Nel 2026 i piccoli borghi italiani conquistano il primato dell’interesse turistico online, con Roccaraso al vertice della classifica Holidu. I dati ministeriali confermano una crescita reale delle presenze nei piccoli comuni, trainata da Lazio, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia.

Chi sogna un’estate lontana dalla folla ha di che scegliere: nel 2026 i piccoli borghi italiani sono diventati protagonisti assoluti delle ricerche online, superando in popolarità molte mete tradizionali. La classifica più aggiornata, elaborata da Holidu sulla base delle ricerche medie mensili su Google del 2025 relative ai comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, racconta un Paese che riscopre i suoi paesaggi. Più che di arrivi effettivi, ma di interesse online: un termometro comunque prezioso per capire dove si sta spostando la curiosità dei viaggiatori. Chi organizza un viaggio su misura, magari in auto, può contare anche su strumenti pratici come i servizi di telepedaggio, utili per affrontare senza pensieri le tratte autostradali verso queste destinazioni.

Roccaraso, Portofino e Amalfi: il podio che ridisegna la mappa dei borghi

Ecco, borgo per borgo, chi compone la top 10 2026 secondo Holidu, con le ricerche medie mensili su Google che ne misurano la popolarità online.

Roccaraso (Abruzzo)

È la vera sorpresa dell’anno: il borgo appenninico di Roccaraso ha guadagnato dieci posizioni rispetto alla graduatoria precedente, arrivando a oltre 165.000 ricerche medie mensili e scavalcando destinazioni storicamente molto ricercate. Situato a 1.236 metri tra il Parco Nazionale della Maiella e quello d’Abruzzo, Lazio e Molise, è il cuore del comprensorio sciistico dell’Alto Sangro, con oltre 110 chilometri di piste che ne fanno la stazione invernale più grande del Centro-Sud Italia. D’estate, però, le piste diventano sentieri per trekking e mountain bike, e l’altopiano delle Cinquemiglia regala panorami che attirano visitatori tutto l’anno.

Portofino (Liguria)

Portofino, borgo simbolo del Tigullio resta uno dei nomi più digitati d’Italia, con oltre 110.000 ricerche medie mensili, complice il fascino intramontabile delle sue case colorate affacciate sul porticciolo. Il nome deriva dal latino Portus Delphini, in ricordo dei delfini che un tempo popolavano queste acque, e ancora oggi il cuore del paese è la celebre Piazzetta, circondata da boutique e caffè storici. Nonostante la fama internazionale e la clientela vip, il borgo conserva un impianto urbano di origine romana e un’atmosfera raccolta, apprezzata da chi arriva anche solo per una passeggiata sul lungomare.

Amalfi (Campania)

Il cuore della Costiera Amalfitana che porta il suo nome sfiora le 90.000 ricerche medie mensili e continua ad attirare un pubblico internazionale, complice il suo passato di potente Repubblica Marinara. Il centro storico di Amalfi si visita a piedi tra vicoli stretti e scalinate, fino a Piazza Duomo, dove la Cattedrale di Sant’Andrea domina con la sua facciata in stile arabo-normanno e i 62 gradini che la precedono. Poco distante, il Chiostro del Paradiso, con il suo giardino di palme e i portici moreschi, offre una pausa di quiete lontano dalla folla estiva.

Favignana (Sicilia)

Favignana, la più grande delle Egadi si ferma a 75.140 ricerche medie mensili e conquista chi cerca acque cristalline e cave di tufo trasformate in giardini, in un contesto meno affollato rispetto alla Sicilia più battuta. Le antiche cave di calcarenite, un tempo sfruttate per l’edilizia, sono oggi giardini ipogei dove crescono cactus e agrumi tra pareti scavate nella roccia, come nella spettacolare Cala Rossa. Il paese si racconta anche attraverso l’ex stabilimento Florio, storica tonnara riconvertita in museo, e si esplora comodamente in bicicletta grazie ai suoi percorsi ciclabili segnalati.

San Vito Lo Capo (Sicilia)

Famosa per la spiaggia bianca e il Cous Cous Fest, San Vito Lo Capo totalizza 75.090 ricerche medie mensili e resta uno dei borghi marini più cercati del sud Italia. La baia, chiusa dal profilo del monte Monaco, offre quasi tre chilometri di sabbia finissima e acque che ricordano i Caraibi, mentre a pochi chilometri si apre la Riserva dello Zingaro, sette chilometri di costa selvaggia tra calette e sentieri panoramici. Settembre, quando si svolge il festival gastronomico dedicato al couscous, resta uno dei periodi più richiesti per visitarla.

Positano (Campania)

Con le sue case a picco sul mare, Positano, l’icona della Costiera Amalfitana, raccoglie 75.030 ricerche medie mensili e continua a essere sinonimo di vacanza da cartolina. Il paese si sviluppa in verticale, tra scalinate e vicoli che scendono da Piazza dei Mulini fino a Spiaggia Grande, il lungo arenile di ciottoli dominato dalla cupola maiolicata della Chiesa di Santa Maria Assunta. Meta di vip fin dagli anni Sessanta, offre anche un volto più tranquillo nelle spiagge minori come Fornillo, raggiungibile a piedi lungo un sentiero costiero.

Courmayeur (Valle d’Aosta)

Ai piedi del Monte Bianco, il borgo valdostano di Courmayeur registra 61.480 ricerche medie mensili, unendo la vocazione sciistica invernale a un’offerta estiva fatta di trekking e paesaggi alpini che attraggono ricerche tutto l’anno. La funivia panoramica Skyway Monte Bianco porta i visitatori fino a Punta Helbronner, a oltre 3.400 metri, ai piedi dei ghiacciai del tetto d’Europa. Nel centro storico, tra chalet in legno e negozi di artigianato, e nelle vicine terme di Pré-Saint-Didier, Courmayeur mantiene un’atmosfera alpina autentica anche lontano dalla stagione della neve.

Maratea (Basilicata)

Maratea, “perla del Tirreno” lucano, si posiziona a quota 61.430 ricerche medie mensili e conferma il suo appeal, tra calette nascoste e un centro storico ancora fuori dai grandi flussi turistici. A dominare la costa, dalla cima del Monte San Biagio, è la statua del Cristo Redentore, alta 21 metri e visibile da gran parte del litorale. Lungo i suoi oltre trenta chilometri di costa si alternano spiagge di sabbia scura di origine vulcanica, grotte marine come quella delle Meraviglie e i resti dell’antico borgo fortificato distrutto dalle truppe napoleoniche nel 1806.

Bormio (Lombardia)

Tra le mete alpine più cercate, con 61.300 ricerche medie mensili deve la sua popolarità tanto alle piste da sci quanto alle terme, che la rendono una destinazione richiesta in ogni stagione. Le acque calde di Bormio, note fin dall’epoca romana, alimentano oggi tre impianti termali, dagli storici Bagni Vecchi al centro più moderno di Bormio Terme. Porta meridionale del Parco Nazionale dello Stelvio, in estate offre oltre 600 chilometri di sentieri per trekking ed escursioni, mentre in inverno resta uno dei comprensori sciistici più noti dell’Alta Valtellina.

Ventotene (Lazio)

Unica new entry della top dieci, Ventotene chiude la classifica con 60.740 ricerche medie mensili: un segnale evidente della crescente voglia di destinazioni piccole e poco affollate. Isola vulcanica dell’arcipelago Pontino raggiungibile solo via mare, conserva un porto scavato nel tufo dai Romani e una peschiera antica ancora visibile nuotando lungo la costa. Fu anche luogo di confino, legato alla memoria di Altiero Spinelli e del Manifesto per un’Europa unita, e oggi attira chi cerca un turismo lento, tra spiagge di sabbia vulcanica e fondali protetti dall’area marina.

Cosa dicono i numeri ufficiali sul turismo nei piccoli comuni

I dati pubblicati dal ministero del Turismo il 12 settembre 2026 confermano che quest’estate qualcosa è davvero cambiato. Tra giugno e agosto l’Italia ha superato 276 milioni di presenze turistiche, con oltre 72,4 milioni di arrivi e una crescita del 2% rispetto al 2025. Nei piccoli comuni, però, l’aumento è stato molto più marcato: nel solo mese di luglio gli arrivi sono cresciuti del 6,6% e le presenze del 4,2%, mentre nei primi sette mesi dell’anno la crescita ha toccato rispettivamente il 5,6% e il 4,4%.

Anche il tasso di saturazione Ota, l’indicatore che misura la quota di alloggi prenotati sulle principali piattaforme online, racconta la stessa storia: l’Italia ha raggiunto il 61,8%, un dato in crescita del 13,8% sull’estate precedente e nettamente superiore a Spagna (54,7%) e Francia (45,6%). A trainare il trend sono stati soprattutto i turisti italiani, con un aumento del 2,1% negli arrivi, ma agosto ha visto emergere anche una componente straniera più dinamica, con presenze in crescita del 4,4%.

Le regioni che crescono di più e come muoversi tra i borghi

Guardando alla saturazione regionale, Trento guida la classifica con il 67,3%, complice l’attrattività crescente della montagna durante un’estate segnata dal caldo record. Seguono la Sardegna (67,2%), dove sono aumentate del 13% le richieste che combinano costa e piccoli centri dell’interno, e il Friuli Venezia Giulia (66,3%), diventato simbolo del turismo diffuso che unisce mare, montagna, enogastronomia e borghi. Nella parte alta della classifica compaiono anche Sicilia e Veneto, entrambe al 65,6%, seguite dalle Marche, al 63%, grazie a investimenti regionali mirati a intercettare la domanda internazionale verso borghi collinari e paesaggi rurali. Se si guarda invece alla crescita degli arrivi nei piccoli comuni, il Lazio svetta con un +10,9%, davanti a Friuli Venezia Giulia (+9,9%) e Abruzzo (+9,6%), mentre per le presenze è proprio l’Abruzzo a comandare, con un +10,9%.