Il bollo per le auto elettriche e ibride si paga? Dipende dalle regole decise dalle regioni italiane. In base alle nuove norme, infatti, ciascuna di esse può confermare, ampliare o annullare le attuali esenzioni e agevolazioni, che comunque continueranno a esistere. Ecco il quadro della situazione.

In linea generale, le auto elettriche non richiedono il pagamento della tassa automobilistica, meglio nota come bollo auto e di competenza regionale. Questo perché i veicoli a zero emissioni di CO2, il cui acquisto è inoltre agevolato dagli incentivi auto elettriche 2025, contribuiscono a incrementare la mobilità sostenibile e la transizione ecologica e a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Tuttavia le esenzioni non sono uguali a livello nazionale, ma variano a seconda della regione. Possono essere permanenti o temporanee: dopo un determinato numero di anni, il proprietario di un’auto BEV torna a pagare il bollo integralmente o parzialmente. Allo stesso modo, seppur con varie differenze, per le auto ibride (in alcune regioni non sono previste agevolazioni).

Bollo auto: che cos’è e chi deve pagarlo

Il bollo è la tassa automobilistica regionale che il proprietario di qualsiasi veicolo è obbligato a pagare per il suo possesso, indipendentemente dall’utilizzo. Anche in caso di auto ferma in garage, l’importo va corrisposto. L’importo differisce in base a potenza in kW, classificazione Euro e tipo di alimentazione: le auto meno inquinanti pagano meno, mentre quelle più inquinanti hanno tariffe più alte.

La scadenza del bollo, annuale, dipende dall’ultimo saldato: entro un determinato mese si paga il bollo scaduto il mese precedente. Ad esempio, se il bollo scade a settembre, va pagato entro l’ultimo giorno di ottobre. Allo stesso modo, in caso di nuova immatricolazione di un’auto, il primo bollo va saldato entro entro l’ultimo giorno del mese successivo ad essa.

In caso di ritardo, si può godere del ravvedimento operoso, mentre oltre i termini scattano sanzioni fino al 25% con interessi di mora e, nei casi più gravi, il fermo amministrativo del veicolo, con nuove regole da gennaio 2026. In base a tali novità sul bollo, non sarà più possibile pagare il bollo in rate mensili o semestrali: resterà solo l’opzione annuale in un’unica soluzione.

Restano valide le agevolazioni ed esenzioni per auto elettriche e ibride, di proprietà di persone con disabilità, auto d’epoca e mezzi di associazioni non profit.

Bollo auto elettriche e ibride: il quadro regione per regione

Per quanto riguarda le auto elettriche, soltanto Lombardia e Piemonte offrono l’esenzione permanente dal bollo, mentre tutte le altre prevedono costo zero per 5 anni e poi tassa scontata del 25% all’anno. Relativamente alle auto ibride, invece, sette regioni non propongono alcuna esenzione mentre nelle restanti le regole sono molto variegate.

Ecco il quadro dettagliato.

Bollo auto elettriche

  • Valle d’Aosta: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Piemonte: esenzione permanente;
  • Liguria: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Lombardia: esenzione permanente;
  • Veneto: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Trentino-Alto Adige: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Friuli-Venezia Giulia: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Emilia-Romagna: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Toscana: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Marche: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Umbria: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Lazio: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Abruzzo: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Molise: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Campania: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Basilicata: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Puglia: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Calabria: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Sicilia: esenzione per 5 anni, a seguire 25%;
  • Sardegna: esenzione per 5 anni, a seguire 25%.

Bollo auto ibride

  • Valle d’Aosta: esenzione 5 anni per veicoli immatricolati 2020-2021-2020, a seguire importo totale;
  • Piemonte: esenzione 5 anni per veicoli con potenza fino a 100 kW termici, a seguire importo totale;
  • Liguria: esenzione 3 anni per veicoli immatricolati 2022 e 2 anni per veicoli immatricolati 2023, nessuna esenzione per veicoli immatricolati nel 2025, a seguire importo totale.
  • Lombardia: esenzione 3 anni per veicoli con potenza fino a 100 kW termici, a seguire importo totale;
  • Veneto: esenzione per 3 anni, a seguire importo totale;
  • Trentino-Alto Adige: esenzione da 1 a 5 anni in base a emissioni CO2, a seguire importo totale;
  • Friuli-Venezia Giulia: nessuna esenzione;
  • Emilia-Romagna: nessuna esenzione;
  • Toscana: nessuna esenzione;
  • Marche: esenzione 5 anni, a seguire importo totale;
  • Umbria: nessuna esenzione;
  • Lazio: esenzione 3 anni per veicoli immatricolati 2022, a seguire importo totale;
  • Abruzzo: esenzione 3 anni per veicoli immatricolati 2020-2021, a seguire importo totale;
  • Molise: nessuna esenzione;
  • Campania: esenzione 3 anni post-rottamazione 2014 o ibrido-metano, esenzione 5 anni per veicoli elettrici, a seguire 25%;
  • Basilicata: esenzione 5 anni, a seguire importo totale;
  • Puglia: esenzione 5 anni per auto immatricolate dal 1° gennaio 2014 e per auto a idrogeno immatricolate dal 1° gennaio 2018, a seguire sconto 75% per auto ibride o auto a idrogeno e importo totale per auto con doppia alimentazione;
  • Calabria: nessuna esenzione;
  • Sicilia: esenzione 3 anni per ibride full o plug-in e auto a idrogeno;
  • Sardegna: nessuna esenzione.

Il superbollo delle elettriche e ibride

C’è un ulteriore aspetto da tenere presente quando si parla di bollo auto elettriche e ibride. Le vetture di questo tipo ma con motori più potenti sono soggette anche al pagamento del superbollo auto, che si applica a veicoli con potenza superiore ai 185 kW.

Per le elettriche, una volta terminato il periodo di eventuale esenzione, per ogni kW oltre la soglia dei 185 è necessario versare un importo aggiuntivo, comunque ridotto rispetto a quello previsto per le auto con motore tradizionale.

Per le auto ibride, il calcolo riguarda esclusivamente il motore endotermico. Quindi se la parte endotermica non supera i 185 kW non c’è nessun superbollo da pagare.