L’Italia è una terra di indiscutibile bellezza, dove il passato incontra il presente in un abbraccio che incanta viaggiatori e appassionati di storia provenienti da ogni angolo del mondo. Dalle imponenti Alpi fino alle acque del Mar Ionio, si snodano tesori di rara bellezza: i borghi medievali. Ogni borgo ha le sue attrazioni uniche da non perdere. Dai castelli imponenti alle chiese riccamente decorate, dalle mura antiche alle viste panoramiche mozzafiato, c’è sempre qualcosa di speciale da scoprire in questi luoghi magici. Impossibile non menzionare anche il ricco patrimonio enogastronomico, tra vini pregiati e specialità culinarie tradizionali, e le numerose sagre locali che si svolgono nel corso dell’anno e consentono di vivere appieno l’atmosfera autentica di questi incredibili posti. Che cosa sono i borghi medievali e quali vale la pena visitare almeno una volta nella vita, te lo raccontiamo nella nostra guida per aiutarti a scoprire il lato più affascinante dell’Italia.

Quali sono i borghi medievali più belli d’Italia?

Se c’è una cosa davvero difficile da fare quando si deve organizzare un viaggio in Italia, è decidere quali posti visitare, dato che il nostro Paese è ricco di bellezze naturali, storiche, architettoniche e artistiche di ogni genere. Tuttavia, ci sono luoghi che racchiudono in sé un fascino particolare e che non possono assolutamente mancare nella lista delle destinazioni da vedere almeno una volta nella vita: i borghi medievali.

Questi paesi che da nord a sud della Penisola ci regalano scorci unici al mondo, sono vere e proprie gemme incastonate tra le colline e i monti, immersi nella campagna o affacciati sul mare, che con le loro stradine acciottolate, percorse un tempo da nobili e cavalieri, sono un invito a scoprire un’Italia antica e incantata, dove il tempo sembra essersi fermato.

I borghi medievali sono la testimonianza vivente di un’epoca lontana, un patrimonio di grande valore che va esplorato e preservato per mantenere viva la nostra storia e le nostre radici. Non per niente, molti di essi sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Ognuno di questi paesi medievali ha le sue attrazioni uniche da non perdere. Dai castelli imponenti alle chiese riccamente decorate, dalle mura antiche alle viste panoramiche mozzafiato, c’è sempre qualcosa di speciale da scoprire passeggiando per le vie e le stradine di luoghi che nascono anche un pizzico di mistero e di magia.

Per questo motivo, se stai pianificando il tuo prossimo viaggio in Italia, nella tua lista dei must-see non possono certo mancare i borghi medievali più belli d’Italia che abbiamo inserito nella nostra personale classifica.

Il borgo di Dolceacqua

I borghi più belli d'Italia in Liguria: Dolceacqua

Nel cuore della Liguria, Dolceacqua è un incantevole borgo medievale della Val Nervia e si sviluppa lungo il torrente omonimo che divide la parte storica da quella moderna.
L’area più antica del paese, dominata dal Castello dei Doria, è chiamata Téra (Terra) nel dialetto locale e sorge ai piedi del monte Rebuffao, mentre la parte nuova, battezzata più semplicemente con il nome di Borgo, si allunga sulla riva opposta del torrente, ai lati della strada che sale la valle.
A collegare le due parti di Dolceacqua è il ponte romanico che venne costruito proprio in occasione della nascita del quartiere del Borgo, nel XV secolo. Oltre alla già citata fortezza medievale, custode di ben 900 anni di storia e dotata di sale multimediali che offrono la possibilità di visitare il castello in modo innovativo e coinvolgente.
Tra le principali attrazioni di Dolceacqua troviamo anche la Chiesa di San Giorgio, che ospita opere d’arte di grande pregio, tra cui il polittico rinascimentale formato da dodici scomparti e raffigurante Santa Devota, realizzato da Ludovico Brea nel 1515, la Chiesa di San Giorgio, la cui fondazione risale con tutta probabilità al X secolo per volere dei monaci benedettini, e l’Oratorio di San Sebastiano nel quartiere del Borgo, nel quartiere del Borgo, edificio in stile barocco del XVII secolo.
Da non perdere anche la singolare Fontana del Rossese, che celebra il Rossese di Dolceacqua Doc, il famoso vino tipico della zona, e il Palazzo Luigina Garoscio in cui ha sede la Biblioteca e la Pinacoteca Morscio con il suo Museo del Soldatino.

Il borgo di Vigoleno

Il borgo di Vigoleno

Ci spostiamo nella provincia di Piacenza, a Vigoleno, frazione del comune di Vernasca e uno dei borghi più belli d’Italia in Emilia Romagna.
Tra i paesi medievali, quello di Vigoleno rappresenta il perfetto esempio della logica abitativa dell’epoca. Sulle maestose mura merlate, percorse in parte da un panoramico camminamento di ronda, fa bella mostra di sé la mole del mastio, con ben quattro piani di visita. Dalla piazza principale, invece, dove si trova la fontana cinquecentesca, andando verso est si raggiunge la Chiesa romanica di San Giorgio, della seconda metà del XII secolo, che presenta tre navate divise da quattro coppie di imponenti pilastri rotondi con capitelli scolpiti con figure. La chiesa ha subito vari rimaneggiamenti rinascimentali e barocchi, ma il restauro del 1963 ha riportato l’edificio all’antico splendore, austero e solenne. La facciata della Pieve di San Giorgio presenta un portale scolpito, con colonnine dai capitelli fogliati e nella lunetta una scultura raffigurante il santo, mentre il campanile di pianta quadrangolare è sormontato da bifore.
Per vivere il borgo di Vigoleno in modo ancora più autentico, ti suggeriamo di partecipare a una delle visite guidate e di assaggiare i prodotti tipici del territorio, in particolare il Vin Santo di Vigoleno, un vino passito unico, dal sapore intenso e speziato, che vanta una storia millenaria, e i salumi tipici locali Dop (la coppa, il salame e la pancetta).

Il borgo di Castell’Arquato

Castell'Arquato: bellezza e storia nel cuore dell'Emilia | Moveo

Un altro borgo inserito nella lista dei più belli dell’Emilia Romagna è Castell’Arquato, situato sulle alture della Val d’Arda, lungo una collina che domina la vallata.
Questo suggestivo borgo medievale – se hai a disposizione qualche giorno in più – è il punto di partenza perfetto per raggiungere alcuni dei paesi più belli della zona: Castell’Arquato dista, infatti, circa 30 km da Piacenza, 42 km da Cremona e più o meno 45 km da Parma.
Parte del territorio comunale fa parte del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, detto più semplicemente Parco dello Stirone, che riveste una straordinaria importanza dal punto di vista paleontologico, in virtù della presenza di numerosi reperti fossilieri che risalgono all’era Terziaria e Quaternaria.
Insignito del titolo di Città d’Arte, il borgo di Castell’Arquato è uno scrigno di tesori architettonici che vanno dalla splendida Collegiata di Santa Maria, costruita tra il 1117 e il 1122, alla Basilica di San Giovanni, situata nella frazione di Vigolo Marchese, solo per citare alcuni degli edifici religiosi più significativi.
Altri luoghi di interesse sono il Palazzo del Podestà, al cui interno è conservato un ciclo pittorico in stile neogotico realizzato nel 1893 dal pittore Antonio Malchiodi, il duecentesco Palazzo Ducale, Palazzo Stradivari, residenza signorile eretta da alcuni discendenti di Antonio Stradivari, la Rocca Viscontea, che ospita il Museo di vita medievale, e il Torrione Farnese, fatto erigere tra il 1527 e il 1535 per volere di Bosio II Sforza di Santa FioraXI conte di Santa Fiora.
Oltre alle bellezze architettoniche, Castell’Arquato è anche una meta per gli amanti del buon cibo e del vino. Qui puoi gustare gli anolini in brodo che, al contrario di quanto avviene nel resto del Piacentino, dove vengono preparati con ripieno di stracotto, sono cucinati con un ripieno di grana padano amalgamato con pane grattato e odori. Il brodo è rigorosamente a base di gallina, manzo e vitello. Fanno parte del goloso patrimonio gastronomico locale anche i salumi, in particolare le tre eccellenze a marchio, ossia la coppa, la pancetta e il salame piacentino.
Non si può non menzionare, inoltre, il vino Monterosso Valdarda Doc Colli Piacentini, a cui si aggiungono altri vini Doc del territorio: l’Ortrugo, la Malvasia, il Sauvignon e, tra i rossi, il Gutturnio e la Bonarda.

Il borgo di Soave

Il borgo di Soave

Bandiera arancione del Touring Club Italiano, vincitore del Borgo dei Borghi nel 2022, celebre per il Castello Scaligero e il tipico vino che porta il suo nome, Soave è un piccolo comune veneto, noto per le sue vigne e la sua imponente fortezza medievale.
Questo ameno paese situato ai piedi dei Monti Lessini, circondato interamente da mura merlate alla ghibellina, ripartite tra 24 torri, lambite dal fiume Tramigna, dista circa 20 km in linea d’aria da Verona, sorge allo sbocco della Val Tramigna e poco distante dalla Val d’Alpone.
Dalle sue colline si possono osservare i profili dei Monti Berici e dei Colli Euganei. Oltre al castello, che sorge sul Monte Tenda e domina la vasta pianura sottostante, raggiungibile a piedi da Piazza Antenna oppure percorrendo la strada asfaltata che sale a nord del paese, ci sono altri monumenti di notevole interesse, come il Santuario di Santa Maria della Bassanella, del XI secolo, il Duomo di San Lorenzo, al cui interno sono custoditi pregevoli dipinti del XVI, la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani, che sorge a pochi passi da Piazza Antenna, oggi usata per mostre e manifestazioni, e l’attiguo convento che ospita la Biblioteca Civica di Soave.
Nel pieno centro del paese, sempre in Piazza Antenna, sorge anche Palazzo di Giustizia, edificato tra l’aprile ed il luglio del 1375, come ricorda l’iscrizione, in versi latini e a caratteri gotici, situata sotto il poggiolo della facciata. Altri due edifici di grande interesse sono il trecentesco Palazzo Scaligero e Palazzo Cavalli, costruito nel 1411 per volontà di Nicolò Cavalli, capitano di Soave, in stile gotico.
Oltre a visitare i luoghi di interesse storico e culturale, non puoi non fermati in una delle tante enoteche presenti sul territorio per degustare un calice degli ottimi vini della zona: Soave Doc, Soave Classico Doc, Soave Superiore Docg o Recioto di Soave Docg, da abbinare ai piatti della tradizione locale, come la minestra di verdure con l’aggiunta di fagioli e pamojo o panà (pane bollito), condito con un filo d’olio, il riso con le verdure (verze o cavolo cappuccio) o con il sedano rapa, la tagliatelle in brodo con i fegatini e i bigoli fatti al torchio con farina di grano tenero, conditi con le sarde sotto sale.

Il borgo di Gradara

Viaggi di San Valentino 2024: il borgo di Gradara

A pochi chilometri dal mare della Riviera Romagnola, si trova uno dei borghi più belli d’Italia nelle Marche, nonché luogo che ha fatto da sfondo alla storia d’amore tra Paolo e Francesca, narrata da Dante nella Divina Commedia: Gradara.
Una graziosa cittadina medievale fortificata dalle possenti mura e dominata dal castello che, secondo la leggenda, fu teatro dell’assassinio dei due amanti ad opera di Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo e marito di Francesca.
La Rocca di Gradara è un vero gioiello dell’architettura fortificata italiana, risultato di diverse fasi costruttive che si sono susseguite nel corso dei secoli fino all’ultimo intervento di restauro compiuto tra il 1921 e il 1923. L’impronta di stile medievale e neo-medievale ne fa una delle opere più suggestive delle Marche e uno dei musei più visitati del nostro paese. Da non perdere anche l’affascinante e suggestivo percorso denominato Camminamenti di Ronda, una delle principali attrazioni turistiche di Gradara, da cui si può godere di un panorama unico che dalle dolci colline marchigiane spinge lo sguardo fino al mare Adriatico.
La Rocca di Gradara non è però l’unica attrazione di questo piccolo borgo delle Marche: da vedere ci sono anche il Bosco di Paolo e Francesca, che ospita numerose varietà botaniche forestali, il Teatro dell’Aria, che sorge nel favoloso contesto della rocca medievale ed è dedicato interamente all’antica arte della falconeria, Palazzo Rubini Vesin, sede del Teatro Comunale di Gradara, e infine il Museo Storico, che custodisce una collezione unica ed interessante di oggetti antichi e documenti risalenti ai secoli passati, tramite i quali si può conoscere la storia della città e rivivere l’intrigante atmosfera del Medioevo.

Il borgo di Monteriggioni

Borghi medievali: Monteriggioni

Tappa imperdibile per gli amanti della storia e dell’arte, inserito all’interno del percorso della Via Francigena e ricco di itinerari storico-naturalistici, particolarmente adatti agli amanti delle attività outdoor, Monteriggioni è un piccolo borgo medioevale che si erge su una collina da cui domina le vicine campagne.
Il paese si sviluppa all’interno della cinta muraria, caratterizzata da 14 imponenti torri che suggerirono a Dante la famosa similitudine con i Giganti collocati nell’Inferno: «però che, come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona, così la proda che ‘l pozzo circonda torreggiavan di mezza la personali orribili giganti, cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona» (Inferno, XXXI, vv. 40-44).
Nel borgo sono ancora visibili le cisterne che in passato servivano per raccogliere l’acqua piovana. Una di queste è situata nella piazza principale del borgo. Il Castello di Monteriggioni risale al secondo ventennio del Duecento e fu fondato dalla Repubblica di Siena allo scopo di difendere i confini dalle mire della città rivale, Firenze, che tentava di espandersi verso il territorio senese.
Nel territorio di Monteriggioni si trovano numerosi centri di interesse artistico e storico, in particolare segnaliamo la Pieve di Santa Maria Assunta, che sorge nella piazza principale del borgo ed è stata realizzata nel corso del XIII secolo, e presenta la facciata originale che risale al Duecento e l’interno ristrutturato in epoca moderna. La chiesa custodisce un dipinto del XVII secolo con la Madonna del Rosario, cui è dedicata in ottobre la festa locale.
Da visitare c’è anche l’Abbazia dei Santi Salvatore e Cirino, utilizzata come modello per realizzare le pievi di Scola, di Ponte allo Spino, di Pernina e di Casole, la Pieve di Santa Maria a Castello, tra le più importanti testimonianze dell’architettura altomedievale toscana, e la piccola chiesetta di San Lorenzo a Colle Ciupi.
Tra le attrazioni da non perdere ci sono anche i Camminamenti sulle Mura, da cui puoi godere di una splendida vista sia verso l’interno del borgo che verso l’esterno del paese: il lato sud, infatti, si affaccia sul Chianti, mentre il lato nord sulla Val d’Elsa, e nelle giornate più terse si possono persino scorgere le torri di San Gimignano.
Insomma, a Monteriggioni c’è davvero qualcosa per tutti i gusti e naturalmente per gli amanti della buona cucina non mancano i ristoranti che offrono piatti tipici della cucina popolare e contadina che conserva i sapori e i profumi della tradizione.

Il borgo di Spello

Borghi medievali: Spello

Alle pendici del Monte Subasio, tra le città di Assisi e Foligno, sorge uno dei borghi più belli d’Italia in Umbria: Spello, noto per gli splendidi affreschi del Pinturicchio che decorano la Cappella Baglioni nella Collegiata di Santa Maria Maggiore.
I resti della cinta muraria, tra le meglio conservate d’Italia, testimoniano la grandezza che il borgo ha avuto in passato, così come i resti archeologici sparsi nel territorio.
Tra i luoghi di interesse storico e artistico che raccontano le vicende dell’antica Hispellum, ci sono l’Anfiteatro romano, situato a nord-ovest del paese e realizzato probabilmente nel I secolo d.C., sulla Via Centrale Umbra, a breve distanza dalla Chiesa di San Claudio, Porta Venere, una delle sei porte urbiche, affiancata dalle Torri di Properzio, di epoca medievale, la Torre Santa Margherita, posta fuori la cerchia delle mura urbane e sotto il parapetto di Piazza Belvedere, e poi l’Arco romano, noto anche come Porta dell’Arce e Porta dei Cappuccini, per la vicinanza con i resti della Rocca di Federico I Barbarossa e con il Convento dei Cappuccini di San Severino, che anticamente permetteva la comunicazione della parte alta della città con il monte Subasio.
Ti consigliamo di visitare anche la Cappella Tega, con affreschi dell’Alunno e della bottega dei Mazzaforte, la Chiesa di San Lorenzo Martire, con affreschi e tabernacolo del Quattrocento, oltre a meravigliose tele seicentesche, e la Chiesa di Sant’Andrea, che al suo interno custodisce la Madonna in trono e santi di Pinturicchio. Tra i palazzi storici, invece, spiccano Palazzo Comunale, con le belle sale dell’Editto e degli Zuccari, Palazzo Baglioni, con il soffitto realizzato in formelle dipinte raffiguranti motivi geometrico-floreali e il grifo di Perugia, e Palazzo Cruciani, dotato di un elegante ballatoio con copertura lignea, che corre a sinistra del cortile.
Spello non è solo un borgo ricco di storia e arte, ma anche il punto d’arrivo della Strada dei vini del Cantino, una delle quattro strade del vino presenti in Umbria, contrassegnata da una celebre produzione enologica che include vini Docg e Doc, oltre a numerosi prodotti tipici del territorio, tra cui citiamo l’olio Dop di Umbria e il tartufo.

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