In Lombardia tornano tra autunno e inverno le limitazioni al traffico per ridurre lo smog. Dai blocchi alle auto più inquinanti alle domeniche ecologiche, ecco cosa cambia nella stagione 2025/2026 e quali sono le nuove regole per i diesel Euro 5.

Il nuovo pacchetto di misure anti-smog della Lombardia accompagna l’avvio della stagione dei blocchi alla circolazione per l’inverno 2025-2026. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni di polveri sottili e ossidi di azoto, ancora oltre i limiti europei in molte aree urbane. Milano, Brescia e Bergamo restano tra i centri più colpiti, e la Regione – in accordo con Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna – ha confermato un piano comune di limitazioni per i veicoli più inquinanti, dalle auto benzina e diesel più datate fino ai motocicli a due tempi. Alcune restrizioni restano attive tutto l’anno, altre scattano solo nei mesi freddi, dal 1° ottobre al 31 marzo, quando l’aria nella Pianura Padana raggiunge i livelli di inquinamento più critici.

Nel frattempo, il blocco dei diesel Euro 5, inizialmente previsto per l’autunno 2025, è stato rinviato al 1° ottobre 2026. La misura interesserà in via prioritaria i Comuni con oltre 100.000 abitanti, come Milano, Monza, Brescia e Bergamo, mentre il resto del territorio continuerà ad applicare i divieti già in vigore per le categorie Euro precedenti. Una proroga che concede più tempo a cittadini e imprese per adeguarsi, ma che non cambia la direzione della politica regionale: la qualità dell’aria resta una priorità. Vediamo tutte le misure nel dettaglio.

Blocco auto in Lombardia inverno 2025/2026: dove scatta

Il blocco auto in Lombardia non riguarda indistintamente tutto il territorio regionale, ma si applica secondo una suddivisione in fasce territoriali, stabilita in base ai livelli di criticità ambientale e alla densità abitativa:

  • La Fascia 1 comprende 209 Comuni della pianura lombarda, ovvero le aree più esposte all’accumulo di smog e alle concentrazioni di polveri sottili. È qui che i divieti risultano più rigidi, con limitazioni permanenti e stagionali che coinvolgono la maggior parte dei veicoli più inquinanti;
  • La Fascia 2, invece, comprende due categorie: da un lato i cinque Comuni con oltre 30.000 abitanti – Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese – che applicano regole in parte analoghe a quelle della Fascia 1; dall’altro, 361 Comuni con meno di 30.000 abitanti, dove le restrizioni sono più leggere e, in alcuni casi, solo stagionali.

Questa distinzione permette alla Regione di calibrare le misure in base alla gravità del problema. Nelle aree più popolose e industrializzate, l’impatto delle emissioni è infatti maggiore, e per questo i blocchi restano in vigore per periodi più lunghi e con orari più stringenti. Le limitazioni, di norma, si applicano dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, mentre nei fine settimana e nei festivi la circolazione è libera, salvo diverse disposizioni comunali (da verificare sui canali ufficiali dedicati). Nei mesi freddi, inoltre, possono essere introdotti divieti temporanei aggiuntivi in caso di superamento dei limiti di PM10 su base provinciale.

Chi si ferma e quando: quali sono i veicoli interessati dal blocco

Il pacchetto di misure anti-smog attualmente annunciato distingue tra divieti permanenti, validi tutto l’anno, e limitazioni stagionali, attive solo tra il 1° ottobre e il 31 marzo. Le fasce orarie restano invariate: dalle 7:30 alle 19:30, dal lunedì al venerdì, con sospensione nei festivi infrasettimanali.

I divieti permanenti riguardano:

  • Auto a benzina, metano e GPL Euro 0 e 1: vietate in tutti i Comuni della Fascia 1 e della Fascia 2, indipendentemente dal numero di abitanti. Si tratta delle motorizzazioni più datate, escluse dalla circolazione per l’intero arco dell’anno;
  • Diesel Euro 0, 1, 2 e 3: il blocco vale per tutte le aree della regione, sia in Fascia 1 che in Fascia 2. Anche in questo caso il divieto è permanente, con orario 7:30-19:30 nei giorni feriali;
  • Diesel Euro 4: restrizione più selettiva, in vigore nei Comuni della Fascia 1 e nei cinque Comuni della Fascia 2 sopra i 30.000 abitanti (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese);
  • Motocicli e ciclomotori a due tempi Euro 0: fermi tutto l’anno e in qualsiasi orario (24 ore su 24), su tutto il territorio regionale;
  • Autobus diesel Euro 0, 1 e 2 (categoria M3): vietati h24 per tutto l’anno in tutti i Comuni della Lombardia.

Durante il periodo compreso tra 1° ottobre e 31 marzo, quando le condizioni meteo favoriscono il ristagno degli inquinanti, possono scattare i blocchi temporanei aggiuntivi. Nei giorni in cui si registrano superamenti prolungati dei limiti di PM10, vengono fermati:

  • Tutti i veicoli benzina, metano e GPL Euro 0-1;
  • Diesel Euro 2, 3 e 4, anche se dotati di filtro antiparticolato (FAP), nei Comuni con oltre 30.000 abitanti.

In questo caso, i divieti si applicano nei giorni feriali, dalle 7:30 alle 19:30, e vengono disposti su base provinciale secondo le soglie definite dal protocollo del bacino padano. Per i mezzi a due ruote la restrizione è stagionale: il blocco vale nei Comuni della Fascia 1, dal 1° ottobre al 31 marzo, sempre nella fascia oraria 7:30-19:30. L’obiettivo in questo caso è ridurre le emissioni di idrocarburi incombusti, particolarmente elevate nei motori a due tempi.

Cosa succede se si circola ugualmente? Le sanzioni per chi viola i divieti vanno da 163 a 658 euro, con la possibilità di sospensione della patente in caso di recidiva entro due anni.

Deroghe: chi può circolare sempre

Alcune categorie possono continuare a circolare anche durante il periodo delle limitazioni, mentre per altri è prevista la possibilità di aderire a un sistema alternativo, il Move-In, che consente di spostarsi entro limiti chilometrici predefiniti.

Sono esclusi in primo luogo i veicoli a basso impatto ambientale, come:

  • le auto elettriche e i veicoli ibridi;
  • i microveicoli elettrici e gli elettroveicoli ultraleggeri;
  • i mezzi alimentati a metano o GPL, purché di classe almeno Euro 2.

Possono circolare anche i diesel dotati di sistemi di abbattimento efficaci per polveri sottili e ossidi di azoto, omologati secondo la normativa più recente e con prestazioni equivalenti agli standard Euro 6D. Non sono invece più considerati validi i dispositivi che riducono solo il particolato, senza agire sugli ossidi di azoto, una misura introdotta per evitare deroghe non realmente efficaci dal punto di vista ambientale.

Rientrano tra i veicoli esentati anche quelli di interesse storico o collezionistico, muniti del Certificato di rilevanza storica e in possesso della documentazione FIVA, oltre alle macchine agricole e ai motocicli a quattro tempi, anche se di vecchia omologazione.

Sono poi ammessi alla circolazione, per ragioni di servizio o necessità pubblica:

  • I mezzi delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e della Croce Rossa;
  • I veicoli di pronto soccorso sanitario e quelli utilizzati per il trasporto di persone con disabilità, purché dotati di contrassegno;
  • Gli scuolabus e i mezzi del trasporto pubblico locale, con le eccezioni già definite per i modelli più inquinanti;
  • Le auto diplomatiche e consolari;
  • I veicoli che devono recarsi a una visita di revisione già prenotata, con possibilità di circolare limitatamente al tragitto necessario.

Infine, il blocco non si applica ai mezzi a servizio di pubblica utilità o manutenzione, ai car pooling con almeno tre persone a bordo e alle autoscuole durante le esercitazioni o gli esami di guida. Le autostrade, le principali strade regionali e i tratti di collegamento verso parcheggi o svincoli di interscambio sono esclusi dai divieti, così come i tratti segnalati dai Comuni secondo la classificazione regionale.

Come funziona il sistema “Move-in”?

Per chi non rientra tra le categorie esentate, è possibile aderire al programma MoVe-In (Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti), un servizio che consente di circolare non in base a orari o giorni, ma secondo un limite annuale di chilometri. Il sistema, attivo dal 2019, si basa su una scatola nera installata a bordo del veicolo, che registra e trasmette i dati di percorrenza attraverso un collegamento satellitare a una piattaforma telematica regionale.

Ogni classe ambientale ha un tetto massimo di chilometri annui stabilito in base alle emissioni del mezzo. Una volta raggiunta la soglia, il veicolo non può più circolare fino al termine del periodo di adesione, che ha durata annuale. L’adesione avviene online, tramite la piattaforma o l’app dedicata, che consente anche di monitorare in tempo reale i chilometri percorsi.

Il servizio è valido su tutto il territorio regionale e può essere esteso anche alle ZTL dei Comuni che hanno aderito, come nel caso dell‘Area B di Milano. Tuttavia, in presenza di ordinanze locali più restrittive, il sistema non garantisce automaticamente la possibilità di accesso. Va ricordato che la deroga chilometrica non si applica infatti durante le fasi di emergenza ambientale: in caso di superamento dei limiti di PM10 o attivazione delle misure temporanee anti-smog, anche i veicoli iscritti a Move-In devono rispettare i blocchi fino alla revoca delle restrizioni.

Novità sui diesel Euro 5: le nuove regole e il rinvio al 2026

Il tanto discusso blocco dei diesel Euro 5 in Lombardia non scatterà nell’autunno 2025, come inizialmente previsto, ma è stato ufficialmente rinviato di un anno, al 1° ottobre 2026. La decisione, sancita dalla Legge n. 105/2025 e dalla delibera regionale n. 4843 del 28 luglio 2025, è stata presa in accordo con il Ministero dell’Ambiente e le altre Regioni del Bacino Padano, per consentire una transizione più graduale verso i nuovi standard ambientali. Le limitazioni saranno quindi introdotte progressivamente, in base alla tipologia dei veicoli.

Dal 1° ottobre 2026 il divieto interesserà le autovetture (categoria M1), mentre dal 1° ottobre 2027 sarà esteso ai mezzi per il trasporto di persone e merci (categorie M2, N1 e N2) fino a 12 tonnellate di peso. L’ultima fase scatterà il 1° ottobre 2028, quando il blocco verrà applicato anche agli autoveicoli più pesanti (categorie N3 e M3).

Si tratta di limitazioni permanenti, valide tutto l’anno dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 7:30-19:30, e non riguarderanno tutta la regione, ma solo i Comuni con oltre 100.000 abitanti. In Lombardia, al momento, la misura coinvolgerà Milano, Brescia, Monza e Bergamo, ovvero le città con i più elevati livelli di traffico e di emissioni da ossidi di azoto (NOx). L’obiettivo dichiarato è quello di accelerare il ricambio del parco auto circolante e avvicinare la regione ai traguardi ambientali fissati dall’Unione Europea, mantenendo però un equilibrio tra tutela dell’aria e sostenibilità economica per famiglie e imprese.

A Milano, tuttavia, il divieto per i diesel Euro 5 è già operativo nelle ZTL Area B e Area C, che seguono una normativa ambientale più severa rispetto al resto della regione. Dal 1° ottobre 2025, inoltre, nel capoluogo lombardo è entrato in vigore anche lo stop alle auto a benzina Euro 3, anticipando di fatto parte del calendario regionale.

Le domeniche ecologiche in Lombardia

A differenza di altre regioni, in Lombardia non esiste un calendario prestabilito di domeniche ecologiche. Le eventuali limitazioni al traffico vengono decise di volta in volta, in base ai livelli di inquinamento rilevati da ARPA Lombardia e secondo quanto previsto dal Protocollo di Bacino Padano. Le misure per ridurre lo smog sono infatti già garantite dai blocchi permanenti e stagionali in vigore tra ottobre e marzo, che interessano le categorie di veicoli più inquinanti. In caso di superamento dei limiti di PM10, la Regione può disporre ulteriori restrizioni, anche nei fine settimana, con comunicazioni ufficiali sul sito regionale e su quelli dei Comuni coinvolti.