legata alla batteria, alle sue performance e alla sua sicurezza. Punti sui quali anche le case produttrici stanno lavorando, in cerca di innovazioni che possano essere vincenti.

Tutto è iniziato nel 2020

In tema di innovazioni, i più attenti potrebbero aver già sentito parlare della Blade Battery, prodotta dalla BYD, azienda leader cinese di veicoli elettrici. Il progetto è stato annunciato nel 2020, quando la BYD ha varato un cambio nelle strategie di mercato in seguito alla pandemia del Covid-19. Se la crisi sanitaria aveva ridotto drasticamente le vendite, ecco allora che l’azienda cinese si adeguò, cambiando linee di produzione e dedicandosi alle mascherine.

Passo ulteriore fu la produzione, tramite il sub-brand FinDreams, di una batteria da mettere sul mercato, a disposizione dei suoi veicoli (praticamente unico produttore, oltre a Tesla, a crearsi le batterie in casa) ma anche di quelli di altre case.

Blade Battery: com’è fatta

Nasce così la Blade Battery, la “batteria a lama” piatta e compatta. I primi dati raccolti sono parsi piuttosto positivi.

Primo dato importante è dato dalle caratteristiche chimiche. Si tratta infatti di una batteria LFP (litio-ferro-fosfato), senza tracce di nickel o cobalto, quindi più rispettosa dell’ambiente (e dei diritti umani) rispetto alle batterie a chimica NMC (nickel-manganese-cobalto).

Altra caratteristica fondamentale è la struttura “cell-to-pack”. Avete presente le lamette di un rasoio? Le celle a lama della Blade Battery vengono installate nel pacco batteria senza l’utilizzo di moduli intermedi. Questo crea 3 notevoli vantaggi:

  • Lo spazio risparmiato permette di inserire più celle, quindi di avere maggior potenza;
  • In base allo spazio a disposizione nel cofano si possono aggiungere o togliere celle, adattando la forma e le prestazioni della batteria al modello in cui la stessa viene installata;
  • A parità di capacità, si riducono peso e ingombro della batteria, con effetti benefici sulla manovrabilità e sull’autonomia dell’auto.

La tensione nominale è 3,2 volt. Le celle a lama possono essere di 2 altezze:

  • 12 mm, 138 Ah;
  • 13,5, 202 Ah.

La struttura interna vede un nucleo con 53 elettrodi, 26 positivi e 27 negativi. Le celle hanno inoltre un numero superiore di cicli di carica e scarica lungo l’arco della loro esistenza (3.000 dichiarati in 30 anni di utilizzo, con una garanzia che può arrivare anche a 25 anni) rispetto alle batterie NMC. Si possono ricaricare fino a -10 gradi mentre possono liberare energia anche a -20 gradi.

Blade Battery e sicurezza

Ultimo, ma non ultimo (tutt’altro) tema caldo su cui la BYD ha voluto battere molto è quello della sicurezza. Le notizie diffuse dalla casa produttrice, in sede di conferenza stampa, sugli stress test condotti sulla Blade Battery sono infatti molto positive.

Nel penetration test (inserimento di un perno metallico per perforare e creare un corto circuito), la batteria pare non aver messo alcun tipo di fumo o incendio e non aver superato i 60 gradi centigradi (una batteria NMC perforata può raggiungerne 500, portando al thermal runaway, un riscaldamento inarrestabile che crea un forte incendio difficile da spegnere).

Allo stesso modo, i test di manipolazione, che hanno visto vari tentativi di deformazione, surriscaldamento e sovraccarico delle celle, non hanno fatto registrare esplosioni o principi di incendio.

Anche sulle Tesla

Dopo il primo annuncio nel 2020, la Blade Battery è tornata in auge nell’agenda delle notizie lo scorso anno, quando la BYD ha presentato sul mercato europeo (al Salone di Parigi) 3 suoi veicoli con questo tipo di batteria: la berlina Han e i SUV Tang e Atto 3. Quest’anno, al Salone di Monaco, ne sono stati presentati altri 3: le berline Dolphin e Seal e il SUV Seal U.

Ma, come già accennato, la strategia di BYD non è quella di utilizzare il suo progetto solo per sé, ma di metterlo a disposizione anche di altre case, con cui siglare partnership importanti.

Nell’ottobre del 2022, la Toyota ha presentato in Cina la sua BZ3, una Corolla elettrica con Blade Battery.

A maggio 2023 è stata annunciata la collaborazione tra Tesla e BYD, vale a dire tra le 2 case di EV con più vendite al mondo (rispettivamente prima e seconda). È infatti diventata di pubblico dominio la notizia della produzione in Germania  di un prototipo di Model Y (unico modello Tesla in commercio in terra tedesca) equipaggiato con Blade Battery.

Anche Kia si sta inserendo in una partnership strategica con BYD per l’utilizzo della Blade Battery. Come si dice in questi casi, “il cielo come limite”.

A proposito di cielo: lo scorso novembre la BYD ha sperimentato, a quanto pare con successo, un trasporto aereo delle sue batterie più innovative dall’aeroporto di Wuhan a quello di Francoforte. Un sistema di consegna che, se consolidato, aumenterebbe le spese ma diminuirebbe notevolmente i tempi.