Sei borghi ai piedi dell’Etna dove la pietra lavica si intreccia con la vita quotidiana: un viaggio tra chiese, sapori autentici e panorami che tolgono il fiato.

Oggi ti portiamo nella quotidianità di chi vive nei pressi di un vulcano ancora attivo. Parliamo dell’Etna, il gigante siciliano la cui ultima eruzione risale a febbraio, patrimonio Unesco dal 2013 e vulcano attivo più alto d’Europa.

Intorno alla montagna sorgono borghi siciliani caratterizzati da case in pietra lavica e stradine tortuose che si intrecciano al paesaggio. Qui puoi assaporare la vera essenza della Sicilia, tra eruzioni che hanno plasmato il territorio e rinascite continue. Iniziamo, quindi, il nostro viaggio tra i borghi alle pendici dell’Etna, che ti farà venire voglia di fare le valige e prenotare il tuo biglietto per il traghetto, in direzione Catania!

Nicolosi, la porta dell’Etna

La porta d’accesso all’Etna ti accoglie con il suo centro abitato strategico, punto di partenza per chi vuole salire sul vulcano. L’antico monastero di San Nicolò la Rena, risalente al 1150, oggi ospita la sede del Parco dell’Etna, istituito nel 1987 come primo parco siciliano. Con i suoi 59 mila ettari di boschi e sentieri, il parco è perfetto per chi ama i percorsi di trekking sui vulcani. Dal Rifugio Sapienza, a 1.900 metri, puoi anche prendere la funivia fino a quota 2.500 e goderti un panorama spettacolare: nelle giornate limpide lo sguardo arriva addirittura fino a Malta.

Per scoprire i sapori genuini del territorio, fermati all’azienda Serafica Terra di olio e vino, lungo la strada comunale Mompilieri: qui puoi partecipare a un tour enogastronomico con degustazioni di vini e oli dell’Etna accompagnate da pane cunzatu – pane condito con pomodori, primo sale, olio, origano e acciughe – o da un tagliere di salumi locali.

Zafferana Etnea, il borgo del miele

Proseguendo verso nordest, attraverso Pedara, Trecastagni e Viagrande, si arriva a Zafferana Etnea. Dalla piazza Belvedere il panorama è mozzafiato: spazia dalla Calabria fino al Golfo di Siracusa. La chiesa di Santa Maria della Provvidenza si staglia bianca al termine di una scalinata di nera pietra lavica, creando un contrasto cromatico che colpisce subito. Non perderti la Casa museo dell’Apicoltore, dove puoi conoscere le qualità del celebre miele locale, prodotto dalle api che bottinano sui fiori del vulcano. La sosta gastronomica è obbligatoria: nella storica pasticceria Donna Peppina assaggia la Siciliana, una sorta di calzone fritto con formaggio tuma e acciughe, e i biscotti Sciatori, friabili al latte e ricoperti di goloso cioccolato fondente.

Milo, il borgo dell’Etna preferito da Battiato e Dalla

‘U Milu, come lo chiamano in dialetto, è un tranquillo paesino di montagna con poco più di mille abitanti, situato a una delle quote più alte della zona. L’economia locale è legata all’agricoltura, soprattutto ai vigneti che producono ottimi vini, all’industria e al turismo. Dalla piazza principale del centro storico, intitolata a Giovanni d’Aragona, puoi ammirare un panorama che abbraccia la costa ionica e i comuni dell’entroterra. La chiesa madre, dedicata al patrono Sant’Andrea, è costruita in pietra lavica e nelle sue vicinanze si trovano la Fontana della Rinascita e il Mulino del Milo.

Questo piccolo borgo, Città del vino e della musica, fu caro a Franco Battiato e a Lucio Dalla, che tra i suoi boschi amavano rifugiarsi. A loro è dedicato un gruppo scultoreo bronzeo in piazza Belvedere. Da visitare anche la villa comunale e l’anfiteatro intitolato a Lucio Dalla, dove è posto un monumento che lo ritrae. Il cantautore bolognese soggiornava ogni estate nella casa-masseria acquistata in contrada Praino, vicino a Villa Grazia, la residenza di Franco Battiato intitolata a sua madre. In questo luogo ideale per rilassarsi e meditare, i due amici musicisti trovavano l’ispirazione per scrivere e comporre.

Randazzo, la città delle cento chiese

Randazzo ti accoglie con il suo patrimonio religioso, talmente ricco da essere soprannominata la Città delle cento chiese. Qui puoi scoprire le chiese di Santa Maria Assunta, gioiello gotico del quartiere Latino, e di San Martino, nel quartiere Lombardo, famosa per il suo meraviglioso campanile considerato tra i più belli di Sicilia. C’è poi la chiesa di San Nicolò, nel quartiere Greco, dall’austera facciata barocca. Di fronte, nella piazza omonima, trovi la statua che rappresenta l’unione dei suoi tre quartieri: il Gigante Piracmone, che i randazzesi hanno ribattezzato più amichevolmente Rannazzu Vecchiu. Molto suggestiva anche la passeggiata sull’acciottolato in basalto lavico di via degli Archi.

Una particolarità: oltre alla ricchezza religiosa, in questo borgo c’è anche una mescolanza culturale, che si riflette proprio nella divisione in tre quartieri storici: Latino, Lombardo e Greco. Questi tre quartieri sono una testimonianza delle diverse popolazioni che nel corso dei secoli hanno abitato queste terre, ciascuna lasciando la propria impronta.

Maletto, il paese delle fragole

Maletto è uno dei punti di partenza per chi vuole esplorare i crateri spenti del vulcano. Da qui si snodano sentieri che conducono a monte Scavo e monte Pomarazzo, regalando panorami sulla montagna che solo i più temerari conoscono.

Il suo centro storico, con le stradine in basolato lavico e le case del ‘600 e ‘700, è dominato dalla Rocca del Castello. La Chiesa Madre presenta un’imponente facciata e una scenografica scalinata d’accesso decorata da paraste in pietra lavica. Tra le chiese più significative ci sono quella di San Michele Arcangelo (XVI secolo) che conserva tele del 1600, e quella di Sant’Antonio di Padova (XVIII secolo) dove puoi ammirare due statue lignee del Bagnasco.

Non perdere la sagra per il quale è famoso, quello della fragola, che si svolge la prima settimana di giugno: qui puoi degustare gratuitamente torte e specialità alla fragola (risotti, granite) e acquistare il frutto primaverile dai produttori locali.

Bronte, la patria del pistacchio

Dalle fragole al pistacchio il passo è breve: in un quarto d’ora, partendo a Meletto, arrivi a Bronte, patria dell’oro verde di Sicilia. Qui spicca la sobria Chiesa Madre del ‘500 dedicata alla Santissima Trinità, che i brontesi chiamano La Matrice. Poco distante c’è il Real Collegio Capizzi, fondato dal sacerdote Ignazio Capizzi nel XVIII secolo per promuovere l’istruzione dei giovani: su prenotazione puoi visitare il fondo antico della ricca biblioteca. Imperdibile anche il Castello Nelson, complesso nato come abbazia nel XII secolo e donato nel 1799 da Ferdinando di Borbone all’ammiraglio Horatio Nelson come gesto di riconoscenza dopo l’intervento inglese che aveva contribuito a spegnere la Repubblica napoletana. Oggi è un museo immersivo con cinque stanze multimediali che permettono un affascinante viaggio nella Storia.