Per molti automobilisti si avvicina la scadenza del bollo auto: chi deve effettuare il versamento entro il 31 agosto rischia sanzioni e interessi in caso di ritardo. Ecco come controllare la propria posizione e cosa fare se il pagamento non viene effettuato in tempo.
Il 31 agosto è una scadenza da tenere d’occhio per una parte degli automobilisti italiani. In linea generale, infatti, chi ha un bollo auto con scadenza nel mese di luglio deve provvedere al rinnovo entro l’ultimo giorno di agosto, anche se termini e modalità possono presentare differenze a seconda della Regione di competenza.
Dimenticare il pagamento può costare caro. Già dal primo giorno di ritardo alla tassa automobilistica si aggiungono sanzioni e interessi, con importi che crescono progressivamente. Vediamo allora come pagare il bollo auto correttamente.
Chi deve pagare il bollo auto?
Il bollo è una tassa automobilistica regionale legata al possesso del veicolo. A doverla versare è generalmente chi risulta proprietario alla scadenza del termine previsto.
L’obbligo può riguardare anche l’usufruttuario e l’acquirente con patto di riservato dominio. Il bollo si paga anche in caso di leasing. Per i veicoli concessi in noleggio a lungo termine senza conducente, il soggetto tenuto al pagamento è l’utilizzatore per il periodo di durata del contratto.
L’importo varia soprattutto in base alla potenza del veicolo, espressa in kW, e alla sua classe ambientale (Euro 0, 1, 2 3, 4, 5 e 6), oltre che alle disposizioni previste dalla Regione o Provincia autonoma competente. Per sapere la cifra esatta si può usare un calcolatore del bollo auto online. Sono presenti anche numerose agevolazioni ed esenzioni, anche per auto elettriche, ibride o a metano.
Come verificare se il bollo auto è in scadenza
Per controllare se il bollo auto non è stato pagato si possono usare i servizi online della propria Regione o dell’ACI, inserendo i dati richiesti del veicolo e dell’intestatario. ACI mette inoltre a disposizione, nelle amministrazioni aderenti, il servizio gratuito “RicordaLaScadenza”, che invia un avviso via e-mail o SMS poco prima del periodo previsto per il pagamento. Sono comunque disponibili anche altri servizi memo in versione app.
Rispetto al pagamento, per molti veicoli il rinnovo va effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Un bollo scaduto a luglio dovrà quindi essere pagato entro agosto. Esistono tuttavia discipline regionali differenti, per cui è sempre opportuno verificare il termine relativo al proprio veicolo.
Il versamento può essere effettuato attraverso il circuito PagoPA, utilizzando un servizio bollo auto abilitato oppure rivolgendosi ai punti fisici autorizzati. Anche il servizio Bollonet di ACI consente di effettuare il pagamento tramite PagoPA.
Bollo auto pagato in ritardo: sanzioni e cosa si rischia
Chi supera il termine può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando la tassa insieme agli interessi e a una sanzione ridotta. Per le violazioni soggette alla disciplina introdotta dal settembre 2024, nei primi 14 giorni la sanzione è pari allo 0,0833% circa per ogni giorno di ritardo; dal 15° al 30° giorno sale all’1,25% della tassa e dal 31° al 90° giorno all’1,39%.
Dal 91° giorno ed entro un anno la sanzione arriva al 3,13% circa, mentre oltre un anno, quando è ancora possibile ricorrere al ravvedimento, è pari al 3,57%, sempre con l’aggiunta degli interessi previsti. La sanzione ordinaria per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 è invece pari al 25% dell’importo non versato.
Se il debito resta insoluto, l’ente competente può avviare le procedure di accertamento e successiva riscossione. Ignorare gli atti ricevuti può portare, nelle fasi successive della riscossione coattiva e quando ne ricorrono i presupposti, anche al fermo amministrativo. Il provvedimento viene infatti utilizzato per recuperare crediti non pagati, compreso il bollo auto, e impedisce di utilizzare regolarmente il mezzo. Ma c’è una novità: da quest’anno è possibile rottamare un’auto sottoposta a fermo amministrativo.
Per gli accertamenti relativi al bollo opera inoltre un termine di prescrizione, generalmente collegato al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto; eventuali atti validamente notificati entro il termine incidono però sul decorso della prescrizione. In sintesi: meglio regolarizzare la propria posizione il prima possibile.








